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Analisi

La FE studia il nuovo format: perché sta pensando alle gare sprint per mostrare la velocità della Gen4

Con il debutto della Gen4, la Formula E sta valutando un cambio di format per mostrare le prestazioni della nuova monoposto, più veloce e versatile. Tra le opzioni sul tavolo spunta l'ipotesi delle gare Sprint: l'obiettivo sarebbe ridurre la gestione energetica rispetto alla gara lunga, regalando una corsa all'attacco che sappia valorizzare la Gen4.

Gen4

Gen4

Foto di: FIA Formula E Championship

In una lunga intervista concessa a Motorsport.com qualche settimana fa, Alberto Longo, co‑fondatore della Formula E, aveva anticipato che la serie completamente elettrica stesse valutando anche un’evoluzione del format, sfruttando la velocità e la flessibilità garantite dalla Gen4, la nuova generazione di monoposto attesa al debutto a fine anno.

“È un’auto completamente diversa da tutto ciò che abbiamo avuto finora. Il salto in ogni singolo parametro è enorme. Non solo in termini di velocità massima, ma anche di velocità in curva, autonomia. È un cambiamento così grande da permetterci di essere flessibili, versatili nel pensare quale sarà il format sportivo ideale per la prossima generazione”, spiegava Longo a Madrid poche settimane fa.

“Ve lo dico perché stiamo già pensando a cambiamenti su come mostrare questa tecnologia ai nostri tifosi. Non solo a quelli presenti in circuito, ma anche a chi guarda da casa. Potete aspettarti grandi novità l’anno prossimo nel format sportivo che metteremo in campo. Dobbiamo mostrare le prestazione di questa vettura”.

Opel FE Gen4

Opel FE Gen4

Foto di: FIA Formula E

Ciò che è certo, come dal CEO Jeff Dodds durante il lancio della Gen4, è che sia il Pit Boost, il pit stop per la ricarica rapida, sia l’Attack Mode verranno mantenuti anche nel prossimo ciclo tecnico. Da un lato perché rappresentano un elemento spettacolare apprezzato da costruttori e tifosi, dall’altro perché contribuiscono al recupero di energia. La batteria sarà sì molto più capiente, ma con potenze maggiori e un peso in aumento servirà comunque tutta l’energia possibile.

Ma quali saranno le altre novità? Su questo fronte i vertici della categoria non hanno voluto sbilanciarsi, rimandando i dettagli a comunicazioni ufficiali che arriveranno solo dopo il prossimo Consiglio Mondiale FIA di giugno, così da seguire il consueto iter di approvazione. Dietro le quinte, però, sul tavolo ci sono già diverse opzioni, oggetto di un confronto continuo tra la Federazione e la Formula E.

La Gen4, che punta a essere in media dieci secondi più rapida della Gen3, non offrirà soltanto prestazioni nettamente superiori, ma anche una versatilità che sta spingendo la serie 100% elettrica a valutare modifiche sostanziali nella gestione del weekend. L’obiettivo è mostrare davvero il nuovo potenziale, in gara come in qualifica. Il punto è capire come farlo.

Prototipo Porsche Gen4

Prototipo Porsche Gen4

Foto di: FIA Formula E

Un conto è il lato tecnico, un conto è ciò che si vede in pista e la promozione della vettura sul fronte marketing, perché la Formula E ha la necessità di mostrare quanto sia realmente veloce la nuova monoposto. La Gen4 disporrà di due pacchetti aerodinamici distinti: uno ad alto carico, pensato per esprimere al massimo le prestazioni in qualifica, e uno a basso carico, più orientato all’efficienza energetica per la gara.

Il punto è che tra questi due pacchetti ci sarà una differenza di carico piuttosto marcata e, sulla lunga distanza, anche per rimanere fedeli al DNA della serie, la priorità andrà più all’efficienza che alla performance pura. Da qui nasce l’esigenza di trovare una via di mezzo. Secondo quanto appreso da Motorsport.com, l’idea, non ancora definitiva, potrebbe essere quella di introdurre nel calendario anche le gare sprint, sul modello di quanto già avviene in F1 e MotoGP.

Si tratta di un’idea che, in effetti, potrebbe avere più senso per la Formula E che per la Formula 1. Nella serie totalmente elettrica, infatti, non dovrebbero presentarsi gli stessi problemi di gestione delle gomme che spesso limitano le sprint in F1, trasformandole in gare più conservative che realmente d’attacco.

Gen4

Gen4

Foto di: FIA Formula E

Inoltre, il peso della vettura, sia con batteria carica che scarica, non varierà in modo significativo, il che apre alla possibilità di partire con un alto quantitativo di energia, permettendo ai piloti di attaccare senza dover ricorrere troppo al lift and coast o a fasi marcate di recupero durante la corsa. I dettagli devono ancora essere definiti, ma il potenziale per ottenere ciò che ci si aspetta davvero da una gara sprint, cioè una corsa all’attacco, c’è tutto.

Un ragionamento che avrebbe perfettamente senso anche osservando il calendario. Pur senza voler rinunciare alla propria anima fatta di piste cittadine, per mettere davvero in mostra il potenziale della nuova Gen4, che sul giro secco sarà più rapida della Formula 2, la Formula E dovrà necessariamente orientarsi sempre più verso tracciati permanenti e con reali opportunità di sorpasso.

Eccezion fatta per Londra, una pista molto angusta che potrebbe non trovare spazio nel futuro calendario, le tappe che oggi ospitano i double‑header, cioè due gare nello stesso weekend, si disputano tutte su tracciati ampi e con reali possibilità di sorpasso. Un contesto ideale per sperimentare e provare qualcosa di diverso sul format, proprio a partire dalle gare sprint.

Gen4

Gen4

Foto di: FIA Formula E

Lo stesso Longo, infatti, ci aveva anticipato che, sebbene in futuro l’idea sia quella di visitare più città, nel frattempo i double-header potrebbero diventare terreno fertile per sperimentare sul format: “Per quanto riguarda i double‑header, ci piacciono, ma forse questo è collegato alla domanda che mi hai fatto prima sul format sportivo. C’è un modo in cui possiamo cambiare il format e usare i double‑header, o le due giornate. Ci stiamo davvero pensando”, aveva spiegato Longo.

Parlando della possibile introduzione delle sprint race, in un’intervista a Motorsport.com Jorg Schrott, Team Principal di Opel, ha spiegato che la Gen4 dispone di tutti gli strumenti per garantire spettacolo in pista e che ora spetta alla Formula E trovare l’alchimia giusta per sfruttarli al meglio.

“In Formula E ci sono molti parametri in gioco. Credo, anche se non posso dirlo al 100%, che alla fine i tifosi, quelli davanti alla TV o sugli spalti, vogliano vedere del “cool racing”. E cosa intendo per “cool racing”? Auto che sono veloci, azione vera, piloti che fanno la differenza”, ci spiega Schrott.

“Con la Gen4, con i piloti e con tutte le impostazioni tecniche, abbiamo la base giusta. Ora si tratta di lavorare con l’Attack Mode, con il Pit Boost e altre novità. Dobbiamo trovare il mix corretto. Questa è la mia risposta, perché i parametri ci sono già. Anche parlando di sprint race, senza entrare nei dettagli, ma i presupposti ci sono. Abbiamo una base eccellente per offrire agli spettatori un’esperienza di gara emozionante e ad alte prestazioni. Ora dobbiamo solo trovare la combinazione giusta e funzionerà”.

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