Lucas Di Grassi spiega così la squalifica di Città del Messico...

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Lucas Di Grassi spiega così la squalifica di Città del Messico...
Charles Bradley
Di: Charles Bradley
Tradotto da: Gabriele Testi, Direttore Responsabile Svizzera
02 apr 2016, 00:37

Il portacolori dell'Audi Sport Team Abt in Formula E cita un problema di batterie nelle prove libere, l’usura eccessiva delle gomme e una strategia al limite per "giustificare" i 1,8 kg in meno in verifica...

Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport
Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport
Il vincitore Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport, secondo Jérôme d'Ambrosio, Dragon Racing, t
Podio: il vincitore Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport
Podio: il vincitore Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport
Podio: il vincitore Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport
Podio: il vincitore Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport, secondo Jérôme d'Ambrosio, Dragon Ra
Il vincitore Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport, nel parco chiuso con la squadra
Il vincitore Lucas di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport, nel parco chiuso

Lucas Di Grassi, da sempre portacolori dell'Audi Sport Team Abt in Formula E, ha spiegato per la prima volta pubblicamente le ragioni per le quali la sua vettura è risultata sottopeso in sede di verifiche tecniche post-gara a Città del Messico, situazione costatagli clamorosamente la vittoria nell'ePrix del 12 marzo scorso.

Un problema alla batteria che ha richiesto parecchio alla squadra in termini di tempo e ha inavvertitamente portato a un errore di calcolo da parte degli ingegneri della formazione tedesca (situazione accoppiata a un'elevata usura degli pneumatici e alla necessità di operare in maniera molto aggressiva per battere le imbattibili Renault e.dams) è stato sufficiente perché la sua ABT Schaeffler FE01 non rientrasse entro il peso minimo di 888 kg per appena 1.800 grammi.

"Ad ogni gara siamo molto vicini al limite di peso per poter dare battaglia in pista alle Renault", ha detto il pilota brasiliano a Motorsport.com. "Abbiamo compiuto un’analisi sui fatti di Mexico City a posteriori. Abbiamo realizzato che la macchina che è stata squalificata, la prima vettura, era sottopeso; la seconda era invece proprio al limite di peso”.

E ancora: "Abbiamo avuto un problema di batterie proprio all'inizio del primo turno di prove libere sulla prima macchina. E i ragazzi della Williams hanno lavorato per ovviare al problema quasi l’intera giornata. Quella monoposto è risultata pronta soltanto un'ora prima della gara, quindi non c'è stato materialmente tempo di ricontrollare il peso del mezzo”.

Lucas Di Grassi continua: "Siccome erano necessarie le cinture e alcuni altri componenti, il team ha spostato le prime da una macchina all'altra, cosa che l'ingegnere non ha preso in considerazione. Così c’è stato un piccolo errore di calcolo. Inoltre, abbiamo anche avuto un’usura delle gomme parecchio elevata, molto più di quanto ci aspettassimo, che ha sottratto fino a 1,8 kg alla tara della monoposto”.

E non è tutto: "L'altra macchina andava bene, era quella con la quale ho effettuato le qualifiche. È stato tutto molto strano: erano effettivamente la stessa auto, con le medesime componenti e la stessa quantità di zavorra con cui corriamo regolarmente durante l’anno. E la sera prima il mezzo era perfettamente entro i parametri regolamentaro. E non è che io abbia sudato di più, o avessi un peso corporeo diverso in quel fine settimana…".

La squalifica di Berlino in circostanze diverse

È la seconda volta nel giro di un anno che Lucas Di Grassi viene privato del massimo punteggio, dal momento che gli venne negata la vittoria per effetto di una squalifica anche nel Berlino ePrix del 23 maggio 2015.

In quell'occasione la squadra tedesca fu penalizzata per la modifica di una parte dell'ala e delle carenature delle ruote anteriori della sua auto, cosa per la quale egli è ancora profondamente arrabbiato.

"L'anno scorso ho perso il campionato a causa di questo", ha detto il driver brasiliano del team ABT Schaeffler Audi Sport senza troppi giri di parole. "Le regole sono regole, si devono accettare. Però, la squalifica della scorsa stagione, per una riparazione mal fatta su una componente della vettura che non ha effetti di sorta sulle prestazioni, è per me una decisione completamente sbagliata”.

In conclusione: "Questa volta c’è stato un piccolo errore da parte della squadra. Avendo vinto con sei secondi di vantaggio, un chilo in più o in meno non avrebbe fatto molta differenza, ma io accetto le conseguenze della cosa. Dobbiamo seguire le regole". 

 

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