La rabbia di Sébastien Buemi ha sorpreso i rivali

Appena terminato il primo ePrix di Montréal, lo svizzero della Renault e.dams è sceso dalla propria macchina e, in modo molto animato, ha preteso spiegazioni per alcuni episodi capitati in corsa da Daniel Abt e da Robin Frijns.

La rabbia di Sébastien Buemi ha sorpreso i rivali
Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport, and Sébastien Buemi, Renault e.Dams, enter the pits
Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport, and Sébastien Buemi, Renault e.Dams, enter the pits
Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport, and Sébastien Buemi, Renault e.Dams, enter the pits
Sébastien Buemi, Renault e.Dams, e Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport, lasciano i box
Sébastien Buemi, Renault e.Dams, e Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport, lasciano i box
Sébastien Buemi, Renault e.Dams, e Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport, lasciano i box
Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport
Daniel Abt, ABT Schaeffler Audi Sport, ritorna ai box con una ruota danneggiata
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team, leads Antonio Felix da Costa, Amlin Andretti Formula E
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Jose Maria Lopez, DS Virgin Racing, leads Sam Bird, DS Virgin Racing, Robin Frijns, Amlin Andretti F
La monoposto di Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Sébastien Buemi, Renault e.Dams, supera Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team
Robin Frijns, Amlin Andretti Formula E Team

Quarto al termine di un round d’apertura del week end canadese della Formula E che l’ha visto dare vita ad una gran rimonta dalla dodicesima posizione e alla fine vanificata dalla squalifica subita a fronte di alcune irregolarità di peso rilevate dai Commissari Tecnici sulla sua Renault Z.E. 16, Sébastien Buemi ha fatto parlare di sé anche per l’atteggiamento post-gara. 

 

In particolare, l’elvetico, convinto di essere stato privato di un miglior risultato da alcuni suoi rivali, rei di averlo colpito appositamente per danneggiarlo, si è reso protagonista di un vivace dibattito con Robin Frijns e Daniel Abt, entrambi rimasti sorpresi dalla reazione del collega. 

Per quanto riguarda il pilota ABT Schaeffler, secondo il campione in carica, per favorire il compagno di squadra Lucas Di Grassi, lo avrebbe speronato in pit-lane quando la corsa era in regime di Full Course Yellow.

“Innanzitutto, quando è uscita la FCY mi sono recato al box per il cambio vettura come previsto e lui quasi mi è venuto addosso facendomi dei segni sulla vettura. Penso credesse che lo stavo rallentando”, ha raccontato il tedesco a Motorsport.com.

“A mio avviso, e sono sicuro anche secondo altri, il suo pit-stop è stato una ‘unsafe release’. Ad ogni modo, una volta al parco chiuso, si è nuovamente alterato, apostrofandomi. Forse era arrabbiato con se stesso. Comunque, la lotta per il titolo è tra lui e Lucas. Io voglio soltanto fare il mio lavoro”. 

 

Per il contatto in zona box, o meglio per eccesso di velocità in uscita, entrambi i piloti sono stati ammoniti, ma non penalizzati, non avendo guadagnato nulla in termini di tempo.

“A fine corsa ho soltanto cercato di dire ad Abt e Frijns che mi sembrava eccessivo prendersi quei rischi alla seconda curva. Io mi stavo giocando il 'mondiale' e avevo bisogno di vedere la bandiera a scacchi. Insomma, non capisco il motivo di creare incidenti in quelle fasi. Anch’io sono per i duelli, ma purché nei limiti”, si è spiegato Sébastien Buemi.

“Per fortuna in Gara 2 non ripartirò con loro vicino e quindi non ci saranno problemi”.

Dal canto suo il portacolori dell’Andretti si è difeso sostenendo di aver invece evitato una collisione subito al pronti-via.

“Sinceramente pensavo mi avrebbe ringraziato per averlo passato alla curva 1, infatti quando si è rifatto sotto alla successiva sono arrivato al bloccaggio per evitarlo e mi sono trovato di nuovo davanti”, la sua versione dei fatti. 

“In pratica lo avevo ripreso ancora prima di girare e in quel momento ho avvertito una toccatina alla posteriore sinistra. Dopo cinque o sei giri era dietro di me e ho deciso di lasciarlo andare, dunque non capisco perché si lamenti. Se l’è presa dicendo che ero pazzo ad affrontare così la seconda curva; invece, dovendo scegliere, ho preferito non andargli contro”.

“A volte il suo comportamento è ridicolo. La sua reazione mi ha davvero confuso”, ha concluso Robin Frijns. 

 

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