Heidfeld: “Il polso non tornerà mai più come prima”

Il pilota tedesco, molto fiducioso sugli sviluppi tecnologici futuri della Mahindra M2Electro e soddisfatto della gran rimonta in Argentina, non è altrettanto ottimista circa il suo recupero fisico.

Nick Heidfeld non crede di poter recuperare completamente dal proprio infortunio al polso, pur avendo fatto un buon ritorno alle corse all'inizio di questo mese a Buenos Aires. Il pilota della Mahindra Racing aveva danneggiato il legamento del polso destro a causa di uno scarto improvviso del volante mentre disputava il Putrajaya ePrix il 7 novembre scorso.

L'infortunio lo ha costretto a saltare la successiva gara di Punta del Este della serie “full electric” e gli ha imposto di rinunciare anche all'ultima tappa 2015 del Campionato del Mondo Endurance in Bahrein. Anche se il driver tedesco è stato ritenuto “abile ed arruolato” per correre a Buenos Aires il 6 febbraio scorso, ha rivelato in esclusiva a Motorsport.com che il suo polso non potrà mai offrire lo stesso livello di flessibilità che aveva in precedenza.

Hai dovuto saltare un paio di gare importanti tra Formula E e WEC a causa del problema fisico di cui purtroppo ben sappiamo, prima di rientrare in azione a Buenos Aires. Come sta il polso adesso?
"Era sufficientemente a posto per consentirmi di affrontare l'ultima corsa, ma la mano non è tornata né tornerà allo stato di forma del passato. Sicuramente, non allo stello livello di flessibilità. L'ho percepito verso la fine della gara: non avevo nella mano la forza che avrei dovuto avere. E tornando di nuovo in macchina (per l'esibizione in India sul Buddh Circuit, ndr), mi ha fatto un po' male. Ma probabilmente ciò è accaduto soltanto perché avevo cominciato a sentirmi bene, quindi non ho prestato subito molta attenzione alla cosa. Ho compiuto i movimenti normali, dopodiché ho avvertito una fitta di dolore e mi sono detto: 'Porca miseria, io non sono tornato affatto alla piena funzionalità del polso'. Però, sto recuperando molto velocemente, il che è in fondo la cosa più importante".

Quanto tempo ci vorrà per recuperare completamente?
"Il medico mi ha detto che serviranno ancora un paio di mesi prima di iniziare a sentire il polso come 'tornato alla normalità', ma io penso proprio che non avrò mai più la flessibilità della mano che avevo prima".

Pensi che ti costerà parecchio sul fronte delle prestazioni?
"No, non penso di correre questo rischio, perché per fortuna per guidare un'auto da corsa non è necessario avere poi molta flessibilità. Non posso muoverlo pienamente avanti e indietro, ma per imporre alla macchina di svoltare agendo sullo sterzo è abbastanza. La forza nel polso tornerà: ci vuole soltanto del tempo".

Per quanto riguarda la Formula E, che cosa pensi delle lamentele da parte di alcuni ambienti del motorsport secondo i quali le vetture della specialità elettrica non sarebbero abbastanza veloci?
"Non vanno più forte delle Formula 1, ovviamente, ma sono abbastanza veloci per i circuiti cittadini sui quali andiamo noi. Se hai visto una gara dal vivo e noti quanto le curve siano spesso ad angolo retto e i rettilinei stretti, ti rendi conto di come la Formula E abbia tutto sommato un buon equilibrio prestazionale, almeno secondo me. Se si andasse lì con una vettura del Circus, la cosa sarebbe troppo pericolosa. Più esattamente, non sarebbe 'legale', non sarebbe consentito affatto".

Come valuti la tua stagione di Formula E finora?
"Penso che sia andata bene. È stato fantastico salire sul podio a Pechino con la Mahindra Racing, in quella che è stata la nostra prima gara insieme. Poi, naturalmente, sappiamo che ho saltato una corsa, il che non è mai un fatto positivo. Infine, c'è stata una buona rimonta fino al settimo posto in Argentina. Avremmo voluto e potuto ottenere di più. Ma con l'infortunio che ho avuto, il risultato è stato a mio avviso accettabile, soprattutto dopo aver preso il via in 13esima posizione. E per la nostra squadra è stata una buona ricompensa quella di portare entrambe le vetture di nuovo in zona punti dopo Punta del Este, che è stata un po' la corsa più difficile per tutti noi. Al proposito, devo dire che i meccanici hanno fatto un lavoro fantastico sulla vettura di Bruno. Hanno finito di riparare la vettura a metà della corsa di Buenos Aires. In realtà, stavano ancora finendola nel giro di rientro di Senna! Ai box, è salito su una monoposto che è stata letteralmente completata appena mezzo minuto prima. Se vi capitasse di vedere il filmato, vedreste tutti i meccanici urlare e fare un tifo da matti dopo la sua fermata, il che non sarebbe normale. Ma questo è accaduto perché avevano completato le loro incombenze senza un istante di pausa...”.

A Buenos Aires, le Mahindra M2Electro sembravano in difficoltà durante la corsa, ma hanno finito per entrare ambedue in zona punti. Come ha fatto la scuderia a capovolgere le proprie fortune in un così ridotto lasso di tempo?
"Penso che in realtà siano stati un po' fuorvianti i risultati delle prove. Dipendono da tanti fattori: se si ottiene un giro pulito, quanta potenza si usa e via dicendo. Certo, non è stata fantastica la nostra performance nelle sessioni libere e in quelle cronometrate, ma ero sicuro che la corsa non sarebbe andata così male come sembrava, dal momento che internamente al team avevo una visione più chiara delle cose. So che in gara, se ci si mantieni calmi e si controlla il consumo di energia, si recuperano di sicuro alcune posizioni alla fine, ed è puntualmente quello che è successo. All'inizio sono retrocesso, ma non era una questione di ritmo di gara, bensì soltanto di risparmio energetico. E ciò ha pagato. Da ultimo che ero, sono risalito fino alla settima posizione".

Quale è la tua opinione sulla nuova serie Roborace?
"Penso che sia una grande idea. Non vedo l'ora di vederla. Sarà molto interessante da osservare quando finalmente partirà. Sia che ciò accada l'anno prossimo, sia che ciò avvenga più avanti nel tempo, sarà una cosa molto interessante da seguire. Come nel caso della Formula E, si tratterà di un nuovo inizio per il motorsport. In verità, non so davvero che cosa aspettarmi".

Che cosa ti ha spinto a migrare dalla Venturi alla Mahindra nell'estate 2015?
"Non è stata una decisione facile, perché la Venturi è un'équipe molto buona. Abbiamo avuto la possibilità di vincere qualche gara l'anno scorso. Pechino, per esempio. E a Buenos Aires ero in testa, fino a quando, a uno o due giri dalla fine, ho subìto una penalità per eccesso di velocità in pit-lane: non avevamo attivato il limitatore di velocità. Soprattutto, parlando con Dilbagh Gill, che sappiamo essere il grande capo della squadra indiana, ho visto che ha analizzato molto bene i motivi per cui le cose non hanno funzionato a dovere in seno alla Mahindra Racing nel corso della stagione 2014-2015. Hanno effettuato un sacco di cambiamenti e si può vedere in maniera tangibile che le cose stanno andando molto meglio. E, per la terza stagione, credo che siano affrontando i passi giusti. C'è molta carne al fuoco per il futuro con i miei amici indiani…".

Quest'anno la Mahindra Racing ha adottato un approccio conservativo con il proprio pacchetto tecnico. Ti aspetti che la squadra immagini di introdurre soluzioni più aggressive nei prossimi anni?
"Sicuramente sì. La Mahindra ha un piano solido per spingere ancora più in là i confini della tecnologia, propria e non soltanto. Hanno cambiato un sacco di cose fra il primo anno e il secondo anno, ma non è stato possibile fare tutto in una volta. Nel torneo 2016-2017 vedremo ulteriori novità nella trasmissione, un elemento che potrà essere l'oggetto di un'apposita ricerca, come la Renault sta facendo già ora. Per noi, purtroppo, resta al comando del lotto. Ma spero e confido che saremo in grado di competere con loro su un piano diverso nella stagione tre".

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Formula E
Piloti Nick Heidfeld
Team Mahindra Racing
Articolo di tipo Intervista
Tag bruno senna, mahindra, nick heidfeld