Deliberato a Magny-Cours il nuovo impianto dei freni

Tre giorni di test con Grégoire Demoustier e Olivier Panis al volante di una Spark-Renault SRT_01E “evoluta”

Deliberato a Magny-Cours il nuovo impianto dei freni
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Dopo le sospensioni, l'impianto frenante. Come in ogni campionato che si rispetti, soprattutto se fondato su una monofornitura e su una vettura nuova di zecca, non conosce soste il continuo processo di affinamento e miglioramento dei singoli particolari della macchina. È il caso del Campionato FIA di Formula E, i cui tecnici nei due mesi precedenti l'appuntamento di Miami avevano lavorato all'irrobustimento del gruppo ammortizzante e dei braccetti per sopperire ai cedimenti troppo facilmente verificatisi a Pechino, Putrajaya, Punta del Este e Buenos Aires.

La Spark Racing Technology, costruttrice della prima monoposto “all electric”, ha recentemente testato gli impianti frenanti della SRT_01E brandizzata Renault nel corso di una sessione durata tre giorni a Magny-Cours. L'obiettivo era quello di migliorare il pacchetto complessivo e di offrire alle squadre che entreranno il prossimo anno in Formula E una vettura complessivamente più performante, per quanto non ci siano ancora voci sull'identità delle compagini destinate a integrare sulle piste cittadine di tutto il mondo i dieci team attuali.

Nell'occasione, gli ingegneri e i meccanici dell'azienda francese si sono affidati a sorpresa per i collaudi a Grégoire Demoustier, pilota impegnato nel WTCC, che ha girato a bordo della vettura sul circuito Club, cioè la versione corta, del celebre autodromo nel Dipartimento della Nièvre. La Spark Racing Technology è stata ovviamente assistita nei lavori dai partner tecnici del campionato, cioè la Williams Advanced Engineering, per supervisionare la gestione della batteria, la società britannica Alcon, specializzata nel settore dei freni e delle frizioni da corsa, e la transalpina Carbone Industrie, competente negli impianti frenanti in carbonio della Formula 1, ognuno dei quali ha offerto i propri consigli preziosi e le competenze necessarie sui prodotti che stanno sviluppando in collaborazione con la SRT.

"A metà della stagione abbiamo ricevuto un feedback dai team della Formula E che richiedevano un impianto frenante più coerente con le prestazioni della macchina", ha spiegato Théophile Gouzin, direttore tecnico della Spark Racing Technology, al sito d'informazione electricautosport.com. "I dischi di carbonio sono sensibili alla temperatura e alle sue repentine variazioni, in una maniera tale che, a volte, ai piloti capita letteralmente di dover 'lottare' più con i loro freni che con gli avversari, a seconda delle condizioni meteo e della pista, a discapito delle loro performance. Abbiamo quindi provato diversi sistemi ed elementi completamente nuovi, cercando di gestire la temperatura del disco e di migliorare il pacchetto complessivo. Alla fine abbiamo trovato una soluzione che riteniamo ideale, che ci soddisfa: non vediamo l'ora di vederla in funzione quando le squadre la useranno in gara...".

Ex pilota di F.1 e vincitore nel 1996 del Gran Premio di Monaco al volante della Ligier-Mugen Honda, avendo disputato ben 158 gare del Circus a partire dal 1994, anche Olivier Panis ha ripetuto il precedente assaggio della Spark-Renault SRT_01E a Magny-Cours lo scorso fine settimana. Il pilota transalpino è stato particolarmente colpito sia dalla gestione globale della vettura, sia dal livello delle prestazioni: il suo test a bordo della monoposto completamente elettrica verrà peraltro proposto televisivamente su Eurosport in lingua francese nell'ambito del rotocalco periodico “Dimanche Méca”.

"Questa è stata la mia, 'prima vera volta' al volante di una monoposto non spinta da un motore termico. Devo ammettere che ero un po' scettico, salvo poi essere rimasto piacevolmente sorpreso dal mio stesso test", ha detto Olivier Panis. "Si può davvero percepire il potenziale della vettura, che si svela nella sua interezza come quello di una genuina macchina da corsa, grazie ai freni in carbonio ad alte prestazioni e a un cambio all'altezza. Il motore ha un'erogazione della potenza lineare, e il suono che emette non è in realtà poi così inquietante! A quanto ho potuto capire, mi sembra proprio che sia la macchina, sia la Formula E, abbiano davanti a sé un futuro promettente…". 

 

  

 

 

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