FE | Volpe: "Nissan in crescita, nel 2025 ci aspettiamo un grosso step"
Nissan è tra i protagonisti della stagione 2024, con un totale di sei podi, inclusa la vittoria di Misano. Una crescita che passa da un'auto più competitiva e un team rafforzato in ogni sua area, che nel 2025 si dovrebbe concretizzare con un step sul nuovo Powertrain. Motorsport.com ne ha parlato con Tommaso Volpe, il responsabile del progetto.
Tra i protagonisti della Season 10 di Formula E c'è Nissan, che nel corso di questo campionato ha confermato quei segnali di crescita che si erano già palesati nella seconda metà dello scorso mondiale. Un cambio di passo frutto di importanti miglioramenti dietro le quinte in ogni area, non solo in termini di competitività della monoposto, ma anche attraverso un processo che ha visto il team rafforzarsi sul piano umano e tecnico.
Al momento Oliver Rowland e Nissan si trovano rispettivamente al terzo posto delle classifiche piloti e team, a conferma dei progressi evidenziati negli ultimi dodici mesi, che per ora si sono concretizzati in un totale di sei podi, inclusa la vittoria di Misano. Una crescita che va a braccetto anche con gli ideali Nissan trasmessi da Tommaso Volpe, il manager italiano che ha in mano il progetto del marchio giapponese in Formula E. L'obiettivo non è solo quello di vincere, ma anche creare un ambiente sereno e confortevole per i membri del team che rappresenti la base dei successi futuri, trovando continuità sul lungo periodo.
Dopo i progressi mostrati quest'anno, dalla prossima stagione debutterà la Gen 3 Evo che, per i team, rappresenterà un'opportunità per omologare un nuovo Powertrain, su cui Nissan ha già riscontrato un "grosso miglioramento" a livello hardware. Motorsport.com ha avuto il piacere di parlarne proprio con Tommaso Volpe durante la trasferta di Berlino, conclusa con due podi per la casa nipponica.
Oliver Rowland, Nissan Formula E Team, Tommaso Volpe, General Manager and Managing Director, Nissan Formula E Team, Guillaume Cartier
Foto di: DPPI
Dopo la gara di Misano, ci raccontavi che a inizio stagione vi aspettavate di aver colmato il gap dai team di vertice. Nel weekend di Misano eravate su una striscia di quattro podi consecutivi e, se non fosse stato purtroppo per un errore procedurale, avreste conquistato il quinto podio consecutivo, inclusa una vittoria. Dietro le quinte c’è stato un grande lavoro a livello software. Come siete arrivati non solo a questo livello di performance, ma soprattutto la costanza mostrata in questa prima parte di stagione?
“È un peccato perché, se non avessimo avuto quel problema nella seconda gara a Misano, credo che sarebbe stato un record in Formula E, cinque podi consecutivi, da parte non solo dello stesso team ma anche da parte dello stesso pilota. Diciamo che è difficile indicare un miglioramento specifico, perché in realtà siamo migliorati praticamente ovunque. Se faccio il paragone del team rispetto alla gara di Berlino della scorsa stagione, è completamente diverso. Abbiamo diversi talenti in più, lavoriamo in maniera diversa, abbiamo delle procedure differenti in garage, siamo più efficienti. Anche la vettura ovviamente ha visto degli aggiornamenti lato software. Abbiamo anche dei nuovi strumenti software che ci aiutano a preparare la gara in modo migliore. Abbiamo un nuovo workshop, ci siamo spostati in nuovo garage a Parigi, prima eravamo a Le Mans. Dovunque guardo ci sono dei miglioramenti, questa crescita è il risultato di tanti aspetti. Ovviamente non puoi mai essere sicuro, però mi aspettavo di cominciare a vedere dei risultati".
“Anche perché, se si analizza il campionato dello scorso anno, virtualmente si può dividere la stagione in due parti. Alla fine della prima metà di campionato, quindi proprio qui a Berlino, virtualmente eravamo in decima posizione, mentre la seconda metà del mondiale, isolandola, saremmo stati in quinta posizione. Abbiamo ottenuto anche un podio a Roma e altri buon risultati a Londra. Il risultato di tutti questi miglioramenti in tutte le aree li vedevamo già nella scorsa metà della scorsa stagione. Se, però, mi aveste chiesto all’inizio di questo campionato se mi aspettassi che, se non avessimo fatto l’errore a Misano saremmo stati al secondo posto mentre Rowland sarebbe stato in testa al mondiale, allora, no, non me lo aspettavo, perché chiaramente non puoi mai sapere quanto siano migliorati gli altri. Inoltre, la linea di miglioramento è sempre asintotica, nel senso che continui a migliorare, ma quando arrivi al top i progressi sono più lenti, perché tutto deve essere perfetto per competere con i migliori. È stata una bella sorpresa".
I festeggiamenti sul podio a Tokyo nella gara di casa per Nissan
Foto di: Motorsport.com / Japan
Nissan ha comprato il team da DAMS. Quanto ci ha messo Nissan nel processo di crescita della squadra e quanto si sente la differenza, anche in termini di investimenti, dal momento in cui è entrata in gioco poco prima del passaggio alla Gen 3?
“È completamente diverso. Quando Nissan ha comprato il team, il team veniva da due stagioni molto difficili. Includo anche quella durante cui è stato comprato il team perché eravamo ad aprile, quindi verso metà stagione. In quella fase, la macchina aveva tanti problemi. Nello specifico, aveva un problema in particolare, ma che non riusciamo a compensare. SI trattava di un problema dell’hardware, quindi legato alla questione dell’efficienza energetica, ma in una parte dell’hardware che non si poteva modificare e non riuscivamo neanche a compensare con i sistemi. Eravamo entrati in un loop negativo, per cui non vedavamo l’ora che finisse la Gen 2".
“Noi abbiamo comprato il team a 3/4 mesi dalla fine della dell'ultima stagione della Gen 2, quindi veramente non vedevamo l’ora che finisse. Perché più confermavamo una performance negativa, più avevamo un deflusso di talenti che se ne andavano. Però il core del team era sempre lì ed è da lì che siamo ripartiti”.
Possiamo dire che avete una base solida da cui ripartire a cui si sono aggiunti nuovi talenti, come Francesca Valdani che arriva da DS, dove ha vinto anche dei campionati.
“Dopo aver acquistato il team, io sono stato trasparente con tutti, dalla persona più junior alla persona più senior del gruppo. Nelle prime riunioni che avevamo fatto al workshop vecchio ho fatto vedere il piano di Nissan, in maniera molto trasparente. Ho detto che avevamo comprato il team per una ragione e che Nissan aveva determinati obiettivi strategici. La mia ambizione era rendere questo progetto il pilastro fondamentale della promozione di Ambition 2030, che è il nostro obiettivo corporate di trasformazione del Portfolio in electrified entro il 2030”.
Oliver Rowland, Nissan Formula E Team, Nissan e-4ORCE 04
Foto di: James Sutton / Motorsport Images
Infatti siete stati i primi ad annunciare il rinnovo dell’accordo per disputare anche l’era Gen 4.
“Esatto, l'abbiamo annunciato appena possibile perché è stata una conseguenza naturale. E già in quel in quel meeting del 2022 io dissi al team che bisognava comprendere come questo fosse un obiettivo strategico dell’azienda, nel lungo periodo. Quindi non abbiamo comprato un'azienda per poi andar via dopo due anni. Non lo posso garantire, ma l'obiettivo quando si compra un'azienda è di far bene. Poi al tempo dissi che, per quanto fosse vero che si trattava di un momento difficile, sarebbero arrivati gli investimenti per crescere”.
“Inoltre, un aspetto fondamentale è che uno dei miei obiettivi principali è trasferire la cultura di Nissan al team. Nissan non è un'azienda che mette i risultati prima di qualsiasi cosa, anzi, c'è una cultura aziendale molto attenta al benessere dell'organizzazione. Dobbiamo costruire una “healthy and winning Organization”, quindi un'organizzazione che non sia solo vincente, ma anche sana e, quindi, di conseguenza vincente. Ci deve essere un ambiente sereno. Alle volte succede che vinci un campionato ma hai dei comportamenti tossici nell’azienda, perché magari ci sono degli ego troppo forti, non riesci a gestire la leadership in maniera sana. Succede che magari le persone vincono il campionato, ma ciò diventa una vetrina per rivendersi subito a un’altra squadra. A quel punto vanno via perché non sono legati all’organizzazione, magari per determinati comportamenti della leadership, perché non c’è una visione o non c’è chiarezza sugli obiettivi strategici. Io non voglio questo, preferisco fare P2, P3, P1, P2, P3 nei prossimi cinque anni che vincere un anno, ma poi fare quinto o sesto nella stagione successiva perché le persone se ne vanno riuscendo a rivendersi. I risultati, per me, devono arrivare come una conseguenza di un ambiente sano di lavoro. Se si fa così, il risultato rimane a lungo ed è sostenibile”.
Questo discorso immaginiamo valga anche per i piloti. All'inizio di questa stagione Sacha Fenestraz ha evidenziato una flessione rispetto all'anno scorso, ma sta crescendo centrando con maggior continuità la top 10. Anche a Monaco, avete faticato in qualifica, ma in gara avete fatto una bella rimonta e nel team radio gli ingegneri si sono complimentati e hanno incoraggiato i piloti. Anche se non avete portato a casa tantissimi punti in un’ottica mondiale, dall’altra parte è stato bello sentire che rapporto sereno vi sia all’interno della squadra.
“Esattamente. I piloti sono i primi che devono seguire questo discorso. Nella decisione dei piloti, quanto un pilota possa essere integrato in questa cultura aziendale, per me è un è un elemento di decisione importante, allo stesso modo delle prestazioni. Perché alla fine diventa un elemento di performance”.
Tommaso Volpe, General Manager and Managing Director
Foto di: DPPI
Ad esempio, infatti, con Oliver Rowland avevate già lavorato prima che tornasse in Nissan nel corso di questa stagione. Pensi che la sua esperienza e il fatto che abbia già lavorato con voi sia un valore aggiunto al team oltre al risultato, dato che sta facendo molto bene?
“Certo. Tra l'altro, Olivier è entrato in formula E all'ultimo minuto, perché il piano era avere un altro pilota che poi è andato in Formula 1 [Alexander Albon, ndr]. Quindi Oliver fu chiamato all’ultimo minuto da Jean-Paul Driot, che era il proprietario della e.dams al tempo, e stupì tutti fin dall’inizio. Quindi, secondo me, per lui il nostro team è sempre stato un po’ come una famiglia. Il motivo per il quale è andato via non dipende da Nissan, perché è andato via nel momento in cui Nissan non aveva il controllo totale della squadra. Quando poi noi abbiamo comprato il team, abbiamo parlato e lui sapeva che sarebbe stato il benvenuto nella squadra se le condizioni lo avessero permesso. Per me, lui è sempre stato il numero uno nella mia lista dei potenziali nuovi piloti per quest’anno. È un elemento fondamentale quello che dici tu, cioè, essere sicuro che sarebbe entrato nell'organizzazione, che avrebbe capito quelli che sono i valori dell’azienda e come lavorare con noi. Soprattutto, la cosa importante di Oliver, che non si vede dall'esterno, è che lui è uno dei leader del team, al di là di essere un pilota. Sta aiutando la squadra anche a crescere, magari su cosa fare attenzione, la preparazione della gara, aiuta moltissimo Sacha Fenestraz”.
Cambiando argomento, dal prossimo anno debutterà la Gen 3 Evo. Avete già iniziato i test in pista? Che tipologie di miglioramenti avete visto in questi test? Avete riscontrato maggiori progressi sul piano hardware, dato che potrete omologare un nuovo Powertrain, oppure i miglioramenti più ampi si riscontrano ancora a livello software?
“Chiaramente poi bisogna vedere cosa fanno gli altri, ma per quel che riguarda il nostro perimetro, quindi diciamo la parte di sviluppo macchina di Nissan, riteniamo di avere trovato un grande miglioramento dal punto di vista hardware. Il software si adatta all’hardware e, dato che il software può essere rinnovato continuamente, è una cosa sulla quale ti focalizzi i restanti due anni. Invece, la prima parte di sviluppo è concentrata soprattutto sulla parte hardware e riteniamo di avere trovato un miglioramento importante, un buon step per l’anno prossimo. Quello che stiamo facendo comunque da un punto di vista dei software, per prepararci a questo processo di adattamento una volta che l'hardware è finalizzato, stiamo cercando di rinforzare la nostra organizzazione sullo sviluppo software, proprio il coding, con delle nuove figure. Questo ci permetterà di prepararci ancora meglio".
Oliver Rowland, Nissan Formula E Team, Nissan e-4ORCE 04
Foto di: Alastair Staley / Motorsport Images
Voi siete stati i primi a registrare il vostro impegno per la Gen 4, oltre al processo di valutazione, avete già iniziato le simulazioni per quello che sarà poi il pacchetto?
“Sì, abbiamo iniziato, però diciamo che i primi valori che stiamo guardando sono ovviamente i livelli di efficienza del Powertrain e li abbiamo già misurati. Dato che facciamo dei test negli stessi circuiti per lo sviluppo della Gen 3 Evo, possiamo simulare quello che sarebbe il miglioramento del passo gara in media. Per adesso, ci sembra di vedere un miglioramento sostanziale del passo gara”.
Le ultime gare saranno tutte double header. Inoltre, tra Shanghai, Portland e Londra ci saranno due lunghe pause. Per voi come team, queste due pause come cambiano l’approccio e la preparazione al weekend?
“La risposta facile sarebbe che hai più tempo per preparare la gara. Tuttavia, dipende anche dai profili. Nel mio caso ci sono tante cose da gestire, che durante il campionato tendi a rimandare quando hai tante gare molto vicine. Per cui, quando hai un gap, invece di avere più tempo per preparare la gara, recuperi le cose che non sono fatte prima perché a inizio anno guardi il calendario e pianifichi come gestire il tempo. Ma questo non accade solo a me, ma anche ad altri profili. Vien da dire che si ha più tempo per preparare la gara, forse riesci a poter contare su qualche implementazione in più al software, perché hai più tempo per validarli. Questo anche perché ogni volta che il team dedicato fa un aggiornamento al software, il racing team deve validarlo. Quando questa cosa accade tra gare vicine, è chiaro che alle volte devi fare anche dei compromessi, non hai sempre il tempo di validare tutti gli aggiornamenti e alcuni li posticipi alla gara successiva, mentre con una pausa più lunga hai più tempo per valutare”.
Gabriele Mini durante i rookie test di Berlino con Nissan: la chiamata è arrivata poche settimane prima delle prove
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
La prossima gara sarà in Cina a Shanghai, che sarà completamente nuova per la Formula E. Nelle scorse settimane su quella pista ci ha corso anche la Formula 1 ma si è trovata un asfalto diverso da quello atteso. Voi avete già dei dati per prepararvi?
“Sì, abbiamo dei dati. Per adesso non abbiamo trovato grandi sorprese da quello che ci aspettavamo. Sarà un appuntamento dove conterà molto la gestione energetica, come a Misano, ancor più che a Berlino”.
A Berlino ci sono i test dedicati ai rookie. Voi avete deciso di schierare Gabriele Minì. Come è nata questa opportunità? Grazie all’alleanza tra Nissan e Renault? Quanto tempo ha avuto Gabriele al simulatore per affrontare questo test?
“Non ha avuto tantissimo tempo perché è stata una decisione che abbiamo preso poche settimane fa. La nostra strategia è quella di fare leva con l’Accademia Alpine, perché nell’alleanza Nissan-Renault è l’Accademia più integrata nel territorio alla scoperta di giovani talenti. A noi dà l’opportunità di avere dei talenti per i rookie test, tra cui Victor Martins, e dà all’altra dà all’accademia la possibilità ai propri talenti di fare un test in un contesto che è completamente diverso. Guidare una vettura di Formula E è diverso dal guidare una monoposto di Formula 3 o Formula 2, per i piloti è un modo per estendere la propria esperienza. Rappresenta una situazione win-win per tutti, Alpine, Nissan e il pilota. Abbiamo sempre un occhio sui giovani talenti dell’Accademia. Specificatamente, ho visto Gabriele a Monaco lo scorso anno quando vinse in F3, anche perché ero lì a Monte Carlo per seguire la gara. Parlai con il direttore sportivo di Alpine, che gestisce anche l’Academy, e diedi la disponibilità di Nissan per fargli fare i rookie test. In realtà il nostro piano per i test di Berlino era un po’ diverso fino a poche settimane fa, ma si è liberato un posto, per cui si abbiamo subito scelto Gabriele”.
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