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FE | Pole e doppietta per DS Penske: a Shanghai ha scritto una pagina storica

Max Günther ha ottenuto la pole position e ha poi condotto una gara impeccabile, mentre Jean-Éric Vergne, partito dalla decima posizione, ha chiuso con un’eccezionale rimonta al secondo posto. DS Penske non poteva sperare in un esordio migliore nel primo round del weekend di Shanghai.

Maximilian Guenther, DS Penske, #f15#

Reduce da uno straordinario “grand slam” a Jeddah (Arabia Saudita), dove aveva conquistato pole position, vittoria e giro più veloce, Max Gunther è arrivato in Cina determinato a proseguire la sua serie vincente e ad accumulare altri punti preziosi. Tra i favoriti del weekend c’era anche il suo compagno di squadra, Jean-Eric Vergne, regolarmente presente in prima fila e detentore del record di pole position in Formula E (17), l’ultima delle quali ottenuta proprio a Shanghai nel 2024.

Come da tradizione, la prima sessione di prove libere del venerdì pomeriggio è stata dedicata alla messa a punto delle due modalità di potenza (da 300 kW e da 350 kW), e non rappresenta necessariamente una fotografia veritiera del valore in campo.

Tuttavia, è emerso un segnale importante: entrambi i piloti DS Penske si sono dimostrati competitivi, stabili nella top 10 senza forzare il ritmo, a prescindere dal programma di lavoro. Questa sessione era significativa per tutti i team, in quanto segnava il debutto delle monoposto Gen3 EVO su questo tracciato, dove i cordoli delle curve 11 e 12 sono stati modificati per evitare tagli come l'anno scorso.

In Formula E tutto è possibile

Maximilian Guenther, DS Penske

Photo de: DPPI

La mattinata di sabato si è aperta con cielo nuvoloso ma condizioni asciutte, con temperature superiori ai 20°C. Nelle seconde libere, Max Günther ha posizionato la sua DS E-Tense FE25 al quarto posto, a meno di due decimi dal miglior tempo, mentre Jean-Éric Vergne era distaccato di appena due decimi. Le premesse per delle qualifiche combattute erano tutte presenti.

Poi, Günther ha imposto il suo ritmo, diventando l’unico pilota a infrangere il muro dell’1’10”, lasciando il rivale più vicino a quasi tre decimi di distacco. Nel Gruppo B, Vergne ha disputato un buon giro, ma ha mancato l’accesso ai quarti di finale per soli otto millesimi: un margine irrisorio che gli è costato caro, anche se il passo mostrato lasciava ben sperare in ottica gara.

Nel primo duello a eliminazione diretta, Gunther ha affrontato il leader del campionato Oliver Rowland. Le statistiche erano favorevoli al pilota britannico della Nissan, ma il tedesco ha sfruttato al massimo il perfetto assetto della sua monoposto, superando Rowland e poi anche Nick Cassidy (Jaguar) in semifinale. In finale, ha avuto la meglio sulla McLaren di Taylor Barnard, conquistando la sua seconda pole position della stagione.

"Sono davvero felice", ha dichiarato Gunther stringendo il trofeo della pole tra le mani. "Questa pole dà grande fiducia. Questi tre punti arrivano nel momento giusto e voglio ringraziare il team per avermi fornito una macchina così competitiva. So che la gara sarà complessa e piena di sorprese, anche per via del Pit Boost, ma partire davanti ci consente di avere diverse opzioni strategiche".

Gunther impeccabile, Vergne inarrestabile

Maximilian Guenther, DS Penske

Maximilian Guenther, DS Penske

Photo de: DPPI

Al via della gara, Gunther non è scattato al meglio, perdendo alcune posizioni, ma ha saputo reagire rapidamente e riconquistare la testa della corsa. Vergne, partito decimo, ha mantenuto la posizione, coinvolto in un’intensa battaglia con altri due piloti, fortunatamente senza riportare danni alla sua DS E-TENSE FE25. Al 14° giro, numerosi piloti hanno effettuato il Pitboost per ricaricare le batterie: tra questi anche Gunther , mentre Vergne ha scelto una strategia diversa, prolungando di un giro la sua permanenza in pista.

Una volta rientrati, entrambi i piloti DS Penske hanno attivato tempestivamente il primo Attack Mode. A dodici tornate dalla fine, la pressione iniziava a salire: Gunther era nuovamente in testa, mentre Vergne si muoveva abilmente nella top 10, pronto a sfruttare ogni occasione. Taylor Barnard (McLaren), sfruttando il secondo Attack Mode, si è portato sorprendentemente al comando, cogliendo di sorpresa i leader. Ma la strategia di Gunther e del suo ingegnere si è rivelata perfetta: hanno atteso il momento ideale per attivare l’ultimo Attack Mode. A quattro giri dalla fine, il tedesco era saldamente in testa, con ben quattro secondi di vantaggio su Barnard.

Nel box DS Penske l’emozione era palpabile. Gli ultimi due giri sono stati carichi di tensione, poi trasformata in euforia quando Jean-Éric Vergne, con un finale da maestro, è risalito rapidamente: da sesto è passato quinto, poi quarto, superando infine Ticktum e Barnard e tagliando il traguardo in seconda posizione.
"Avevo notato che in alcune curve molti piloti frenavano molto tardi, consumando tanta energia", ha spiegato il due volte campione francese.

Maximilian Guenther, DS Penske, Jean-Eric Vergne, DS Penske

Maximilian Guenther, DS Penske, Jean-Eric Vergne, DS Penske

Photo de: DPPI

"Io ho preferito gestire con intelligenza la mia posizione, e questa strategia mi ha permesso di avere riserve per attaccare duramente negli ultimi due giri. Sono molto soddisfatto di questo risultato, anche perché ieri, nelle prove, non ero affatto a mio agio con la vettura. Ma da stamattina il feeling è migliorato notevolmente".

La doppietta di Gunther e Vergne rappresenta una giornata storica per DS Penske: è la prima nell’era Gen3 per DS Automobiles. Un risultato perfetto per il team franco-americano, che permette ai due piloti di risalire rispettivamente al quinto e sesto posto nella classifica piloti, a DS Penske di tornare terza nella classifica a squadre, e a Stellantis di salire al terzo posto tra i costruttori.

Le previsioni per la seconda gara del weekend, in programma domenica, annunciano pioggia. Una variabile che potrebbe rimescolare le carte e costringere i team a rivedere gli assetti. Non ci sarà il Pitboost, ma resteranno i due Attack Mode: tutto lascia presagire un’altra gara intensa e ricca di colpi di scena.

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