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FE | Opel: i due nuovi pacchetti aero per la Gen4 vengono studiati anche in galleria del vento

Il team tedesco si sta preparando meticolasamente in vista del debutto con la Gen4 e un aspetto intessante è che sta studiando i due nuovi pacchetti aerodinamici standard anche in galleria del vento per capirne i segreti. In passato i test in galleria erano preclusi, ma questo dimostra quanto si stia lavorando nel dettaglio per arrivare preparati.

Opel Gen4 FE27

Opel Gen4 FE27

Foto di: Opel

La Gen4 si avvicina sempre di più, e con essa anche il debutto di Opel nel mondiale di Formula E a partire dal prossimo campionato. L’arrivo della vettura di nuova generazione è stato uno dei passaggi fondamentali per convincere il marchio tedesco a unirsi alla serie completamente elettrica, perché proprio con la Gen4 è atteso un salto prestazionale di grande rilievo.

I numeri sono ormai noti: la potenza salirà fino a 600 kW, oltre 800 cavalli, mentre il carico aerodinamico sarà più che raddoppiato rispetto all’attuale Gen3 Evo. Uno step necessario per domare la spinta del nuovo powertrain e, allo stesso tempo, per avvicinare la serie ai tempi delle altre categorie, considerando che finora la Formula E aveva privilegiato l’efficienza più che il carico.

Ma parlando proprio di questo tema, la novità è che con la Gen4 ci saranno due differenti pacchetti sul piano aerodinamico. Per consentire alle vetture di esprimersi al massimo ci sarà un pacchetto con più carico aerodinamico, che vedrà un flap aggiuntivo sull’ala posteriore e altre modifiche all’anteriore. Per la gara, dove servirà più efficienza che performance, ci sarà invece un pacchetto a basso carico.

Il modellino della Gen4 in galleria del vento

Il modellino della Gen4 in galleria del vento

Foto di: Opel

La parte aerodinamica delle monoposto non è sviluppata dalle squadre, essendo un componente standard definito dalla FIA insieme ai partner tecnici. Ciò non significa però che per le scuderie abbia un ruolo marginale: al contrario, influisce in modo diretto sulla gestione della vettura e sulle scelte di set‑up, diventando un elemento chiave nell’estrarre prestazione e costanza.

Questo è un punto cruciale, perché significa che i team dovranno gestire una variabile in più nella definizione del setup: fino ad oggi la Formula E ha sempre utilizzato un unico kit aerodinamico valido per tutta la stagione, mentre ora le squadre dovranno scegliere quale configurazione adottare in base al circuito e alle condizioni. Questo significa che per decidere il setup, i team dovranno lavorare su più fronti.

Nei test non sempre è possibile ottenere rilevazioni aerodinamiche davvero precise, soprattutto quando non si dispone di rastrelli o sensori dedicati. Tuttavia, capire come lavorano le gomme e come si comportano i due pacchetti aerodinamici resta fondamentale. Sono dettagli che possono influenzare stabilità ed efficienza e che, ai limiti, finiscono per pesare su ogni centesimo di secondo.

Il modellino della Gen4 in galleria del vento

Il modellino della Gen4 in galleria del vento

Foto di: Opel

Un aspetto interessante è che, per prepararsi al debutto con la Gen4, i team stanno ora portando le vetture anche in galleria del vento, una possibilità che fino alla Gen3 era sostanzialmente preclusa dai regolamenti, che limitavano l’uso sia della galleria sia del CFD per lo studio dell’aerodinamica. Tuttavia, per la Gen4 c'è stato un cambiamento e con due pacchetti distinti da interpretare, poter contare su dati “puliti” provenienti dalla galleria del vento diventa quindi ancora più importante per arrivare pronti al debutto.

"Misuriamo carichi aerodinamici come l'equilibrio della deportanza con altissima precisione in galleria del vento,"  - ha raccontato Simon Merchet, responsabile dello sviluppo del progetto Formula E di Opel -. "Sulla pista vediamo solo effetti più macroscopici, ma non i dettagli più piccoli con la medesima precisione. Sono proprio questi valori puliti di cui abbiamo bisogno per continuare a lavorare con fondamenta affidabili in futuro”.

Un elemento spesso sottovalutato è che i dati raccolti in galleria del vento non servono solo a definire il comportamento aerodinamico dei due pacchetti, ma diventano anche la base per affinare il modello del simulatore. È un passaggio cruciale, perché la correlazione tra mondo virtuale e realtà sarà uno dei fattori determinanti per interpretare al meglio la Gen4. Più i valori di carico e bilanciamento sono “puliti”, più il simulatore può restituire sensazioni affidabili ai piloti e indicazioni precise agli ingegneri.

Opel Gen4 FE27

Opel Gen4 FE27

Foto di: Opel

Parallelamente, Opel sta svolgendo un intenso lavoro in pista nei prossimi mesi, fino a novembre, per arrivare al debutto del mondiale con una comprensione solida della vettura. Ogni uscita è un’occasione per raccogliere ulteriori dati dinamici, termici e aerodinamici, che verranno poi reinseriti nel modello virtuale per perfezionarlo. 

In una categoria in cui il tempo in pista è limitato, questo processo sarà uno strumento fondamentale per presentarsi al debutto con un pacchetto più maturo. Parte dei componenti, naturalmente, ha già girato al banco, ma le prove in pista servono soprattutto a verificare che tutto combaci con le simulazioni e con quanto testato in fabbrica.  “Abbiamo fatto girare tutti i componenti per mesi al banco”, aveva spiegato il Team Principal di Opel, Jorg Schrott, in un’intervista a Motorsport.com in occasione del lancio della Gen4 al Paul Ricard.

“Abbiamo svolto praticamente tutto lì: affidabilità, prestazioni, ogni tipo di verifica. Questa vettura [test] integra tutti i nuovi sistemi, che riteniamo essere la strada corretta in vista dell’omologazione finale. Quindi è tutto già presente. Siamo nella fase in cui abbiamo portato questi elementi sulla macchina. E ora, tra la prima e la seconda settimana di maggio, inizieremo il programma di test in pista”.

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