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Analisi

FE | Sviluppo aggressivo e nuova sede: come Nissan punta al titolo

Dopo un 2024 in grande crescita, Nissan ha fissato obiettivi chiari per la Season 11 di Formula E: vincere almeno uno dei tre titoli mondiali. Per riuscirci, il team ha puntato su uno sviluppo aggressivo per migliorare l'efficienza energetica del Powertrian, ma anche sulle possibilità date dalla nuova sede a Viry, che Motorsport.com ha visitato.

Nissan Gen 3 Evo car

Durante il lancio della vettura per la Season 11 nella nuova sede della squadra a Viry-Chatillon, il Team Principal di Nissan Tommaso Volpe è stato chiaro su quali sono gli obiettivi per il prossimo campionato. Dopo un 2024 in grande crescita, il marchio giapponese vuole confermare la scalata verso l’alto, con il target prefissato di lottare fino al termine della stagione per conquistare quantomeno una dei tre titoli mondiali in palio.

Un obiettivo ambizioso, ma la stagione 2024/25 rappresenta un’opportunità perché, con l’introduzione della monoposto Gen 3 Evo, ogni casa ha la possibilità di omologare un nuovo Powertrain, intervenendo a livello hardware su quegli elementi dove nei due anni precedenti si era riscontrata qualche criticità o vi era del margine per spingersi dello sviluppo. Per validare la nuova vettura e arrivare pronti all'inizio del mondiale, Nissan ha sfruttato 12 dei 20 giorni di test concesse dal regolamento, lasciando gli altri 8 per i prossimi due anni, quando si testeranno novità a livello software.

“I primi giorni di test sono tutti dedicati all’affidabilità e vuoi completare quanti più chilometri possibile per essere sicuri che non vi sono problemi. Una buona parte dei test è quindi stata dedicata alla ricerca dell’affidabilità, in modo da arrivare ad omologarla un paio di settimane fa”, ha raccontato il Team Principal di Nissan Tommaso Volpe a Motorsport.com in occasione del lancio della e-4orce 05 presso la nuova fabbrica a Viry-Chatillon.

Nissan Gen 3 Evo car

Nissan Gen 3 Evo car

Foto di: Nissan

“Negli ultimi giorni di prove, invece, abbiamo iniziato a concentrarci sul massimizzare le performance della macchina, quindi entrare nel dettaglio di come la trazione integrale può influenzare le prestazioni e l’efficienza della vettura. Chiaramente, da ora in poi, i test saranno tutti dedicati alle performance, perché una volta che l’auto è omologata, lo sviluppo si focalizza sul software”.

Nuovo Powertrain pensato con uno sviluppo aggressivo

Proprio il nuovo Powertrain rappresenta uno degli elementi attorno a cui ruota il clima di fiducia che si avverte in casa Nissan, anche se, chiaramente, sarà solo la pista a dare i primi responsi. L’aspettativa è quella di aver compiuto uno step importante in termini di competitività, il che dovrebbe permetterle di andare a colmare anche quel piccolo gap sul fronte dell’efficienza dai Powertrain di Porsche e Jaguar, le case di riferimento nei primi due anni della Gen 3.

Infatti, seppur il costruttore nipponico nella scorsa stagione abbia dimostrato di aver fatto un buon salto in avanti lavorando sia sul setup della monoposto che sul software, come dimostra il fatto che Nissan abbia lottato per posizioni di vertice anche in ePrix impegnativi per la gestione della batteria. Dall’altra parte, per fronteggiare i top team con maggior costanza era necessario anche avere anche la chance di intervenire sull’hardware per colmare il gap sul fronte dell’efficienza energetica, con alcune idee che sono arrivate proprio dalla divisione di ricerca e sviluppo di Nissan stessa.

I meccanici assemblano le vetture Gen 3 Evo nella nuova sede a Viry

I meccanici assemblano le vetture Gen 3 Evo nella nuova sede a Viry

Foto di: Nissan

“Il nostro focus principale nello sviluppo della Gen 3 Evo è stato incrementare l’efficienza energetica dell’hardware. Ci eravamo dati un obiettivo molto, molto aggressivo: stiamo ancora facendo gli ultimi calcoli, ma credo che lo abbiamo raggiunto. Quindi credo che noi, sicuramente, faremo un bel passo in avanti, però è uno sport, quindi dobbiamo vedere se i rivali hanno trovato un miglioramento più ampio del nostro, ma la vedo dura. Dal mio punto di vista saremo allineati con i top team”, spiega Volpe.

“Io credo che l’anno scorso abbiamo dimostrato di essere il terzo team più forte, anche se abbiamo chiuso quarti in classifica team. Siamo stati sfortunati in alcune occasioni: senza saremmo arrivati terzi in campionato, ma con un gap ancora importante da Jaguar e Porsche. Se tutto andrà come speriamo, crediamo che quest’anno potremo lottare con loro”.

Lo studio della trazione integrale

Essere riusciti a fare un salto in avanti sulla gestione energetica garantirebbe diversi vantaggi, non solo perché permetterebbe di essere più aggressivi in gara, ma anche sul fronte strategico, perché darebbe la chance di poter gestire la corsa con maggior libertà. Un tema da tenere in mente anche in funzione delle novità della Season 11: se dietro le quinte la Formula E sta ancora discutendo se introdurre o meno la ricarica rapida in gara, al contrario è certo che nella prossima stagione le monoposto potranno usare la modalità a quattro ruote motrici durante alcune fasi prestabilite del weekend, come in qualifica, alla partenza o con l’Attack Mode attivato.

La stanza dove si seguono i progressi al simulatore: qui si è studiato l'impatto della trazione integrale, raccogliendo anche i dati ottenuti in pista nei test privati

La stanza dove si seguono i progressi al simulatore: qui si è studiato l'impatto della trazione integrale, raccogliendo anche i dati ottenuti in pista nei test privati

Foto di: Nissan

Parte dei test è stata dedicata anche a comprendere al meglio quale impatto potesse avere la trazione integrale sulla vettura e sulla guida dei piloti, che chiaramente dovranno adattarsi a cambiare lo stile di guida in tempi brevissimi anche durante la gara stessa. L’impatto della trazione integrale, però, sarà più ampio di quel che ci può immaginare, perché a livello prestazionale garantirà un salto maggiore di quello che offriva l’Attack Mode fino all’anno passato, il che renderà ben più complesso per i team individuare il momento perfetto per sfruttarlo. Inoltre, con prestazioni maggiori, realisticamente incrementerà pure il consumo energetico, per cui si ricollega il tema dell’efficienza.

“Chiaramente c’è un carryover d’esperienza importante dalla Gen 3, perché la differenza principale sarà l’utilizzo della modalità a quattro ruote motrici, anche se è limitata alla partenza, dove avrà meno impatto perché sviene sfruttata da tutti nello stesso momento, e con l’Attack Mode. Avrà un impatto più marcato a livello strategico per quanto riguarda l’Attack Mode, perché la performance delle vetture in pista sarà maggiore. Mentre in Gen 3 l’Attack Mode era quasi una sorta di penalità da scontare, con la Gen 3 Evo sarà un vantaggio”.

Nuova sede: più spazio a prova di futuro

Nissan è stato il primo costruttore a confermare la propria intenzione di prendere parte alla futura Gen 4 di Formula E, dimostrando che si tratta di un progetto che guarda anche sulla lunga distanza, dato che rientra perfettamente nella visione di elettrificazione del marchio giapponese. È anche in quest’ottica che si deve vedere l’investimento fatto per la nuova sede del team che, dal precedente workshop a Le Mans, retaggio di quando la squadra era ancora sotto la direzione di e.dams, si è spostata nella nuova sede a Viry-Chatillon, di fianco allo stabilimento Alpine F1, con cui vi è una collaborazione attiva come parte dell’alleanza Nissan-Renault.

La zona di assemblaggio delle monoposto

La zona di assemblaggio delle monoposto

Foto di: Nissan

Con la nuova sede, la casa nipponica ha investito su una struttura più ampia per i suoi dipendenti, ma anche su un nuovo sistema di gestione dei pezzi all’interno della fabbrica, il che rende il tutto molto più efficiente, un tema chiave in tempi di budget cap. “Il nuovo workshop innanzitutto è un ambiente dove in generale si lavora meglio, perché la precedente sede a Le Mans, che era quella di e.dams, era molto piccolo ed era difficile organizzarsi anche per quanto riguarda il management dello stock, era fatto manualmente. Ora abbiamo dei sistemi automatici di gestione dello stock che rendono tutto molto più semplice e veloce", ha raccontato Volpe a Motorsport.com in occasione della visita alla nuova sede del team.

"Inoltre, essendo in regime di budget cap, tutto ciò che fa risparmiare tempo, libera risorse che possono essere investite in altre aree, come sulle performance. Siamo organizzati meglio, gli spazi sono più logici, perché abbiamo un’infrastruttura più efficiente e ciò ha permesso di liberare risorse da convogliare su altri fronti. Ma contemporaneamente, quando ci siamo spostati qui, abbiamo sfruttato l’occasione anche per investire sui sistemi IT, sui software comprando nuove licenze e sul training per i nostri ingegneri”.

Nella parte inferiore dello stabilimento si trova sia la zona di assemblaggio delle vetture che le stanze dedicate al simulatore e la race room, dove durante un weekend fino a sei persone possono fornire un supporto extra alla squadra in pista, analizzando ad esempio le strategie in tempo reale. Fondamentale è il supporto del simulatore, utilizzato per sviluppare la Gen 3 Evo: avendo relativamente poche giornate di prove a disposizione, la realtà virtuale si è rivelata cruciale per provare le novità prima di scendere in pista, in un processo continuo attraverso cui i dati ricavati durante i test vengono poi usati per migliorare le simulazioni.

Il simulatore nella sede Nissan a Viry

Il simulatore nella sede Nissan a Viry

Foto di: Nissan

Il simulatore è fisicamente lo stesso che si trovava nella nuova sede, seppur aggiornato sul software: il team ha però ragionato a prova di futuro, perché sta valutando l’acquisto di un nuovo hardware in ottica Gen 4, garantendo migliori prestazioni e una restituzione di dati sempre più accurati.

“Il simulatore è fisicamente lo stesso che avevamo a Le Mans, ma lo abbiamo aggiornato a livello software con nuove funzionalità. In futuro, dato che stiamo iniziando a parlare della Gen 4, stiamo valutando anche se cambiare l’hardware e comprare un simulatore totalmente nuovo. La stanza del simulatore è molto più ampia di ciò che richiederebbe il nostro attuale simulatore, proprio nell’ottica di aggiornarlo in futuro”.

Al di là dell’utilizzo per lo sviluppo della Gen 3 Evo e per la preparazione degli ePrix, il simulatore torna utile anche su un altro fronte, quello dello sviluppo software. A differenza della Formula 1, la Formula E garantisce grande libertà nella realizzazione del software, dove si possono compiere dei passi in avanti importanti. Dietro le quinte, gli ingegneri lavorano costantemente durante tutta la stagione, tanto che le squadre portano mediatamente portano una versione aggiornata del software ogni due gare per migliorare le prestazioni della monoposto: prima di farlo debuttare in pista, nei weekend di gara o nei test privati, il codice viene validato proprio al simulatore, che ricopre un ruolo sempre più cruciale.

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