FE | Muller sbarca in Porsche: una promozione "obbligata" o un'opportunità meritata?
L’addio di da Costa ha aperto le porte della Porsche al pilota svizzero, che potrà correre con un top team. Tuttavia, la scelta non è stata immediata: nonostante avesse un contratto con la Casa tedesca, il 2025 difficile di Muller inizialmente aveva raffreddato l'interesse. La domanda diventa: è una decisione "obbligata" o una promozione meritata?
L’addio di Antonio Felix da Costa, dopo tre stagioni vissute tra alti e bassi, successi memorabili e momenti difficili, ha inevitabilmente lasciato un sedile libero in Porsche. Un’eredità pesante: perché, sebbene il matrimonio tra il portoghese e il team tedesco abbia prodotto risultati solo a fasi alterne, da Costa resta un pilota di grande talento, difficile da sostituire.
Per questo la Porsche ha dovuto riflettere con attenzione su come sostituire il portoghese e quale fosse il profilo ideale da affiancare a Pascal Wehrlein, l’uomo che ha portato il marchio tedesco sul tetto del mondo conquistando il titolo piloti. Alla fine la scelta è caduta su Nico Muller, già parte del gruppo Porsche, ma che si presenta come una decisione dalla molteplici sfaccettature.
Già nel 2024 la casa di Stoccarda aveva sondato il profilo di Muller come possibile sostituto di da Costa, in un momento in cui il portoghese attraversava una fase complicata, con risultati ben al di sotto delle aspettative. Un interesse concreto, al punto che lo svizzero, in maniera piuttosto inusuale per un pilota legato a un team rivale, ebbe l’occasione di provare la 99X Electric prima dell’ePrix di Misano.
Nico Muller, Andretti Formula E
Foto di: Joe Portlock / LAT Images via Getty Images
Tuttavia, proprio da quel weekend in poi, da Costa tornò protagonista, diventando uno dei piloti più veloci e prolifici della seconda metà di stagione. Un rendimento che spinse Porsche a rinnovargli la fiducia con un nuovo contratto. L’interesse per Muller, però, non si spense del tutto: lo svizzero firmò come pilota ufficiale, pur senza entrare nel team titolare.
Diventato a tutti gli effetti pilota Porsche, lo svizzero venne “prestato” ad Andretti, squadra clienti del marchio tedesco, con la concreta possibilità di una futura promozione nel team ufficiale qualora da Costa non avesse convinto nel 2025. Un’ipotesi che si è trasformata in realtà in vista del 2026, complice la decisione del portoghese di lasciare Porsche per intraprendere una nuova avventura in Jaguar.
L’addio di da Costa ha spalancato a Muller le porte del team ufficiale Porsche, ma la scelta non è stata così immediata come potrebbe sembrare, nonostante un contratto già in essere tra le parti. Lo svizzero, infatti, è reduce da una stagione deludente in Andretti, nella quale solo a tratti si sono rivisti quei lampi di talento che avevano incantato ai tempi dell’esperienza in Abt.
Nico Muller, Andretti Formula E
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images via Getty Images
Al tempo, Mueller era visto come uno dei talenti più interessanti in griglia e furono proprio le sue ottime prestazioni, anche in vetture decisamente non all’altezza della concorrenza, a farsi sì che le scuderie di vertice posassero gli occhi su di lui, tra cui la stessa Porsche. La versione vista in Andretti, però, è stata ben diversa da quella ammirata ai tempi dell’Abt, alimentando inevitabili dubbi.
La domanda sorge spontanea: per Muller si tratta di una promozione “obbligata” o, piuttosto, dell’opportunità in un top team che avrebbe meritato già anni fa? La verità sembra stare nel mezzo, perché non è un segreto che Porsche abbia valutato anche altri profili alla ricerca di un pilota capace di garantire quei punti fondamentali per lottare sia nel campionato squadre che in quello costruttori.
Proprio per questo Porsche ha preso in considerazione diversi profili, tra cui anche Dan Ticktum, il cui futuro è rimasto incerto nonostante l’accordo con Cupra Kiro. In una stagione segnata da numerosi cambi di casacca, è evidente che la casa di Stoccarda abbia valutato più opzioni per individuare il compagno ideale di Wehrlein, con l’ambizione di schierare due top driver.
Nico Muller, Andretti Formula E
Foto di: Andreas Beil
Dopo un avvio di stagione complicato nel 2025, Muller è riuscito a ritrovare ritmo nella seconda metà del campionato, probabilmente anche grazie al tempo necessario per adattarsi al nuovo powertrain, provenendo da una motorizzazione diversa. Va detto che le difficoltà non hanno riguardato solo lui: il passaggio dalla Gen3 alla Gen3 Evo ha messo alla prova diversi piloti, costretti a confrontarsi con un diverso stile di guida e con pneumatici completamente rinnovati.
I buoni risultati ottenuti a Shanghai, Jakarta e Berlino hanno dato respiro a Müller, così come il fatto di essere riuscito a battere in qualifica un campione del mondo come Jake Dennis in più occasioni. Ma ora, con un pacchetto già dimostratosi vincente, serve un salto di qualità netto e consistente perché la sua avventura in Porsche possa durare a lungo, anche in ottica Gen4, magari ripetendo gli exploit del 2024 che tanto avevano impressionato la Casa tedesca.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments