FE | Miami ribalta i pronostici: Nato in pole a sorpresa, Dennis 2°
Le qualifiche a Miami hanno regalato sorprese, con la pole position di Norman Nato, alla vigilia dell'appuntamento statunitense ancora fermo a quota zero punti in classifica. Il francese della Nissan precede Dennis. Bene la Maserati in top 8 con Vandoorne che approfitta delle esclusioni eccellenti, con Wehrlein e Rowland eliminati nei gruppi.
Tornando indietro di qualche mese, la Season 11 della Nissan era iniziata con l’annuncio dell’arrivo di Norman Nato al posto di Sacha Fenestraz, con l’obiettivo di schierare due piloti in grado di portare punti al mondiale costruttori e team.
Tuttavia, le prime gare della stagione hanno riservato poche soddisfazioni al pilota francese, rimasto ancora fermo a quota zero punti, mentre il compagno di squadra, Oliver Rowland, è attualmente al comando della classifica mondiale. Serviva quindi una reazione chiara e decisa, e nelle qualifiche di Miami Nato ha finalmente dato i primi segnali positivi.
Il francese ha infatti conquistato a sorpresa la pole position, battendo Jake Dennis di circa un decimo e mezzo. Una pole che fa bene non solo alla Nissan, ma anche a Nato stesso, che aveva davvero bisogno di una prestazione del genere e di una concreta iniezione di fiducia. Chiaramente, però, i punti che contano saranno quelli da raccogliere nella gara di questo pomeriggio.
Jake Dennis, Andretti Formula E
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
Seconda fila per António Félix da Costa, battuto dal compagno di marca Jake Dennis. Per il portoghese della Porsche si tratta comunque di un’ottima opportunità per riscattare lo sfortunato weekend in Arabia Saudita dello scorso febbraio, chiuso con appena due punti in due gare. Da Costa era convinto di avere il potenziale per puntare alla pole e, infatti, ha perso il duello con Dennis per pochi centesimi.
Al suo fianco scatterà Robin Frijns, l’unico a portare in alto il nome della Jaguar, seppur in versione cliente con il team Envision. L’olandese è stato infatti l’unico pilota legato alla casa del giaguaro a raggiungere la fase dei duelli, mentre gli altri tre portacolori del marchio non sono riusciti a superare la fase a gruppi.
Ottima top 8 per la Maserati di Vandoorne, eliminato da uno dei protagonisti del weekend, Jake Dennis. Considerando che la qualifica è stato il punto di forza del belga nell’ultimo anno, aver centrato la sesta posizione rappresenta comunque un ottimo punto di partenza.
Stoffel Vandoorne, Maserati MSG Racing
Foto di: Andreas Beil
Bene anche David Beckmann con la sua Cupra-Kiro che, spinta da un Powertrain Porsche, è riuscito ad accedere ai duelli, pur perdendo il secondo quarto di finale contro António Félix da Costa, che dispone della vettura ufficiale e dell’ultima specifica fornita dalla casa tedesca.
Tra le sorprese va segnalato anche l’ottimo settimo ottenuto da Lucas di Grassi con la LOLA-Yamaha. La squadra anglo-giapponese, che proprio a inizio settimana ha rinnovato la collaborazione anche per la Gen4, continua a fare progressi a piccoli passi. I due mesi di sosta si sono rivelati utili per approfondire alcuni problemi di gioventù, soprattutto legati all’affidabilità e alla gestione della frenata.
Per la LOLA si tratta della prima top 8 da quando è entrata in Formula E e il pilota brasiliano ha spiegato che avrebbe potuto estrarre qualcosa in più, ma con l’asfalto che ha toccato quasi 40°C, non è semplice riuscire a mettere insieme un giro pulito senza sbavature, in particolare in quelle curve a media-alta velocità dove si raggiunge il limite andando a sfiorare l’erba.
I progressi di Mahindra, che fino all’anno scorso era spesso costretta a lottare per evitare le ultime file, complice un Powertrain sovrappeso e poco efficiente, sono confermati anche dalla buona prestazione di Nyck de Vries, capace di portare la sua vettura ai duelli e proseguire così la striscia positiva iniziata a inizio mondiale.
Lucas di Grassi Lola Yamaha ABT Formula E Team Lola-Yamaha Lola Yamaha T001 in pista
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
Quante esclusioni eccellenti nei gruppi! Fuori Rowland e Wehrlein
Nel primo gruppo non sono mancate le sorprese, a partire dall’eliminazione di Mitch Evans con la sua Jaguar e di Oliver Rowland con la Nissan. Quest’ultimo ha commesso un lungo alla chicane che gli è costato l’accesso alla fase successiva. Escluso nel gruppo A anche Edoardo Mortara, rimasto fuori per soli 24 millesimi dalla top 4 che gli sarebbe valsa l’accesso ai duelli: un segnale comunque incoraggiante per Mahindra, che sembra in miglioramento rispetto al passato.
Ai tre già citati si aggiungono anche Sébastien Buemi, Nico Müller, Zane Maloney e la Maserati di Jake Hughes, che completano la griglia. Da segnalare le difficoltà dello svizzero dell’Andretti, che fatica ancora a ingranare in questa nuova avventura con la scuderia americana, nonostante fosse considerato uno dei grandi prospetti Porsche, tanto da essere incluso tra i piloti ufficiali del marchio.
Anche nel gruppo B non sono mancate esclusioni eccellenti, in particolare quella di Pascal Wehrlein, eliminato da Nick De Vries per soli 27 millesimi. È la prima volta in questa stagione che il tedesco della Porsche non riesce a superare la fase a gruppi, un aspetto che negli ultimi 18 mesi aveva rappresentato uno dei suoi punti di forza.
Pascal Wehrlein, TAG Heuer Porsche Formula E Team
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
Eliminato nel secondo gruppo anche Taylor Barnard, autore di un giro davvero al limite, con numerose correzioni. Il pilota McLaren ha mancato l’accesso alla fase dei duelli per appena 47 millesimi, dovendosi così accontentare della sesta fila in griglia. Le difficoltà in casa Jaguar emergono anche con l’eliminazione di Nick Cassidy, solo settimo nel gruppo B e distante ben due decimi e mezzo dalla top 4 necessaria per avanzare ai duelli.
A sorprendere, però, è la doppia esclusione delle due DS Penske, relegate alle ultime file dello schieramento. Tradizionalmente, la scuderia franco-americana si è sempre distinta sulle nuove piste grazie a un eccellente lavoro di preparazione in fabbrica e di messa a punto basata sui dati raccolti in pista. Inoltre, nei primi appuntamenti del mondiale DS era stata costantemente protagonista in qualifica, per cui questa doppia esclusione rappresenta davvero un’anomalia.
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