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FE | Mahindra: un piano triennale per tornare ai vertici

Mahindra ha avviato un piano triennale che, nelle speranze di Frederic Bertrand, dovrebbe riportare il team ai vertici della serie elettrica. Per riuscirci, il Team Principal sta attingendo anche alle risorse finanziare e tecniche della casa madre, che ha dimostrato di credere fortemente nel progetto dando tempo per risalire la classifica.

Frederic Bertrand, CEO di Mahindra Racing, festeggia dopo aver ottenuto la pole position

Con cinque vittorie, 10 pole position e 24 podi, Mahindra può vantare di essere una delle scuderie di maggior successo in Formula E, essendo per altro presente sin dalle origini di questa categoria. Tuttavia, la nuova Gen 3 non ha rispettato le aspettative, segnando un nuovo minimo per il team nella serie elettrica.

Infatti, l’avvio di stagione della Mahindra in Formula E è sicuramente tra quelli da dimenticare. Le ambizioni erano alte, ma i risultati non sono stati altrettanto all’altezza, tanto che ora la squadra indiana, così come il team cliente Cupra, si ritrova a lottare per le ultime file dello schieramento. Persino NIO 333, generalmente fanalino di coda della FE, è riuscito a superare Mahindra nei primi due terzi della stagione.

Ma con l'ex uomo della FIA Frederic Bertrand al timone, è in atto un piano di rilancio triennale per riportare il costruttore indiano nella parte alta della griglia, magari inserendosi nella lotta per il titolo. L’ex direttore della Formula E della FIA ha infatti lavorato dietro le quinte per una revisione che possa permettere a Mahindra di tornare con costanza a lottare per le prime file. Per riuscire in questo piano, tuttavia, chiaramente serve pazienza perché, per quanto la Formula E sia spesso imprevedibile, una programmazione di questo tipo richiedere tempo.

Lucas di Grassi, Mahindra Racing, Mahindra M9Electro

Lucas di Grassi, Mahindra Racing, Mahindra M9Electro

Photo by: Gareth Harford / Motorsport Images

"In un certo senso è difficile perché tutti sono impazienti e vorrebbero vedere un risultato come questo e io sono il primo a volerlo. Ma nel motorsport è difficile e nella Formula E in particolare", ha detto Bertrand a Motorsport.com.

Mahindra avrebbe potuto riprendersi rapidamente se i suoi problemi si fossero limitati al solo propulsore, comunque inferiore a quelli della concorrenza. Ma dopo aver trascorso la maggior parte dell'anno alla guida del team, Bertrand ha scoperto che i problemi sono molto più profondi e radicati. Era necessario un cambiamento di mentalità per garantire che i dipendenti mantenessero la loro fiducia nella squadra.

Quando gli è stato chiesto se il suo ruolo si sia rivelato più difficile di quanto avesse previsto all'inizio, Bertrand ha spiegato: "Forse un po' più difficile, ma non per il motivo che mi aspettavo. Ero consapevole del fatto che lo sviluppo sarebbe arrivato tardi".

Frederic Bertrand, CEO di Mahindra Racing

Frederic Bertrand, CEO di Mahindra Racing

Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images

"La cosa più difficile è stata assicurarsi che tutti credessero che quello che stiamo facendo è qualcosa a lungo termine, strutturato e sostenuto al 100% da Mahindra. Ciò significa avere molte discussioni all'interno del team per convincere tutti e far sì che tutti si convincano che possiamo essere fiduciosi, che possiamo fidarci di ciò che sta accadendo e che possiamo entrare in una mentalità positiva in modo da spingere ogni volta".

Un cambio di mentalità che si inserisce in un piano a lungo termine, con un tabella di marcia triennale che dovrebbe, sulla carta, riportare Mahindra nella zona alta della griglia. Accanto a questo nuovo approccio, chiaramente, arriveranno anche delle modifiche strutturali per dare modo al team mostrare la propria forza con costanza invece di puntare a semplici exploit: "Il secondo punto debole è probabilmente la struttura stessa, la squadra è stata sviluppata come team e non abbastanza come costruttore e per questo motivo si finisce per essere abbastanza competitivi in pista per molti anni, riuscendo a vincere delle gare, ma la parte più difficile è stata quella di essere costanti”.

“A volte si inizia bene la stagione e poi, lentamente, le prestazioni diminuiscono perché non c'è il supporto necessario. È necessario uno sviluppo permanente, una spinta permanente sulle idee. La preparazione del futuro non è stata anticipata abbastanza". 

Oliver Rowland, Mahindra Racing, Mahindra M9Electro

Oliver Rowland, Mahindra Racing, Mahindra M9Electro

Photo by: Andrew Ferraro / Motorsport Images

Per apportare questi cambiamenti servono anche fondi e Bertrand sta attingendo alle risorse finanziarie e tecniche proprio di Mahindra, ritenuto un punto di forza data la sua esperienza nel settore dei veloci elettrici: "Per quanto riguarda i punti di forza, credo che il primo sia la presenza di Mahindra, perché la gente sottovaluta il gruppo, ma è enorme. E all'interno del gruppo abbiamo un'esperienza molto forte nelle auto EV", ha detto.

Stiamo facendo le cose nel giusto ordine, e questo per me è il più grande punto di forza al momento, unito all'entusiasmo e al livello di comprensione del Gruppo Mahindra di quello che può essere il risultato di un progetto del genere”.

 

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