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FE | Il Principato incorona Rowland: trionfa nella gara 2 a Monaco e si rilancia nel mondiale

L'inglese della Nissan vince con un capolavoro di gestione energetica, confermando il trend "tutto o niente" che lo vede sempre o fuori dalla top 10 o sul podio. Un trionfo che lo riporta a -19 dal leader Evans, oggi quarto. Sul podio a sorpresa il debuttante Drugovich e Da Costa, autore di una bella rimonta dal sedicesimo posto dopo un contatto.

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Lo avevamo anticipato dopo le qualifiche. Oliver Rowland sta vivendo una stagione dal ruolino di marcia particolare, chiudendo o fuori dalla zona punti oppure sul podio. Ma questa volta l’inglese della Nissan ha fatto ancora meglio, centrando il bottino più prestigioso. Non un semplice podio, ma il gradino più alto, proprio sulla pista dove tutti sognano di vincere: Monaco. 

In una gara di gestione, dove le scelte tattiche e la lettura della corsa pesano più della pura velocità, Nissan e Rowland hanno trovato l’alchimia perfetta per costruire un piccolo capolavoro strategico, soprattutto nelle fasi iniziali. Forte di una buona qualifica che gli aveva garantito un posto nei primi otto in griglia, l’inglese ha adottato un approccio accorto, concentrandosi sul risparmio energetico e sull’evitare qualsiasi rischio che potesse compromettere la vettura.

Un approccio che può sembrare quasi scontato, ma su una pista stretta e angusta come Monaco, dove il contatto è sempre dietro l’angolo, soprattutto in Formula E con le sue dinamiche di gruppo, riuscire a coniugare prudenza ed efficacia è tutt’altro che semplice. È proprio in questo equilibrio delicato che Rowland ha costruito una vittoria di peso, una prestazione che lo rilancia con forza anche nella corsa al mondiale.

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team

Foto di: Joe Portlock / Getty Images

Dopo un terzo di gara, infatti, l’inglese era risalito fino alla sesta posizione e, soprattutto, poteva contare su circa il 2% di energia in più rispetto ai rivali: un margine che, sulla lunga distanza, ha pesato in modo decisivo. Da lì in avanti Rowland ha costruito la sua rimonta con lucidità, prendendosi la testa della corsa a cinque giri dalla fine dopo aver sopravanzato Edoardo Mortara e Mitch Evans, per poi gestire con autorità fino alla bandiera a scacchi.

Un trionfo che non solo conferma quel trend “tutto o niente”, ma che rilancia con decisione il pilota Nissan nella classifica iridata, dove ora occupa il secondo posto a poco meno di una ventina di punti dal leader Evans. In Formula E non si può dare nulla per scontato e, sebbene la vettura del team giapponese non sia ancora la più completa del lotto, in un campionato che ha già regalato rimonte clamorose la costanza può diventare l’arma decisiva.

E Rowland, oggi, ha confermato ancora una volta di avere questo tipo di solidità. Con il podio di Monaco ha infatti centrato il suo quinto piazzamento stagionale tra i primi tre: solo Evans è riuscito a fare altrettanto, a testimonianza di quanto l’inglese e la Nissan, pur avendo chiuso quattro appuntamenti fuori dalla top 10, siano stati abili nel massimizzare ogni occasione.

Felipe Drugovich, Andretti Formula E

Felipe Drugovich, Andretti Formula E

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Alle sue spalle, comunque, le sorprese non sono mancate. A tagliare il traguardo in seconda posizione era stato in realtà Edoardo Mortara, ma una penalità di dieci secondi rimediata già al primo giro per aver tamponato e mandato in testacoda Antonio Felix da Costa lo ha poi fatto scivolare fino al quinto posto. A beneficiarne è stato Felipe Drugovich, che ha così ereditato il secondo gradino del podio dallo svizzero della Mahindra.

Una bella soddisfazione per il debuttante dell’Andretti, che ha così conquistato il suo primo podio in Formula E. Ancora più sorprendente, però, è stato il terzo posto di Da Costa, frutto di una rimonta straordinaria: dopo essere stato mandato in testacoda da Mortara alla chicane dopo il tunnel, il portoghese è ripartito dalla sedicesima posizione e ha costruito giro dopo giro un recupero che lo ha riportato fino al podio.

Un terzo posto fondamentale in ottica classifica: dopo lo zero di ieri, figlio di un altro contatto con Dan Ticktum, il podio di oggi permette a Da Costa di ridurre leggermente il gap da Evans, che ha chiuso quarto proprio alle sue spalle. Di fatto, il portoghese della Jaguar non solo è riuscito a limitare i danni, ma ha persino guadagnato qualche punto in una corsa che, dopo il primo giro, sembrava destinata a trasformarsi in un disastro.

Antonio Felix Da Costa, Jaguar TCS Eacing

Antonio Felix Da Costa, Jaguar TCS Eacing

Foto di: Oscar Lumley / LAT Images via Getty Images

A chiudere quinto è stato proprio Mortara dopo la penalità, mentre l’altra Andretti di Jake Dennis ha terminato in sesta posizione. In zona punti sono poi arrivati anche Nico Mueller con la Porsche, Joel Eriksson con la Envision, Nyck de Vries con l’altra Mahindra e Lucas di Grassi, bravissimo nel rimontare ancora una volta: il brasiliano ha portato la sua Lola Yamaha a punti come ieri, nonostante partisse dall’ultima fila.

È stato un weekend estremamente sfortunato per colui che si era presentato a Monaco da leader del mondiale, Pascal Wehrlein. Ieri il tedesco era stato costretto a una sosta extra per una foratura causata da un tamponamento del compagno di squadra, mentre oggi non è andato oltre il dodicesimo posto. Il risultato è che, nell’intero fine settimana, il pilota Porsche non è riuscito a raccogliere nemmeno un punto, mentre la maggior parte dei suoi diretti rivali ha capitalizzato l’occasione portando a casa bottini preziosi.

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