FE | Dennis rompe il digiuno nel caos di Sanya e torna a vincere. Fuori tutti i pretendenti al titolo
In una gara caotica a Sanya, segnata anche da una bandiera rossa, il britannico ritrova il successo sfruttando al meglio l'Attack Mode sul finale. L'Andretti fa doppietta con Drugovich, mentre Martì rimonta fino al podio dal 18° posto. Giornata da dimenticare per i pretendenti al titolo: Evans, Rowland e Wehrlein chiudono fuori dai punti.
Jake Dennis, Andretti Formula E
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
La Formula E sa sempre regalare scenari imprevedibili e anche a Sanya non ha fatto eccezione. La serie totalmente elettrica ha offerto una gara tutt’altro che scontata, segnata da una bandiera rossa che si è rivelata decisiva e che sembrava poter ridisegnare in modo significativo anche la classifica iridata. Una classifica che, invece, non è stata rivoluzionava, perché molti big hanno chiuso fuori dai punti.
In una corsa caotica come quella di Sanya, a imporsi è stato Jake Dennis, partito dalla pole position ma tutt’altro che favorito nella fase centrale della gara. La bandiera rossa sembrava infatti penalizzare la strategia dell’Andretti e, per diversi giri, l’inglese era apparso più vulnerabile che in controllo della corsa.
Nel finale, però, sfruttando l’Attack Mode, Dennis è riuscito a riprendere la testa della gara: una scelta decisiva, perché grazie alla potenza extra non solo si è ripreso la prima posizione, ma ha anche costruito il margine necessario per andare a vincere senza subire la pressione degli avversari.
Jake Dennis, Andretti Formula E
Foto di: Jordan McKean / LAT Images via Getty Images
Alle sue spalle, però, la classifica sotto la bandiera a scacchi non ha coinciso con quella finale. La gara è stata un susseguirsi di contatti, incidenti e penalità quasi “annunciate” su un tracciato così stretto e tortuoso. Antonio Felix da Costa, secondo al traguardo e per qualche giro persino in lotta per la vittoria, è infatti stato retrocesso di cinque secondi per essersi mosso in frenata causando un contatto.
Il portoghese, che aveva chiuso al secondo posto, è così scivolato in quinta posizione, limitando anche i punti recuperati che avrebbero potuto rilanciarlo in classifica, che ora lo vede sesto a 38 punti dalla vetta mantenuta dal compagno di squadra Mitch Evans. Ad approfittarne sono stati Felipe Drugovich, secondo con l’altra Andretti a completare la doppietta del team americano come già in qualifica, e Pepe Martì, ancora una volta impeccabile nel caos.
Lo spagnolo ha conquistato il suo secondo podio stagionale dopo Monaco risalendo addirittura dalla diciottesima posizione, con l’ennesima conferma che in Formula E non si può dare nulla per scontato. Anche per lui, come per Dennis, la scelta di attivare l’Attack Mode nel finale si è rivelata decisiva, permettendogli di guadagnare diverse posizioni negli ultimi giri.
Josep Maria Marti, Cupra Kiro
Foto di: Joe Portlock / Getty Images
Una grande soddisfazione per Martì, al debutto in Formula E Quest’anno, e per Cupra Kiro, che porta a casa un altro podio e ribadisce il potenziale del proprio pacchetto in una gara in cui ha purtroppo perso Dan Ticktum a causa di diversi contatti: il britannico sembrava avere la velocità per lottare per le prime posizioni, ma gli episodi, tra cui un tamponamento, hanno avuto un impatto decisivo.
Quarto Nyck de Vries, bravo a portare una Mahindra nella top‑5 in una giornata che avrebbe potuto sorridere ancora di più al team indiano se Edoardo Mortara non fosse stato costretto al ritiro. Una top-5 quindi dal retrogusto amaro, perché con Mortara poteva essere una ghiotta occasione per recuperare tanti punti per la classifica considerando la giornata nera di molti rivali diretti in ottica mondiale.
Sesto un ottimo Max Gunther con la DS, finalmente capace di capitalizzare il caos per raccogliere punti importanti, come conferma anche il nono posto di Taylor Barnard con l’altra vettura del team francese. Settimo Nico Muller con la Porsche, seguito da Jean‑Eric Vergne con la Citroen. Chiude la top 10 Lucas Di Grassi, che porta a casa un prezioso punticino per la Lola.
Mitch Evans, Jaguar TCS Racing
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Ma nella giornata degli outsider all’appello mancano tutti i big della classifica, che sembrava sul punto di essere stravolta e che invece è rimasta sorprendentemente invariata. Mitch Evans è stato costretto al ritiro dopo essere stato colpito due volte nel corso della gara: prima da Ticktum, autore di un tamponamento dopo aver sbagliato la staccata, poi da Buemi, che al tornantino lo ha sfiorato quel tanto che bastava per mandarlo lungo generando un ingorgo che ha spinto la direzione gara a esporre la bandiera rossa.
Non è andata meglio a Oliver Rowland: il britannico sembrava avere il passo per giocarsi la vittoria, ma un calo nel finale lo ha fatto scivolare fuori dalla top‑5 prima di finire a muro a poche tornate dalla bandiera a scacchi, complice un suo errore. Una grande occasione persa per ridurre il distacco da Evans, che resta così al comando del mondiale, confermando anche il curioso ruolino di marcia di Rowland: o podio, o zero punti.
Fuori dalla top‑10 anche Pascal Wehrlein, e questo significa che i primi quattro della classifica non hanno raccolto neppure un punto. Un paradosso in una gara che prometteva scossoni e che invece, alla fine, ha lasciato la situazione iridata esattamente com’era.
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