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FE | Cupra Kiro brilla in casa a Madrid: il valore del 4° posto va oltre il podio sfiorato

Cupra Kiro brilla nel suo ePrix di casa a Jarama, vicino Madrid, e il 4° posto con Ticktum, a cui si aggiunge anche la top 10 di Martì, va oltre il valore del risultato. Dopo un inizio di stagione sfortunato, in cui non sempre è riuscita a concretizzare il valore della vettura, negli ultimi GP è il team che ha conquistato più punti dopo Jaguar.

Dan Ticktum, Cupra Kiro

Per capire il valore del quarto posto di Dan Ticktum e la top 10 di Pepe Martì a Jarama bisogna allargare lo sguardo, perché il risultato in sé racconta solo una parte della storia. Il resto lo costruiscono il contesto, il pubblico sugli spalti, il ruolo di Cupra nel weekend di casa e la fotografia tecnica di un team che continua a crescere. Ed è qui che emerge un racconto molto più intrigante di quanto racconti la classifica finale.

Facendo un passo indietro, già dopo i test pre-stagionali avevamo indicato Cupra Kiro come una delle potenziali sorprese del campionato, forte di un team in espansione sia sul fronte del personale sia in aree tecniche chiave come il reparto strategico e simulativo. Tuttavia, nelle prime gare una serie di episodi sfortunati ha impedito di trasformare con continuità il reale valore della vettura in risultati concreti.

“Abbiamo avuto più velocità che punti. In tutte le gare, specialmente Ticktum, è spesso stato nelle prime posizioni, ma non siamo riusciti a raccogliere i punti che meritavamo ed è stato un po’ frustrante. Nelle ultime corse è andata molto meglio”, ci ha raccontato Xavi Serra, responsabile di Cupra Racing, prima di aggiungere quanto il lavoro fatto per migliorare software e personale stia iniziando a dare i suoi frutti.

Josep Maria Marti, Cupra Kiro

Josep Maria Marti, Cupra Kiro

Foto di: Malcolm Griffiths / LAT Images via Getty Images

“La preparazione prima della gara è cruciale, davvero importante. Ora nella prima FP1 noi sappiamo già se tutto quello che abbiamo simulato, l'abbiamo fatto bene o no. Non dobbiamo attendere. E questo ci aiuta a capire subito se la vettura lavora nella giusta finestra o meno”.

Ed è proprio da qui che bisogna partire per valutare il reale peso tecnico del 4° posto di Ticktum a Jarama, per di più nel weekend di casa di Cupra, che ha scelto di essere main sponsor dell’ePrix per promuovere il suo nuovo modello elettrificato, la Raval. Un’occasione ideale per dare continuità al percorso di crescita intrapreso e, questa volta, trasformare in risultato il potenziale già intravisto a Jeddah.

Dopo essere scattato dalla nona casella, il pilota britannico è riuscito a risalire rapidamente fino alle posizioni di vertice, seguito a ruota dal compagno di squadra Martì, su cui l’attenzione era altissima nel suo weekend di casa. Un entusiasmo palpabile anche quando, nella prima fase di gara, proprio Martì è balzato al comando, facendo esplodere i 30 mila tifosi accorsi a Jarama per seguire l’ePrix.

Josep Maria Marti, Cupra Kiro

Josep Maria Marti, Cupra Kiro

Foto di: Malcolm Griffiths / LAT Images via Getty Images

Quella è stata anche la fase più delicata della corsa, coincisa con l’inizio dei pit stop obbligatori per la ricarica rapida, un momento in cui si può perdere o vincere un ePrix a seconda della strategia. Proprio lì, però, Ticktum ha lasciato sul piatto circa due secondi, non tanto per una scelta strategica quanto per la confusione generatasi in pit lane.

“La partenza è stata buona, credo che nelle prime fasi abbiamo fatto tutto nel modo giusto. Durante la finestra del pit stop sono rimasto bloccato dietro Di Grassi all’ingresso della pit lane, quindi ho perso parecchio tempo: era molto lento. Poi, quando Mortara è uscito dal pit, mi ha quasi messo al muro e ho perso altro tempo. In totale, solo lì avrò perso due secondi”, ha spiegato Ticktum a Motorsport.com.

In Formula E è spesso un gioco di strategia e se è vero che i tanti duelli spesso permettono di chiudere il gap anche in maniera piuttosto rapida, è altrettanto logico che per recuperare i secondi persi bisogna anche sacrificare parzialmente al gestione della batteria per riagganciarsi al gruppo di testa che, con la scelta di fermarsi in momenti diversi per il pit stop, in quella fase avevano iniziato a sfilacciarsi.

Josep Maria Marti, Cupra Kiro

Josep Maria Marti, Cupra Kiro

Foto di: Malcolm Griffiths / LAT Images via Getty Images

Dopo essersi riportato in top 5 a pochi giri dal termine, facendosi spazio a suon di sorpassi, molti piloti, Ticktum compreso, hanno scelto di giocarsi l’Attack Mode, la modalità che garantisce la trazione integrale e un incremento di potenza fino a 350 kW. Ne è scaturita una sequenza serrata di sorpassi e controsorpassi che ha permesso all’inglese di spingersi fino alla zona podio, alle spalle delle due Jaguar.

Un terzo posto però sfumato proprio all’ultima chicane, non per un errore del pilota ma per una serie di circostanze: Ticktum si è ritrovato paradossalmente costretto a tentare l’attacco su Mitch Evans, al quale era invece stato chiesto di congelare le posizioni e non insidiare il compagno di squadra Antonio Felix da Costa, in quel momento al comando, per garantire la doppietta.

Ecco, in quella fase Ticktum si è ritrovato tra l’incudine e il martello: o tentare l’attacco su Evans oppure alzare il piede, ma con il rischio concreto di subire il sorpasso da Pascal Wehrlein, subito alle sue spalle. “Quanto successo all’ultima chicane è stato piuttosto sfortunato. Davanti da Costa ha dovuto alzare il piede molto presto perché aveva poca energia. Quindi o dovevo attaccare, o alzare il piede per seguire Evans, ma in quel caso Wehrlein mi avrebbe attaccato”.

Antonio Felix Da Costa, Jaguar TCS Racing

Antonio Felix Da Costa, Jaguar TCS Racing

Foto di: Jordan McKean / LAT Images via Getty Images

Il problema è che, nell’attacco, Evans si è difeso in maniera molto aggressiva nella chicane, chiudendo Ticktum verso il muro, il che lo ha costretto ad alzare il piede nella fase di trazione subendo il sorpasso da Wehrlein proprio pochi metri prima del traguardo: “Non credo che avrei potuto fare diversamente. In ogni caso, sono buoni punti ed è un buon risultato, posso ritenermi soddisfatto”, ha aggiunto l’inglese.

Al di là dell’amarezza per il podio sfumato all’ultima curva, che avrebbe rappresentato la ciliegina sulla torta di un weekend straordinario, in casa Cupra Kiro non mancano i motivi per sorridere. Anche a Jarama, come già accaduto a Jeddah, il team è riuscito a portare entrambe le vetture in top 10: un segnale importante, che trova ulteriore conferma analizzando il bottino di punti raccolto negli ultimi due appuntamenti.

Cupra Kiro ha infatti raccolto 32 punti nelle ultime due gare: solo Jaguar, vincitrice a Jeddah e protagonista della doppietta di Jarama, è riuscita a fare meglio. In sostanza, il team anglo‑spagnolo ha portato a casa più punti persino della scuderia ufficiale Porsche. Ed è qui che si misura davvero il valore di questo 4° posto: un risultato che va oltre la singola prestazione e conferma che la velocità c’è, anche quando non si traduce pienamente in classifica.

Un segnale incoraggiante, con la speranza che ora arrivi quella costanza (e quella dose di fortuna) mancata in questo primo terzo di mondiale. L’obiettivo interno è chiaro: portare un pilota di punta come Ticktum almeno in top 5 a fine campionato, togliendosi anche qualche soddisfazione lungo il percorso, come già si era intravisto lo scorso anno con podi e la vittoria a Jakarta.

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