FE | Clamorosa prima vittoria di Lola-Yamaha con Lucas Di Grassi a Shanghai
Il brasiliano è bravissimo a gestire la strategia degli Attack Mode tenendoli per il gran finale, precedendo Vergne ed Eriksson, mastica amarissimo Wehrlein che si ritrova quarto dopo aver a lungo dominato. Non parte Evans che lascia al pilota Porsche la leadership di campionato.
Foto di: Getty Images
Lucas Di Grassi ha regalato una clamorosa prima vittoria in FIA Formula E alla Lola-Yamaha nel secondo ePrix di Shanghai ricco di colpi di scena e azione, che fino all'ultimo giro ha visto ogni posizione in bilico.
Questa volta la pioggia è arrivata prima del via, con la Direzione Gara costretta a mandare in pista la Safety Car per compiere tre tornate di controllo, per poi lasciare le vetture schierate in griglia per la tradizionale partenza da fermo.
Qui non c'era Mitch Evans, rimasto ai box Jaguar coi tecnici intenti a cercare di sistemare un problema tecnico che, a tutti gli effetti, ha costretto il neozelandese a lasciare la prima piazza in campionato.
Alla partenza il poleman Felipe Drugovich ha cercato di tenere il primato, ma ben presto le Porsche di Pascal Wehrlein e Nico Müller sono passate davanti, sopravanzando la Andretti-Porsche del brasiliano, che alle spalle si è trovato anche il compagno di squadra Jake Dennis.
La gara, svoltasi su pista che andava ad asciugarsi, ha avuto strategie differenti: da un lato quelli che hanno cercato subito la fuga, come i sopracitati, sfruttando immediatamente il primo dei due Attack Mode, dall'altro chi ha preferito attendere risparmiando energia, per poi provare il tutto per tutto nel finale su asfalto che andava migliorando.
Le posizioni sono quindi cambiate spesso, tra chi provava a gestire davanti - come le due coppie di Porsche ed Andretti - e quelli in risalita dalle retrovie, in particolare le Envision Racing di Joel Eriksson e Sébastien Buemi che hanno cominciato a vedere quelli davanti.
Lo svedese, addirittura, ha piazzato l'attacco vincente ad una manciata di tornate dalla fine ai danni di un Wehrlein che ormai era a corto di energia e gomme, incalzato anche dalla Citroën di Jean-Éric Vergne e da Di Grassi, ma al giro 24 di 27 si è verificato l'episodio chiave che ha deciso parecchie posizioni della gara.
In uscita dall'ultima chicane, Zane Maloney ha dovuto parcheggiare la propria Lola-Yamaha a bordo pista per il cedimento della ruota posteriore destra e il Full Course Yellow chiamato dalla Direzione Gara ha tagliato le gambe a Wehrlein, Eriksson, Vergne e Drugovich tra quelli davanti che avevano attivato l'Attack Mode, cosa che invece ha potuto sfruttare al meglio negli ultimi tre passaggi Di Grassi.
Foto di: Getty Images
Il brasiliano è stato bravissimo a tenere il sangue freddo per attaccare i rivali di Citroën ed Envision, preceduti in quest'ordine sotto la bandiera a scacchi con grandissima emozione per gli uomini di Lola-Yamaha e il giallo finale dell'investigazione su di lui e Vergne per presunti sorpassi effettuati in regime di bandiere gialle che hanno tenuto tutti col fiato sospeso nel retropodio.
Wehrlein non è invece riuscito a tenere contatto con il gruppetto dei primi e termina quarto a ben 11" dal vincitore, ma con la soddisfazione di diventare il nuovo leader di campionato. In Top5 un Buemi piuttosto scocciato per non essere riuscito a sfruttare maggiormente il vantaggio strategico degli Attack Mode con una vettura poco stabile.
Drugovich conclude sesto davanti ad un altrettando deluso Müller, una sosta effettuato sotto il FCY per sostituire le gomme consente ad Oliver Rowland di risalire fino all'ottavo posto, mettendosi alle spalle la DS-Penske di Taylor Barnard e la Cupra di un Dan Ticktum costretto a recuperare dalle retrovie dopo un lungo nell'erba al 4° giro che lo aveva fatto scendere nell'ordine, anch'esso finito sotto investigazione per un taglio di chicane nel finale.
La mossa del britannico ha lasciato fuori dai punti Maximilian Günther con la seconda DS-Penske, così come Pepe Martì al volante dell'altra Cupra, mentre crollano Dennis ed António Félix Da Costa con l'unica Jaguar superstite.
A secco pure la Citroën di Nick Cassidy, le Mahindra di Edoardo Mortara e Nyck De Vries, e Norman Nato che infila la propria Nissan fra questi ultimi due.
GARA
| Cla | Pilota | # | Giri | Tempo | Distacco | km/h | Punti | Ritirato | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | |
11 | 28 |
40'43.390 |
25 | |||||||
| 2 | |
25 | 28 |
+0.565 40'43.955 |
0.565 | 18 | ||||||
| 3 | |
14 | 28 |
+2.903 40'46.293 |
2.338 | 15 | ||||||
| 4 | |
94 | 28 |
+11.093 40'54.483 |
8.190 | 12 | ||||||
| 5 | |
16 | 28 |
+17.373 41'00.763 |
6.280 | 10 | ||||||
| 6 | |
28 | 28 |
+19.651 41'03.041 |
2.278 | 8 | ||||||
| 7 | |
51 | 28 |
+22.456 41'05.846 |
2.805 | 6 | ||||||
| 8 | |
1 | 28 |
+22.539 41'05.929 |
0.083 | 4 | ||||||
| 9 | |
77 | 28 |
+22.690 41'06.080 |
0.151 | 2 | ||||||
| 10 | |
33 | 28 |
+23.685 41'07.075 |
0.995 | 1 | ||||||
| 11 | |
7 | 28 |
+24.248 41'07.638 |
0.563 | |||||||
| 12 |
P. Martí Cupra Kiro
|
3 | 28 |
+24.362 41'07.752 |
0.114 | |||||||
| 13 | |
27 | 28 |
+26.722 41'10.112 |
2.360 | |||||||
| 14 | |
13 | 28 |
+26.934 41'10.324 |
0.212 | |||||||
| 15 | |
37 | 28 |
+27.138 41'10.528 |
0.204 | |||||||
| 16 | |
48 | 28 |
+29.960 41'13.350 |
2.822 | |||||||
| 17 | |
23 | 28 |
+31.309 41'14.699 |
1.349 | |||||||
| 18 | |
21 | 28 |
+52.032 41'35.422 |
20.723 | |||||||
| dnf | |
22 | 22 |
+6 Giri 30'54.093 |
6 Giri | Ritirato | ||||||
| dnf | |
9 | 0 |
|
Ritirato | |||||||
| Guarda i risultati completi | ||||||||||||
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