De Silvestro: “Così la F.E ha migliorato la mia immagine...”

La lady driver italo-svizzera fa un bilancio quasi finale della sua stagione 2015-2016 nel Campionato FIA “full electric” alla vigilia delle gare di Londra, raccontando anche che cosa si aspetta dal futuro.

Iron Maiden”. Basta la parola, anzi, un’intera locuzione in lingua inglese. La “Fanciulla d’Acciaio” è naturalmente Simona De Silvestro, che nelle competizioni automobilistiche vanta questo soprannome da tempo immemorabile. La lady driver svizzera, già formalmente ingaggiata dalla Sauber come collaudatore per la Formula 1 nella stagione 2014, è stata fra i novelli protagonisti del Campionato FIA di Formula E edizione 2015-2016.

Alla vigilia dell’ePrix di Londra, nella quale l’oriunda italiana esordì esattamente un anno con il team Andretti Autosport, sua attuale squadra, abbiamo chiacchierato con lei per comprendere quali erano le sue aspettative e per abbozzare un consuntivo della stagione destinata ad andare in archivio il 2 e 3 luglio a Battersea Park e nella quale ha finora conquistato quattro punti. Classe 1988, nativa di Thun nel cantone di Berna, Simona De Silvestro è in un momento decisamente cruciale della propria carriera...

Puoi fare un primo bilancio della tua stagione da debuttante nel Campionato FIA di Formula E?
“Il mio primo anno in Formula E è stato più difficile di quanto mi aspettassi, anche se non di molto. È soprattutto all'inizio della stagione che ho faticato un po' per abituarmi alla macchina e avvicinarne le prestazioni ideali. Nel complesso, ora che la stagione sta volgendo al termine, posso dire che le cose girano in maniera più fluida, ma altrettanto sicuramente non c’è dubbio che la mia annata avrebbe potuto essere migliore...”.

 

Ti piace il format degli eventi in un solo giorno nei centri storici delle città, con cambio vettura a metà gara, o preferiresti altro?
“Per certi versi, avere tutto ciò che deve accadere concentrato in un solo giorno è una prospettiva un po' diversa dal solito e può arrivare ad essere parecchio stressante. Questo soprattutto perché si ha pochissimo tempo per imparare la pista e ottenere il set-up giusto. Ma siccome ciò vale per tutti allo stesso modo, si tratta di una sfida da raccogliere. Le gare sono piuttosto divertenti, perché ci danno l’opportunità di correre nelle città e di vivere dei momenti eccitanti. Il fatto di cambiare macchina a metà gara è stata di sicuro l’occasione per dei pit-stop diversi da solito, cui è stato giocoforza indispensabile abituarsi. Ma anche questo è ormai okay per me, un’incognita superata. Certamente, sarà bello arrivare al momento in cui la Formula E metterà noi piloti nella condizione di correre con una sola auto per tutta la gara”.

Qual’è la cosa che ti piace di più e quella che ti piace di meno della serie “full electric”?
“Credo che quello che mi piace di più della Formula E sia tuttora l’opportunità di far parte di una serie automobilistica ‘nuova’, che sta sviluppando soluzioni per il futuro della mobilità elettrica. Da un punto di vista personale, è l’essere in grado di dimostrare che un'auto elettrica è un mezzo veloce e può dare vita a corse davvero emozionanti. Penso che sia un grande messaggio anche quello di concorrere come categoria allo sviluppo dei motori elettrici. Quello che mi piace di meno direi che è la quantità di energia a disposizione, perché non è affatto facile gestirla quando si è impegnati in gara, soprattutto nelle fasi più concitate...”.

Com’è andata finora l’avventura con il team Amlin Andretti, secondo te, e com’è nata quest’opportunità?
“Della mia stagione in qualche modo vi ho accennato (la lady driver italo-svizzera esordì nell’ePrix di Londra di un anno fa, ndr). L'opportunità di guidare per la Amlin Andretti si è invece materializzata dopo aver disputato un paio di corse per Micheal (Andretti, ndr) nella IndyCar nel 2015”.

C’è una gara nella quale ti sei trovata bene e una in cui le cose sono andate male?
“Sì, penso che quella di Long Beach sia stata davvero una buona giornata, dal momento che sono andata a punti per la prima volta in questa stagione. Credo che quella peggiore sia stata in realtà la prima gara (Pechino, ndr): ho avuto il guasto di un elemento del sistema subito, cioè al secondo giro, che mi ha spedito contro un muretto di protezione e la cosa non mi ha certo aiutato a cominciare la mia stagione nel migliore dei modi...”.

Come sono stati finora i rapporti con il compagno di squadra Robin Frijns?
“Con Robin mi trovo davvero bene. Sarebbe un buon compagno di squadra per chiunque. Se ti va di andare veloce e rischiare, è lo stimolo giusto per spingerti a fare sempre meglio”.

Come è vissuto in Svizzera il tuo impegno sportivo e quali sono i rapporti con il tuo Paese?
“La circostanza di correre in Formula E, che è principalmente una serie europea, mi ha aiutato molto a ottenere qualche riconoscimento in più anche qui in Svizzera...”.

 

In passato hai gareggiato affiancando la bandiera rossocrociata al tricolore bianco, rosso e verde: quanto c’è di italiano in te?
“Sì, io ho anche la bandiera italiana sulla mia tuta di gara. L’ho sempre esibita accanto a quella svizzera, come si confà a una persona dotata di doppia nazionalità (i genitori sono gli italianissimi Pierluigi ed Emanuela De Silvestro, ndr). E l’Italia è di sicuro un Paese nel quale ho trascorso un sacco di tempo quando gareggiavo intensivamente nel Karting”.

Dal primo aprile 2016 la Confederazione Elvetica ha autorizzato le competizioni in circuito per vetture elettriche, ferma restando la definizione di un “limite di velocità”. Che cosa ti aspetti dopo la tua esibizione di Ginevra e i tentativi di ePrix a Lugano e Zurigo?
“Sarebbe fantastico avere una gara in Svizzera, soprattutto perché penso al fatto che l'ultima volta che io stessa ho corso nella Confederazione è stato ai tempi del Kart. Sono trascorsi diversi anni. In generale, penso che l’opportunità di avere un ePrix elvetico con le monoposto di Formula E anche nel mio Paese sarebbe una cosa veramente buona, anche per la stessa categoria...”.

Sarai al via anche della Formula E 2016-2017? Se sì, con quale squadra?
“Non lo so, ancora. Allo stato attuale, chi può dirlo?”.

Quali altri impegni sportivi intendi affrontare nella seconda metà della stagione 2016? Punti ancora alla IndyCar?
“No, non credo proprio che potrò affrontare gare Indy in questa stagione...”.

Nei tuoi sogni, c’è ancora spazio per la massima categoria, la Formula 1?
“Beh, la Formula 1 è sempre il sogno di ogni pilota. Ci sono andata vicinissima nel 2014, ma purtroppo è sfumata in extremis a a causa di una mancanza di sponsorizzazione. Penso che sia qualcosa davvero difficile da realizzare se non si riesce a completare quest’ultima parte del percorso...”. 

 

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula E
Piloti Simona De Silvestro
Team Andretti Autosport
Articolo di tipo Intervista
Tag svizzera