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Intervista

F3 | Fornaroli, titolo all'ultima curva: "È stato un anno incredibile"

Dopo aver centrato il titolo in Formula 3 in una lotta serrata fino all'ultima curva, grazie a quel sorpasso calibrato alla Parabolica, Leonardo Fornaroli si è concesso in un'intervista a Motorsport.com parlando del suo percorso nel motorsport e di un 2024 che lo ha visto protagonista, in attesa di salire in Formula 2 il prossimo anno.

Leonardo Fornaroli, Trident

La stagione 2024 di Formula 3 è stata una delle più intense degli ultimi anni, non solo per i tanti piloti in lotta per il titolo, ma anche perché si è decisa in quello che è stato l'atto conclusivo del campionato a Monza, con un sorpasso all'ultima curva che ha ribaltato gli scenari di classifica.

Un attacco che ha permesso a Leonardo Fornaroli non solo di centrare il podio nella gara di casa a Monza, ma anche il titolo di Formula 3 in quella che è stata la sua stagione in categoria dopo un primo anno di apprendistato, sempre con Trident. L'italiano è stato autore di un ottimo campionato, in cui a fare la differenza è stata la sua efficacia in qualifica, la sua grande costanza sul fronte dei risultati e la tenuta mentale anche nei momenti più difficili e intensi della stagione, incluso l'atto finale sul circuito brianzolo.

Un successo e un'emozione dal grande significato, di cui Leonardo Fornaroli ha parlato in un'intervista a Motorsport.com, raccontandosi tra passato, presente e futuro, in vista di una stagione 2025 che lo vedrà compiere il salto in Formula 2, dove correrà con Invicta.

Hai vinto una F3 competitiva dove non sono mancati gli avversari e che non rappresenta un punto di arrivo, bensì un trampolino di lancio verso il prosieguo della tua carriera. Dopo qualche settimana, sei riuscito a realizzare il significato di questo trionfo? L’aver vinto un campionato così importante, però, ti ha fatto pensare a tutto il percorso affrontato in questi anni nel motorsport?

“È stata un’emozione incredibile. Mi ci è voluto qualche giorno per realizzare quanto successo, anche perché era la prima volta che mi trovavo in una posizione così importante, quindi la pressione vissuta in quel weekend era tanta. Sono contentissimo di essere riuscito a raggiungere questo traguardo. Pensare al mio percorso, dai go-kart, passando per la F4, la Formula Regional e i due anni in Formula 3, mi rende veramente orgoglioso”.

Leonardo Fornaroli, campione di F3 2024

Leonardo Fornaroli, campione di F3 2024

Parlando proprio della tua carriera, prima di vincere in F3, nel 2022 hai centrato il titolo rookie in Formula Regional con Trident, team che a sua volta era al debutto nella categoria, incontrando dei rivali che hai fronteggiato anche in altre categorie. Anche quella è stata una bella soddisfazione.

“Sicuramente, quella è stata un’altra stagione fantastica, perché Trident era al suo debutto in Formula Regional e anche tutti noi tre piloti eravamo dei rookie. Già dall’inizio eravamo lì a lottare e anche gli altri rookie erano competitivi però, gara dopo gara, siamo cresciuti tanto, soprattutto dal punto di vista del passo gara, perché invece in qualifica avevamo dimostrato sin dal primo weekend di avere un buon ritmo. Passo dopo passo, siamo cresciuti sia come squadra, sia io come pilota, fino ad arrivare all’ultimo fine settimana al Mugello dove siamo riusciti a spuntarla per qualche punto. È stata un’emozione incredibile: anche se era solo un titolo rookie, per me in quel momento era come se avessi vinto il campionato. Arrivare per la prima volta in Formula Regional, con un team che a sua volta era al debutto in categoria, e vincere il titolo riservato ai rookie non era scontato. Ero veramente contento. Mi ricorda un po’ il titolo di quest’anno, perché dimostra quanto sia cruciale la costanza di risultati”.

Hai giustamente menzionato come in qualifica tu fossi competitivo anche in Formula Regional, un aspetto che si è visto anche nel primo anno in F3, dove poi hai ottenuto anche dei podi nella parte centrale del campionato. Questo era il tuo secondo anno e sembra che, oltre alla velocità sul giro secco, sei riuscito a compiere un grande passo in avanti nella gestione della gara e delle gomme. Come e su quali aspetti hai lavorato in inverno, anche con i tuoi ingegneri in Trident, per fare questo passo in avanti?

“Sì, l’anno scorso avevo dimostrato un buon ritmo in qualifica, però con la gestione della gara e delle gomme abbiamo faticato tanto. Poi nella seconda metà di campionato 2023 sono riuscito a migliorare ulteriormente in qualifica ma, purtroppo, in alcune gare ho commesso alcuni errori che non mi hanno permesso di chiudere nella top 10 generale, il che mi ha lasciato una profonda delusione. Allo stesso tempo, però, ha rappresentato anche una spinta in avanti, che mi ha permesso di lavorare intensamente durante l’inverno, sia dal punto di vista fisico che mentale, a cui si è poi aggiunto il lavoro coi gli ingegneri in Trident. Abbiamo lavorato tantissimo al simulatore cercando di analizzare i dati, ristudiando tutte le gare che avevo fatto, in modo da non ripetere gli stessi errori. Questo mi ha permesso di fare un grande passo in avanti sia nella gestione della gara che degli pneumatici”.

In tema di costanza, andando a ripercorrere la stagione, abbiamo visto piloti con dei picchi ma che sono stati autori anche di weekend negativi. Tu hai centrato diversi podi, ma possiamo dire che il tuo segreto quest’anno è stata la costanza e la tenuta mentale, dato che è stato un campionato molto impegnativo? Alla fine sei l’unico pilota che è comunque andato a punti in ogni weekend della stagione.

“Sì, la costanza è stata è stato l’elemento chiave di questa stagione. L'ho visto soprattutto guardando il campionato di Gabriel Bortoleto l'anno scorso, che ha vinto le prime due gare dell'anno e poi ha potuto gestire arrivando sempre in zona punti e alla fine ha vinto con un gran vantaggio. Quest’anno sono partito con l’obiettivo di rimanere sempre davanti, ma senza dare il 110%, ma il 100%, perché è li che si sbaglia e si vanno a perdere punti molto importante. Quindi il mio obiettivo era di stare sempre nella top 5 e accumulare più punti possibile. Parlando della tenuta mentale, sì, è stata una stagione veramente difficile, soprattutto dopo la gara di Silversone, dove da leader di campionato mi sono ritrovato 26 punti dietro. Pensai che sarebbe stata dura recuperare, però comunque sono rimasto tranquillo. Sapevo che avevo ancora tre weekend di gara a disposizione, che il passo era ottimo. Sapevo che dovevo fare il mio e sarebbe andato tutto bene. Così è stato. In qualifica siamo sempre rimasti nella top 3 e in gara abbiamo sempre accumulato tanti punti senza mai fare gravi errori. Invece, gli altri contendenti al titolo sono stati più altalenanti e questo mi ha permesso di riportarmi da leader prima di Monza”.

Leonardo Fornaroli, Trident

Leonardo Fornaroli, Trident

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Parliamo proprio di Monza. Prima ci raccontavi quanto sia stata impegnativa dal punto di vista mentale questa stagione. Come hai vissuto la vigilia di quel weekend? E quanto aver fatto la pole, così come aver conquistato i punti proprio per la pole, ti ha aiutato ad allentare la tensione? In un weekend dove si lottava davvero su pochi punti, anche questo poteva fare la differenza.

“Il weekend di Monza è stato molto difficile. Le gare a Monza sono sempre molto caotiche, con distacchi molto ravvicinati. Sapevo che dovevo guidare dando il mio meglio. Quella pole position che ho fatto in qualifica mi ha aiutato ad allentare un attimo la tensione, perché sapevo che per la Feature Race sarei partito davanti, aumentando le possibilità di vincere. Inoltre, ho guadagnato due punti per la pole che sono solo due punti ma, quando ci si gioca il campionato con distacchi così ravvicinati, anche questo può fare la differenza, e infatti l’ha fatta”.

Ti porto indietro a quell’ultima corsa. Prima parte di gara comunque gestita bene, in cui sei riuscito a tenere sotto controllo ed estendere il vantaggio su Gabriele Minì, il tuo principale rivale. Negli ultimi giri, però, la situazione si ribalta, sei dietro e con le gomme che stanno soffrendo. Cosa passa per la testa di un pilota in quel momento e quanto è difficile mantenere la concentrazione sull’obiettivo?

“Il mio umore durante quella gara è cambiato tantissime volte, perché all'inizio ero abbastanza tranquillo. Ho visto che Alex Dunne dietro di me in quel momento stava spingendo molto di più, per cui avevo deciso di lasciarlo passare per rimanere nella sua scia e nel suo DRS per cercare anche di non distruggere le gomme, passandolo poi nella maniera più facile possibile, perché lui è un avversario tosto. Arrivando all’Ascari al terzo giro, mi sono detto che sarei riuscito a passarlo nel giro successivo con il DRS, ma è intervenuta la Safety Car. Guardando nel maxi schermo avevo visto che Luke Browning aveva avuto un contatto e che era dovuto tornare ai box, per cui sapevo che anche un altro contendente al titolo aveva perso terreno, per cui l’unico rivale per il campionato era Gabriele [Minì]. Dovevo rimanere assolutamente concentrato, stava andando tutto abbastanza bene. Durante quei giri avevo notato che la curva dell’Ascari era sporca di ghiaia perché c’era stata un incidente, ma non mi ero preoccupato più di tanto".

"Dopo la Safety Car ero riuscito a fare una buona ripartenza ma, non appena sono andato sulla traiettoria ideale, che era però ancora sporca, ho completamente perso la macchina e ho dovuto tagliare all’Ascari, perdendo tre posizioni, anche su Gabriele. È stato un duro colpo perché da una situazione di tranquillità, la gara si è complicata perché sono tornato in una posizione difficile. Tuttavia, ho cercato di rimanere più calmo possibile perché mancavano ancora tanti giri alla fine e sapevo che il passo era molto buono, più degli altri. Ho recuperato subito le posizioni che avevo perso ma, facendo ciò, ho spinto un po’ troppo sulle gomme, mentre chi era dietro di me, stando nel mio DRS, sono riusciti a consumarle un po’ di meno. Per questo sono arrivato agli ultimi due giri un po’ in crisi e infatti mi hanno risuperato a poche tornate dalla fine. A quel punto ho chiesto all’ingegnere se fossi ancora in una posizione per diventare campione, ma mi ha detto che ero dietro di un punto e che avrei dovuto assolutamente passare Mansell davanti a me per vincere”.

Il vincitore del campionato, Leonardo Fornaroli, Trident

Il vincitore del campionato, Leonardo Fornaroli, Trident

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Ultimo giro, ultima curva, ti stai giocando il titolo e sferri l’attacco decisivo. Un sorpasso che, però, alla fine è stato pulito nonostante tu l’abbia provato da grande distanza. È stato un sorpasso in qualche modo preparato e ragionato, oppure è stato un attacco istintivo perché ti stavi giocando il titolo?

“All'inizio dell'ultimo giro avevo perso un po’ di terreno, però fortunatamente Christian [Mansell] e Gabriele [Minì] hanno iniziato un po’ a battagliare, quindi mi sono riavvicinato un po’. Ho provato il primo attacco alla seconda variante, però non avendo più grip davanti sono andato a bloccare le gomme, quindi abbiamo tagliato tutti e due la curva. Chiaramente ho restituito la posizione e mi sono riaccodato dietro Christian. Sarebbe servito avere un’ottima uscita dalle due Lesmo per provare un attacco all’Ascari, perché sapevo che dopo quel tratto i punti di sorpasso erano praticamente finiti. Sono arrivato molto vicino all'Ascari, però Christian ha difeso molto bene, quindi non sono riuscita a passare. Arrivando all'ultima curva mi son passate molte cose in testa. L'immagine di io che perdevo il titolo per quell'errore banale all’Ascari, anche se non saprei come avrei potuto evitarlo".

"Mi sono detto che non avrei potuto perdere il campionato in questa maniera, per cui ho tentato di prendere quanta più scia possibile, sperando che nessuno dei due piloti davanti chiudesse la linea all’ultima curva. Poco prima del punto di frenata si sono riportati sulla traiettoria ideale; quindi, era il momento, o ora o mai in più, ero comunque secondo in campionato e non avevo nulla da perdere. Mi sono lanciato un po’ alla disperata, ma sono stato attento a cercare di non fare alcuna manovra scorretta. Per fortuna Christian mi ha visto negli specchietti ed è stato molto corretto a lasciare spazio all’interno. Sono così riuscito a riprendermi il podio e il campionato all’ultima curva. Appena ho tagliato il traguardo, tutte le tensioni che avevo avuto in quella gara e dura tutto il weekend dei mesi passati è scesa ed ero l'uomo più felice del mondo”.

Conquistato questo titolo, l’anno prossimo ti vedremo in Formula 2. Un altro passo in avanti. Come è nato il passaggio in Invicta? La macchina ancora non l’hai provata, chiaramente, ma quest’anno il passaggio dalla F2 alla F3 potenzialmente è più difficile, perché la F2 ha già visto una rivoluzione tecnica, mentre la F3 si allineerà solo dalla prossima stagione. Dal punto di vista delle gomme, dei freni e del carico, sarà una differenza importante.

“Tutti i team in Formula 2 sono molto competenti. Il fatto di avere un ottimo rapporto con Gabriel Bortoleto, che mi ha parlato molto bene di Invicta, mi ha spinto tanto a cercare di andare con questo team ed è lì che si è concretizzata l’opportunità. Per quanto riguarda il salto, come hai detto, sarà molto importante. Proverò la macchina solo ai test post-season di Abu Dhabi e nei pre-season di Barcellona prima della gara di Melbourne. Non avremo nemmeno troppe giornate di test, ma cercherò di passare la pausa invernale allenandomi il più possibile, studiando tutte le gare di F2 di quest’anno e iniziando a lavorare con il mio ingegnere e il team in vista dell’anno prossimo”.

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