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F2 | Qatar: trionfi per Bearman e Aron, la sfida al titolo va ad Abu Dhabi

Anche quello del Qatar è stato un weekend in cui non sono mancati i colpi di scena in Formula 2. Bearman è tornato alla vittoria mentre Aron ha centrato il suo primo successo nella serie propedeutica, approfittando di una penalità inflitta a Bortoleto. La sfida al titolo tra il brasiliano e Isack Hadjar, divisi da mezzo punto, ora va ad Abu Dhabi.

Paul Aron, Hitech Pulse-Eight, Isack Hadjar, Campos Racing, e Gabriel Bortoleto, Invicta Racing

Il Gran Premio del Qatar ha senza dubbio lasciato aperti i giochi per il titolo iridato sia sul fronte dei piloti che su quello dei team, con Gabriel Bortoleto e Isack Hadjar che si apprestano ad arrivare ad Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione, divisi da solo mezzo punto, un margine estremamente ridotto.

Nel weekend i successi sono andati ad Oliver Bearman e Paul Aron, con quest’ultimo che ha sfruttato una penalità inflitta proprio al brasiliano dell’Invicta per centrare la sua prima vittoria in Formula 2.

Sprint Race: Bearman vince per la terza volta in stagione

Dopo Monza, Oliver Bearman è tornato al successo conquistando la vittoria nella sprint race di Lusail, imponendosi davanti a un dei protagonisti del campionato, Isack Hadjar.

Partito in pole position con la griglia invertita, l’inglese ha preso il via con la gomma più dura, prendendo subito margine proprio nei confronti di Hadjar, che invece era partito sulle medie. Tuttavia, il francese ha provato immediatamente a rispondere, arrivando al sorpasso proprio il giro seguente, con Hadjar che, sfruttando la gomma più tenera del rivale, ha iniziato a prendere il largo.

Oliver Bearman, PREMA Racing, Andrea Kimi Antonelli, PREMA Racing

Oliver Bearman, PREMA Racing, Andrea Kimi Antonelli, PREMA Racing

Foto di: Getty Images

Mentre la maggior parte dello schieramento ha seguito l'esempio di Bearman e ha montato pneumatici duri, Victor Martins è stato l'unico altro protagonista a imitare Hadjar e a correre con le medie. Grazie al maggior grip della gomma media, il francese nel corso del primo giro è passato dalla settima alla terza posizione, ma sulla lunga distanza la scelta non ha pagato, venendo a lungo pressato da Jack Crawford.

Infatti, a lungo andare ha subito il calo della gomma, il che ha permesso a Barman di riavvicinarsi. La manovra decisiva che ha sciolto le sorti della gara è però arrivata a tre giri dal termine quando, dopo aver sfruttato il DRS, il pilota britannico della Prema ha preso il comando della corsa con una mossa decisa in staccata di curva 1. Una manovra che ha causato qualche rimpianto anche allo stesso Hadjar, che via radio ha spiegato di non aver realizzato che mancassero ancora tre giri e che avrebbe dovuto difendere la posizione con maggior aggressività.

Le cose, però, sono addirittura peggiorate per Hadjar che, nello stesso giro, è andato in testacoda alla curva quattro poco dopo aver subito il sorpasso, scendendo al quarto posto, mentre Jak Crawford e Richard Verschoor - quest'ultimo di nuovo alla guida di MP Motorsport dopo essersi separato da Trident – hanno ereditato il podio.

Craword è stato a lungo nelle posizioni di vertice dopo aver inseguito Martins, il quale montava la gomma media. A sei giri dalla fine, dopo numerosi tentativi, l’americano è infatti riuscito a passare il rivale francese, salendo così al terzo posto, che si è poi tramutato in una medaglia d’argento nel momento in cui Hadjar è finito in testacoda. Martin ha così perso rapidamente le posizioni, fino a quando è arrivato al contatto con Paul Aron in curva 6, con l’estone che ha accompagnato l’avversario largo.

Vincitore della gara Oliver Bearman, PREMA Racing

Vincitore della gara Oliver Bearman, PREMA Racing

Foto di: James Sutton / Motorsport Images

Martins è sceso al 10° posto ma sarebbe potuta andare anche peggio se non fosse stato per un intervento della Safety Car a poche tornate dalla fine per un contatto tra Andrea Kimi Antonelli e Kush Maini, i quali sono arrivati al contatto in curva 1 al 21° giro, proprio mentre l’italiano della Prema cercava di evitare un Martins che stava procedendo al rilento.

Tuttavia, dopo la sprint, diversi piloti hanno ricevuto penalità post-gara. In primo luogo, a Paul Aron è stata inflitta una penalizzazione di due posizioni dopo che è stato ritenuto responsabile per la collisione Martins. Di conseguenza, Aron è sceso dal quinto al settimo posto nella classifica finale della Sprint Race. Inoltre, anche Ritomo Miyata ha avuto due differenti penalità, di cui una per un contatto con Dino Beganovic, uno dei debuttanti di questo weekend: in questo modo il giapponese è scivolato in tredicesima posizione dal settimo posto iniziale.

Feature Race: Primo successo per Aron, ma la battaglia per il titolo si infiamma

Partito dalla pole, Aron ha subito perso la prima posizione dopo poche curve venendo superato da Gabriel Bortoleto nel corso del primo giro, lasciando l’estone a dover difendere anche il secondo posto contro Dino Beganovic, al debutto in questo weekend, e Victor Martins.

Sebbene Aron sia riuscito a rimanere nel raggio d'azione del DRS del leader del campionato per i primi cinque giri, il gap è aumentato nel momento nel momento in cui Hitech ha provato a effettuare un undercut su Bortoleto, rientrando prima ai box.

Tuttavia, è stato proprio in questo momento che la gara ha subito una traiettoria differente. Mentre Bortoleto si apprestava a rientrare ai box, è stata esposta da parte della direzione gara la Virtual Safety Car per consentire il recupero della Prema di Andrea Kimi Antonelli, finito nella ghiaia con lo sterzo rotto dopo un contatto in pit lane con Richard Verschoor, con quest’ultimo che ha poi ricevuto una penalità di 10 secondi per un unsafe release.

Gabriel Bortoleto, Invicta Racing

Gabriel Bortoleto, Invicta Racing

Foto di: Getty Images

L’entrata della Virtual Safety Car ha spinto Bortoleto a rimanere in pista all’ultimo secondo, dato che un pit stop effettuato con la neutralizzazione non viene conteggiato come sosta obbligatoria da effettuare durante la Feature Race, motivo per cui poi si sarebbe dovuto fermare nuovamente. Bortoleto aveva però già imboccato la pit entry nel momento in cui gli è stato detto di non rientrare per la VSC, per cui ha tagliato la corsia andando oltre il paletto di demarcazione.

Rispetto alla penalità non assegnata a Sainz la scorsa settimana a Las Vegas, in questo caso una nota aggiuntiva del direttore di gara indicava come, una volta superato il paletto, a quel punto si doveva rientrare ai box e non si poteva più tagliare la linea bianca, cosa permessa invece prima del paletto a patto di rimanere in pista. Ciò ha reso inevitabile una penalità di 5 secondi che ha cambiato il corso della gara.

Dopo aver dato bandiera verde nel corso del 13esimo passaggo, l'azione si è interrotta ancora una volta dopo meno di un giro, quando Jak Crawford ha toccato Rafael Villagomez mandandolo in testacoda alla curva 6, con conseguente ritiro di entrambi i piloti.

La ripartenza successiva, al 17° giro, è stata altrettanto frenetica, con Bearman che ha perso il posteriore della sua Prema all'ultima curva prima della ripartenza, il che ha permesso a Joshua Durksen di passare in testa, anche se il sorpasso in quelle fasi non è permesso. Tuttavia, per evitare possibili penalità, AIX ha suggerito a Durksen di restituire il comando a Bearman, anche se, nel farlo, ha perso la posizione anche su Maini.

Paul Aron, Hitech Pulse-Eight, Gabriel Bortoleto, Invicta Racing

Paul Aron, Hitech Pulse-Eight, Gabriel Bortoleto, Invicta Racing

Foto di: Getty Images

Con ancora quasi metà gara da affrontare Bortoleto, Aron e Hadjar hanno iniziato risalire la classifica superando i piloti che dovevano ancora fermarsi, con il brasiliano che si è avvicinato al suo compagno di squadra Kush Maini, in quel momento terzo, al 23° giro, guadagnando la posizione quando il pilota indiano è tornato ai box.

Bortoleto ha continuato a spingere, fino a quando non ha superato Durksen a 5 minuti dalla fine, con il pilota della AIX che, però, doveva ancora fermarsi. Ciò gli ha permesso di provare subito ad allungare su Aron che si trovava immediatamente alle sue spalle nel tentativo di guadagnare quei cinque secondi che gli avrebbero permesso di mantenere la vittoria. Ciò non è bastato e Aron è riuscito a rimanere entro i due secondi, con l’estone che ha così centrato la sua prima vittoria in F2 sfruttando la penalizzazione del brasiliano.

Tuttavia, per quanto chiaramente la speranza fosse quella di mantenere la vittoria, il vero focus del team Invicta era quello di mantenere il secondo posto sul rivale per il titolo iridato, Isack Hadjar, distante circa 4,5 secondi. Il francese della Campos è però riuscito a restare entro i cinque secondi, guadagnando così la seconda posizione, il che gli ha dato la possibilità di guadagnare altri punti sul rivale.

Chiude al quart posto Oliver Goethe davanti a un ottimo Dino Beganovic, autore anche di qualche bel duello durante la corsa per quello che è stato un debutto complessivamente convincente. Sesto Christian Mansell davanti ad Amaury Cordeel, John Bennett, Zane Maloney (alla sua ultima gara in F2 prima del debutto in Formula E in Brasile) e Ritomo Miyata.

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