Correa, sogni e passione: "Ho perso 6 cm di osso, ma tornerò!"

L'ecuadoregno americano ha parlato per la prima volta dell'incidente di Spa in una lunga intervista rilasciata ad una radio argentina nella quale spiega le dinamiche del botto e del recupero che sta affrontando.

Correa, sogni e passione: "Ho perso 6 cm di osso, ma tornerò!"

Juan Manuel Correa ha rilasciato per la prima volta una lunga intervista parlando dell'incidente avvenuto in agosto a Spa-Francorchamps, dove perse la vita Anthoine Hubert.

L'ecuadoregno-americano è stato contattato da Mundo Sport, trasmissione radio Argentina, alla quale ha rilasciato un lungo racconto dell'accaduto e, soprattutto, delle attuali condizioni fisiche che lo vedono affrontare il percorso di recupero nella sua casa di Miami.

“I dottori mi hanno praticamente ricostruito la gamba destra, mentre la sinistra ha avuto lesioni molto minori, tant'è che è bastato un solo intervento chirurgico. Il processo durerà un anno, dovrò fare altre operazioni e poi iniziare il recupero e la riabilitazione. Purtroppo è molto probabile che non riuscirò a riprendermi completamente per quanto riguarda la gamba destra, ma lotterò per poter nuovamente pigiare un acceleratore".

“Nella parte inferiore della tibia ho perso 6cm di osso, ma grazie ad un dispositivo speciale ora sta ricrescendo. Si tratta di quelle placche di metallo che si vedono spesso in giro, permettono all'osso di ricrescere di un millimetro al giorno. Il 23 dicembre avrò un altro intervento, cioè quando l'osso avrà raggiunto il piede, dopo di che dovrò attendere che sia abbastanza forte da poter sostenere il mio peso. Successivamente verranno rimosse anche le placche metalliche e in base al dolore e alla mobilità bisognerà valutare quali altre operazioni potrò sostenere".

"All'inizio i dottori si aspettavano che ci mettessi almeno due anni per recuperare pienamente, ma il mio corpo sta facendo tutto molto più velocemente e le ossa si stanno rigenerando molto più velocemente del normale. Ad essere ottimisti, fra un anno circa avrò un'idea del recupero che avrò fatto e di dove potrò arrivare. Essere un atleta professionale ha aiutato molto, non solo dal punto di vista osseo e corporeo, ma anche per altre cose, come l'arresto dell'attività polmonare. Sono stato in coma due settimane e se non avessi avuto una condizione fisica ottimale non sarei sopravvissuto".

Riguardo all'incidente del "Raidillon", Correa ricorda tutto lucidamente, spiegando come la sua Dallara sia finita fuori strada e contro la vettura di Hubert.

“E' strano, ma non ho mai perso conoscenza. L'impatto è stato di 70G e quando ho detto ai dottori che ero sveglio non mi volevano credere. Prima dell'incidente mi ricordo che ho tirato i muscoli e mi sono rannicchiato. Anche questo ha aiutato, dopo di che volevo uscire da solo dalla monoposto. Me lo ricordo bene, come ricordo ogni istante dell'incidente".

“Arrivato all'Eau Rouge sono passato sui detriti della macchina di Giuliano Alesi, che si sono incastrati sotto la mia alla anteriore facendomi andare dritto contro quella di Hubert. E' tutto chiarito, ho incontrato le persone della FIA ed è stata solo una gran sfortuna, una catena di eventi che ha coinvolto quattro o cinque auto. Quello che ho detto loro coincide con il resoconto che hanno. Ormai è finita e comunque ulteriori investigazioni non cambieranno quello che è successo".

“Mi sono servite alcune settimane per accettare quello che era accaduto, è difficile capire ogni cosa quando sei sotto antidolorifici in ospedale. Mi ci è voluto del tempo, ma sono uno pragmatico e ho capito che ormai non si può cambiare nulla, per cui debbo trovare il lato positivo. Ovviamente sono molto triste perché Anthoine era un buon amico. Ora sento che devo rientrare non solo per me, ma anche per lui".

La riabilitazione

Riguardo la sua riabilitazione, il pilota del Sauber Junior Team by Charouz si è detto molto determinato a rientrare per inseguire il sogno F1.

"Non farò nulla che non abbia già fatto prima, attorno a me ho le stesse persone che mi aiutano nel lavoro fisico e mentale. Sono come una famiglia. Ho un carattere forte e quando mi sono svegliato dal coma mi sono trovato davanti a due strade: stare a deprimermi a letto, oppure rialzarmi e lottare. Ho scelto la seconda, sono molto motivato dal sogno di poter ritornare in F2 e inseguire poi quello della F1".

“Ho ricevuto una marea di messaggi, sia da gente che conosco che da sconosciuti. Tutti mi hanno dato una grande spinta, specialmente nei momenti difficili. Ho incontrato Billy Monger, tornato a correre dopo quello che ha sofferto. Mi ha aiutato molto mentalmente perché ha avuto un incidente simile al mio e ho visto che si può recuperare. Ho provato a cercarlo e a congratularmi con lui per quello che è riuscito a fare. Ci siamo intesi subito, solo noi due sappiamo cosa vuol dire vivere una situazione simile".

“Mi ha molto motivato il suo atteggiamento, è un ragazzo felice e pieno di energia che in questi due mesi mi ha dato una bella carica. Ma ci sono anche piloti che non hanno vissuto cose del genere, ma comunque in grado di sostenermi parecchio. Sono molto amico di Alex Albon, ci conosciamo dal 2014 ed è venuto a Londra a trovarmi; in generale, tutto il mondo del motorsport è stato fantastico con me".

“Il mio è un incidente che ti cambia la vita, non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Quando ti trovi così vicino alla morte e sopravvivi, guardi oltre le corse. In ospedale c'erano momenti dove non ero sicuro di voler tornare a gareggiare, poi ho capito che questa è la mia passione, seppur abbia ben chiaro che ci sono altre priorità, come la salute e la famiglia. Ma la mia passione è correre. Un mio amico mi ha chiesto se questo ha spento i miei sogni di F1. Gli ho risposto che un incidente del genere non li spegne, ma ti fa scegliere se voler affrontare dei rischi per realizzarlo, oppure no. Ho deciso di continuare perché è il mio sogno".

Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Foto di: Joe Portlock / Motorsport Images

Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz e Nikita Mazepin, ART Grand Prix

Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz e Nikita Mazepin, ART Grand Prix
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Luca Ghiotto, UNI Virtuosi Racing

Luca Ghiotto, UNI Virtuosi Racing
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Foto di: FIA Formula 2

Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Sergio Sette Camara, DAMS, Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

Sergio Sette Camara, DAMS, Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz
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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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Juan Manuel Correa, Sauber Junior Team by Charouz

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