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F2 2021: conferme e sorprese dopo i test in Bahrain

Al termine della prima sessione di test pre-stagionali andata in scena in Bahrain sono emersi nomi di Shwartzman, Vips e Lundgaard quali protagonisti per la lotta al titolo, ma due rookie potrebbero portare scompiglio...

F2 2021: conferme e sorprese dopo i test in Bahrain
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Il sipario sulla stagione 2021 della Formula 2 si è alzato lunedì 8 marzo, quando i piloti della categoria sono finalmente tornati a calarsi nell’abitacolo delle proprie monoposto per disputare la tre giorni di test sul tracciato che ospiterà anche il primo round del campionato, quello del Bahrain.

Se si escludono i temponi ottenuti dai piloti dei team meno competitivi, solitamente alla ricerca delle prime pagine sui giornali e di una maggiore visibilità per attrarre sponsor, si può già capire come siano almeno tre i potenziali candidati alla corona di campione 2021: Robert Shwartzman, Juri Vips e Christian Lundgaard.

La costanza nel passo gara e la velocità sul giro secco mostrata da questi tre talenti è stata impressionante, ma alle loro spalle si sono affacciati minacciosi due rookie da tenere d’occhio in questo 2021: Liam Lawson e Théo Pourchaire. Saranno loro i protagonisti per la conquista del trofeo dedicato ad Anthoine Hubert?

Analizzando i test dei singoli piloti si può subito vedere come il più penalizzato in termini di giri complessivi sia stato Robert Shwartzman.

Il russo del Prema Racing ha praticamente perso la prima mattinata di prove dopo essere riuscito a percorre appena 7 tornate per poi accumulare 18 passaggi al pomeriggio a sessione già iniziata.

Robert Shwartzman, Prema Racing

Robert Shwartzman, Prema Racing

Photo by: Formula Motorsport Ltd

Decisamente meglio per il portacolori della FDA che nelle ultime due giornate di test è riuscito a mettere insieme un totale di 133 giri, concentrandosi soprattutto il mercoledì pomeriggio sulla simulazione gara.

Shwartzman ha mostrato una costanza nei tempi notevole, riuscendo ad entrare con facilità in top 6 negli ultimi due giorni di prove, ma ha puntato l’indice sulla gestione delle nuove mescole Pirelli ancora non ottimale.

“Il test è andato abbastanza bene. Le prestazioni in qualifica non erano male, il potenziale è lì ma dobbiamo ancora migliorare alcune cose”.

“Sono stato generalmente soddisfatto delle mie prestazioni nelle simulazioni di gara, anche se le nuove gomme dure sono molto più complicate di quelle vecchie. Abbiamo meno grip e il degrado è più difficile da controllare”. 

“Ad ogni modo siamo arrivati molto vicini al nostro limite e a mettere tutto insieme, e sappiamo dove lavorare”.

C’è da dire che i piloti hanno avuto a disposizione soltanto sei set di gomme hard e due di soft in questa tre giorni di prove ed inoltre il tracciato di Sakhir, storicamente, non è tra i più semplici in termini di gestione del degrado degli pneumatici.

Guardando al calendario della stagione, poi, dovrebbe essere proprio il round inaugurale del Bahrain, insieme a quello conclusivo di Abu Dhabi, il più critico da questo punto di vista, anche se con il nuovo format di 3 gare a weekend rischiare di gettare alle ortiche un fine settimana a causa di una errata comprensione della gestione del degrado potrebbe comportare un conto salatissimo a fine anno.

Un altro pilota che ha impressionato per la costanza nei tempi è stato Juri Vips. L’estone, reduce da un 2020 da dimenticare, avrà quest’anno la possibilità di disputare l’intera stagione in Formula 2 per cercare di impressionare Helmut Marko ed imitare lo stesso percorso compiuto da Yuki Tsunoda.

Juri Vips, Hitech GP

Juri Vips, Hitech GP

Photo by: Red Bull Content Pool

Vips ha percorso un totale di 178 giri nei tre giorni di test in Bahrain ed anche lui, così come Shwartzman, è riuscito sempre ad entrare nella top 6 girando su riferimenti cronometrici in linea con quelli del russo della Prema e del danese della ART Grand Prix.

La breve esperienza in Formula 2 della passata stagione, quando ha sostituito l’infortunato Gelael dal round di Spa-Francorchamps a quello di Sochi, ha sicuramente aiutato Juri nel trovare subito la giusta confidenza con la monoposto della Hitech Grand Prix. Adesso bisognerà vedere se il talento del vivaio Red Bull saprà anche evitare quei cali di concentrazione che nel 2019 gli sono costati la possibilità di lottare per il titolo in Formula 3 sino alla fine.

Di sicuro Vips troverà nel suo compagno di team, Liam Lawson, un pungolo per non addormentarsi sugli allori.

Liam Lawson, Hitech GP

Liam Lawson, Hitech GP

Photo by: Red Bull Content Pool

Il neozelandese, anch’egli parte del vivaio Red Bull, è emerso come uno dei piloti più veloci nella passata stagione di Formula 3, ma non è riuscito a concretizzare il grande potenziale a causa di una irruenza eccessiva che quest’anno dovrà necessariamente tenere a bada.

Nel corso dei tre giorni di test, Lawson è stato costantemente in linea con i tempi del suo compagno di squadra dimostrando così di aver trovato già un buon feeling con una monoposto sconosciuta.

160 sono stati i giri complessivi compiuti nelle tre giornate, ma è stata soprattutto la presenza fissa in top 5 ad impressionare. Potrebbe davvero essere la sorpresa della stagione?

Chi si candida ad essere un protagonista, invece, è Christian Lundgaard. Il danese della ART Grand Prix è stato l’autore del miglior tempo assoluto della tre giorni di test con il crono di 1’41’’697 ottenuto al martedì, ed anche in questo caso si è sempre posizionato nelle posizioni di vertice in due giorni su tre.

Christian Lundgaard, ART Grand Prix

Christian Lundgaard, ART Grand Prix

Photo by: Formula Motorsport Ltd

Lundgaard ha completato la bellezza di 218 giri in Bahrain cercando di perfezionare quella comprensione delle Pirelli che lo scorso anno lo ha tradito a metà stagione, ma l’elemento che lo rende uno dei potenziali candidati al titolo è il fatto di essere rimasto per il secondo anno di fila nella stessa categoria, una rarità per il danese.

"Conosco tutti nella squadra. So come lavorano, e sappiamo dove dobbiamo migliorare - questo sarà il più grande vantaggio. Conosciamo le debolezze e i punti di forza di ciascuno, e siamo pronti a lavorare su questi insieme”.

"Ho gli stessi ingegneri, gli stessi meccanici, quindi è fondamentalmente la stessa squadra e penso che sia qualcosa che possiamo trasformare in positivo".

"In generale, penso che stiamo diventando più veloci. Abbiamo imparato alcune cose interessanti, ed abbiamo capito cosa funziona e cosa no".

Ad aver positivamente impressionato in questa prima sessione di test pre-stagionali è stato anche Théo Pourcharie. Il rookie francese, già splendido protagonista nel 2020 in F3, ha percorso un totale di 226 giri dal lunedì al mercoledì ed ha sempre ottenuto prestazioni in linea con quelle del suo compagno di team Lundgaard sia con le gomme soft che con le hard.

Théo Pourchaire, ART Grand Prix

Théo Pourchaire, ART Grand Prix

Photo by: ART Grand Prix

A differenza di altri debuttanti, Pourchaire non è sembrato avere trovato particolari problemi ad adattarsi ai dischi in carbonio mostrando subito un grande feeling con una vettura che aveva avuto modo di conoscere già lo scorso anno in occasione dei due round conclusivi del campionato.

Le premesse viste in Bahrain fanno pensare che la stagione potrà essere particolarmente equilibrata, così come avvenuto nel 2020. Peccato solo che il calendario stilato dagli organizzatori non renda merito ad un parco piloti anche quest’anno di altissimo livello.

 

 

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