Antonio Giovinazzi ci racconta il suo dominio di Baku

Antonio Giovinazzi ci ha rilasciato un'intervista esclusiva in cui ha parlato del suo strepitoso fine settimana di Baku, in cui ha centrato la prima vittoria in GP2 completando il tutto con una doppietta d'autore.

Grazie a una clamorosa doppietta centrata sul nuovo tracciato cittadino di Baku, Antonio Giovinazzi ha mostrato a tutto il Paddock della GP2 di che pasta sia fatto. I due successi - i primi due della categoria, essendo lui un rookie - sono stati un concentrato di acume tattico, aggressività nei momenti più opportuni e una dimostrazione di forza in una categoria sicuramente competitiva, che spesso ha aperto le porte della Formula 1 ai suoi migliori interpreti.

Antonio, che quest'anno corre con il Prema Powerteam, ha rilasciato un'intervista esclusiva a noi di Motorsport.com. E' il personaggio del momento nel Paddock della GP2 ma anche una delle più grosse e concrete speranze italiane di poter annoverare presto un nostro connazionale nella massima serie a ruote scoperte, ma il pugliese - seppur molto contento dei recenti risultati raccolti - preferisce mantenere la testa bassa e lavorare sodo.

Antonio, innanzitutto complimenti per la grande doppietta colta nell'ultimo appuntamento GP2. Se la pole position era nell’aria dopo aver fatto segnare il secondo tempo nelle libere, la vittoria in Gara 1 ed il bis in Gara 2 a Baku sono state la ciliegina sulla torta. Sembra che tra te la pista azera sia nato subito un feeling particolare. Quando hai capito che avresti potuto cogliere la prima vittoria nella categoria e come avete preparato tu ed il team Prema questa gara per mettere in mostra una prestazione di altissimo rilievo?
“Grazie mille! È stato per noi un fantastico weekend. Niente da dire, sapevamo di poter fare molto bene perché quella di Baku è una pista nuova per tutti. Tutti siamo partiti da zero e la nostra si è rivelata un’ottima preparazione, visto che già dalle prove libere siamo stati molto forti, avendo segnato il secondo posto. Ci aspettavamo quindi di fare bene in qualifica e infatti la pole è arrivata, portandoci una carica in più. La vittoria in Gara 1, la prima per Prema Racing e per me in GP2, è stato un momento fantastico. Incredibile poi Gara 2, ultimo nel primo giro per poi andare a vincere: sicuramente con il contributo della Safety Car ma soprattutto grazie a un fantastico passo di gara, che speriamo di mantenere per continuare in questa direzione”.

E’ ormai risaputo che in una categoria come la GP2 l’esperienza conti tantissimo e per un rookie è piuttosto complicato riuscire a vincere già nella stagione del debutto. Ritieni che l’aver corso su un tracciato sconosciuto per tutti abbia giocato un ruolo importante in entrambe le vittorie ed abbia svelato i veri valori in campo?
“Quella della GP2 Series è una stagione veramente difficile e complessa, soprattutto per me che provengo dal format completamente diverso del weekend F.3. Ad aiutare noi rookie è stata la novità del circuito di Baku, comune per tutti. Ma così abbiamo dimostrato che anche noi possiamo stare davanti a vincere delle gare”.

Sia in Gara 1 che in Gara 2 hai sofferto particolarmente alla partenza. Specialmente in Gara 2 lo start ti ha fatto retrocedere in ultima posizione ma poi hai recuperato alla grandissima. Cosa non ha funzionato in entrambe le occasioni e quali accorgimenti state prendendo con il team per risolvere questo problema?
“Senza dubbio, la sola nota negativa a Baku è stata la partenza, sia in Gara 1 che in Gara 2. Perciò, nel preparare l’appuntamento al Red Bull Ring, è stato questo l’argomento chiave, sul quale abbiamo lavorato per capire come migliorare. Crediamo di aver trovato la soluzione e speriamo di poter fare molto meglio nelle prossime gare”.

Nel caos che si è scatenato in Gara 2 dopo l’elastico folle compiuto da Matsushita sei stato chirurgico nel risalire rapidamente dall’ultima posizione. Hai avuto il tempo di studiare quale varchi sfruttare per superare?
“La Safety Car è entrata in pista di frequente e, onestamente è stato molto difficile preparare il restart, perché avendo un rettilineo così lungo devi aspettarti che almeno il 90% dei piloti alle tue spalle può passarti alla prima curva. Davanti a me Matsushita ha commesso l’errore un paio di volte, mentre io guadagnavo a ogni restart, soprattutto nel secondo dove ho recuperato parecchie posizioni".

Sempre in Gara 2, hai lamentato il malfunzionamento del DRS. Nonostante ciò sei riuscito a superare Gasly con una gran manovra alla fine ed a cogliere il successo. Puoi spiegarci come hai preparato quella manovra?
"Il problema è sorto a 5 giri dal termine. Il sistema non ha funzionato ma sono riuscito a passare ugualmente Pierre all’ultimo giro. Ero più veloce di lui, che invece faticava con il degrado delle gomme al posteriore, ma come suo team mate non potevo permettermi alcun errore nei suoi confronti, per salvare il doppio risultato che per il team era molto importante. Ma nell’ultimo giro sono riuscito ugualmente nella manovra, staccando più tardi possibile. Lui ha frenato ancora più avanti e così sono riuscito a passare in uscita di curva”.

Probabilmente a molti è sfuggito, ma già in Gara 1 a Monaco avresti potuto cogliere la vittoria grazie ad una strategia estrema adottata dal team ma vanificata dai ripetuti interventi della Virtual Safety Car che ti hanno penalizzato eccessivamente. A Baku la direzione gara ha deciso di far intervenire esclusivamente la Safety Car, e questo ha evitato di influenzare negativamente lo sviluppo della corsa. Le polemiche per la vittoria di Markelov a Monaco agevolata dalla VSC si sono sprecate. Se ci fosse la possibilità di adottare delle modifiche, saresti favorevole ad applicare un sistema in stile Slow Zone come nel WEC o preferiresti che si intervenisse sempre con la safety car così da non penalizzare eccessivamente gli sforzi compiuti nel weekend?
“Effettivamente, a Montecarlo il problema con la VSC è stato molto sentito e per questo a Baku è tornata la Safety Car. La VSC ha qualcosa da migliorare e, per quanto mi riguarda, preferisco la Safety Car”.

Con la doppia vittoria a Baku sei entrato nella storia della GP2 eguagliando piloti del calibro di Hamilton, Rosberg ed Hulkenberg unici in grado di cogliere il successo in Gara 1 e Gara 2 nella stagione d’esordio. Avresti immaginato ad inizio stagione di poter scrivere una pagina così importante? Inoltre, dopo questo doppio successo il tuo nome è diventato finalmente familiare anche al grande pubblico che adesso chiede a gran voce la tua presenza in Formula 1 o almeno la possibilità di mostrare le tue qualità in un test. Puoi dire se nel paddock di Baku qualche esponente dei team della massima categoria ti ha lanciato un segnale in questo senso?
“Onestamente, sono ancora molto sorpreso dell’esito del weekend a Baku. Sono molto emozionato, nel vedermi accostato a nomi di piloti così importanti. Nel dopo gara mi sono visto circondato da tantissimi complimenti e ne sono stato felice, anche nel sentirmi così apprezzato non solo da tutto il paddock ma fin dai luoghi così lontani di casa mia. Ma subito dopo mi sono concentrato sul lavoro per continuare a fare bene in GP2. Per l’anno prossimo si vedrà”.

Il prossimo appuntamento della GP2 si disputerà al Red Bull Ring, tracciato che già conosci per aver corso in F3 Europea. Lo scorso anno, proprio sul tracciato austriaco, hai colto sia la pole che la vittoria in Gara 3. Credi che proprio la conoscenza del tracciato possa giocare a tuo favore per ripetere l’ottimo lavoro visto a Baku?
“Il Red Bull Ring è uno dei circuiti che mi piacciono di più. Lì ho conquistato la mia prima vittoria in F.3 nel 2014 e perciò lo considero un circuito amico, ma stiamo preparando il weekend di gara con la stessa cura adottata per Baku. Stavolta sarà diverso, perché incontreremo piloti che a Spielberg hanno già esperienza in GP2. Ora l’obiettivo è quello di accumulare punti pesanti in classifica”.

Con il doppio successo di Baku ti sei rilanciato prepotentemente in classifica piloti dopo un avvio di stagione decisamente sfortunato. Adesso sei terzo in graduatoria a soli otto punti dal leader Markelov. Considerato che i prossimi sei round di campionato si svolgeranno su tracciati sui quali hai già corso, e considerando anche il fatto che sino ad oggi non sembra esserci in questa stagione un pilota che stia imitando quanto fatto da Vandoorne nel 2015, facendo tutti gli scongiuri del caso, pensi che tu possa essere della partita per lottare per la Top 3?
Sì, sono terzo in classifica ma onestamente preferisco non pensarci ancora, visto che si tratta di una lunga stagione. Mi concentro solo a fare del mio meglio per portare a casa punti importanti. Dopo il mese di luglio, quando avremo corso in quattro gare molto ravvicinate si vedrà in modo più chiaro come saremo messi. D’ora in avanti correrò su circuiti già noti, grazie all’esperienza F.3. Ne faccio un punto a mio favore, per rispettare questo programma”.

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A proposito di questo articolo
Campionati FIA F2
Evento Baku
Sub-evento Domenica, post gara
Circuito Streets of Baku
Piloti Antonio Giovinazzi
Team Prema Powerteam
Articolo di tipo Intervista