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Andretti vuole entrare in F2 e F3, ma ci sono diversi ostacoli

Per quanto Andretti non si sia messa ancora in contatto con F2 e F3, non ha nascosto il proprio interesse per un ingresso nei due campionati come piano affiancato a quello per la F1. Tuttavia, sono diversi gli ostacoli per il team statunitense: i bandi per entrare avvengono ciclicamente e F2 e F3 non sembrano interessate ad espandere la griglia.

Richard Verschoor, Trident, precede Zane Maloney, Rodin Motorsport alla partenza

Nel corso dell’ultimo anno, Andretti è stata al centro dell’attenzione per il suo tentativo di espansione anche nel mondo della Formula 1. Un piano che inserisce anche nel programma che ha visto la scuderia statunitense aprire un nuovo polo europeo a Silverstone, che ospiterà anche la scuderia di Formula E.

Tuttavia, Andretti non vuole solamente puntare alla massima categoria, ma anche alla realizzazione di un progetto che dovrebbe seguire la crescita dei piloti statunitensi nelle serie propedeutiche, tra cui la Formula 2 e la Formula 3. Se la scuderia otterrà il via libera per la F1, i programmi di F3 e F2 prenderanno vita nella medesima sede, come confermato da Andretti in occasione dell’inaugurazione della nuova struttura.

"Il nostro obiettivo è quello di avere un team di Formula 2 e Formula 3 per supportare la squadra di F1, e poi forse anche un team del WEC. Vogliamo che questo sia il nostro centro per le corse europee. Quindi ci sono molti progetti interessanti in quest'area", aveva spiegato Michael Andretti circa un mese fa durante la presentazione della sede di Silverstone.

Tuttavia, è chiaro che il programma di F2 e F3, pensato anche per supportare i piloti statunitensi nel loro percorso, dovrebbe nascere solo se la scuderia riceverà l’approvazione per la Formula 1, prospetto che non sembra essere all’orizzonte in tempi brevi. Non è un caso, infatti, che Andretti non si sia ancora mossa per un’eventuale ingresso, come confermato dagli organizzatori della F2 e F3, che sono separati da quelli della F1, ma è interessante menzionare come, anche in questo caso, ci sia un processo di selezione da rispettare.

Michael Andretti

Michael Andretti

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

C’è un processo di selezione da rispettare

"Ho letto alcune cose su Andretti che dicevano di voler entrare in F2 e F3, ma non ci siamo ancora messi in contatto. Probabilmente succederà”, ha spiegato Bruno Michel durante una sessione di interviste, in attesa che i due campionati riprendano nelle prossime settimane.

"La seconda cosa è che mi è sembrato di capire che Andretti stesse valutando anche possibili programmi per la Formula 1. Cosa che, al momento, non è ancora stata decisa. Ora, se Andretti vuole entrare in F2 e F3, deve seguire lo stesso processo di tutti gli altri, perché è così che funziona".

"Abbiamo un processo di selezione ogni tre anni in entrambe le categorie. Quello per la F2 è avvenuto l'anno scorso, alla fine del 2023, quindi il prossimo sarà tra tre anni. Per la F3, il processo di selezione avverrà quest'anno. Quindi, se vogliono aderire, devono ovviamente passare attraverso il processo di selezione".

Per quanto riguarda la Formula 2, sarebbe difficile pensare ad un eventuale ingresso in tempi brevi, dato che il processo di selezione per nuove squadre è avvenuto alla fine dello scorso anno, quando Andretti stava ancora attendendo una risposta da Liberty Media in merito alla partecipazione in F1. Di fatto, quindi, nel caso volesse anticipare i tempi, l’unica soluzione sarebbe quella di acquisire un team già esistente, come fatto da Rodin con Carlin, oppure avviare una partnership, sempre con qualche squadra attualmente presente sulla griglia.

Zane Maloney, Rodin Motorsport

Zane Maloney, Rodin Motorsport

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Ben più semplice sarebbe la questione nel caso Andretti decidesse di voler partire dalle categorie più semplici, anche a livello economico, come la Formula 3, dato che il bando scatterà quest’anno.

Quando gli è stato chiesto se Andretti potrebbe essere in grado di velocizzare il processo di selezione grazie alle sue dimensioni e la sua caratura a livello internazionale, Michel ha spiegato: "Credo sia una questione di correttezza nei confronti degli altri team”.

"La maggior parte delle squadre fa parte della Formula 2 da moltissimi anni. Nelle ultime due stagioni ci sono stati alcuni cambiamenti per alcune squadre, perché la F2 e la F3 stanno diventando un business molto interessante anche per i proprietari dei team".

"Ma devo essere corretto nei confronti dei team esistenti. Certo, Andretti è un buon nome e ha un programma interessante. Non c'è un team americano in F2, quindi è un'ottima opportunità. Ma sì, dovrà seguire lo stesso processo di tutti gli altri, perché altrimenti sarebbe del tutto ingiusto nei confronti dei team esistenti".

Nikola Tsolov, ART Grand Prix guida Charlie Wurz, Jenzer Motorsport, e Martinius Stenshorne, Hitech Pulse-Eight

Nikola Tsolov, ART Grand Prix guida Charlie Wurz, Jenzer Motorsport, e Martinius Stenshorne, Hitech Pulse-Eight

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Il problema della griglia troppo ampia

Tuttavia, questo discorso si scontra con un’altra esigenza della Formula 2 e della Formula 3, ovvero contenere il numero di partecipanti. La F3 è composta da 10 squadre, ognuna delle quali gestisce tre vetture, per un totale di trenta monoposto. Michel ha dichiarato che sarebbe difficile trovare il numero adeguato di piloti per le squadre se la griglia si allargasse: inoltre, al di là della questione piloti, dato che vi sono anche altri campionati di grande interesse come la Formula Regional, vi sarebbe anche il problema di gestire così tante macchine in pista.

Più semplice sarebbe il discorso per la Formula 2, che attualmente si compone di 11 squadre, ognuna delle quali gestisce due vetture. In realtà, tempo fa, arrivò anche a toccare ben 26 monoposto totali, ma questo numero sembra ora fuori portata secondo gli organizzatori. Anche in questo caso, ci sarebbe la questione piloti, perché chiaramente i team che non hanno grandi risorse finanziarie dovrebbero trovare un modo di sostenersi a livello economico.

Inoltre, c’è anche una considerazione in merito al futuro dei piloti. Tendenzialmente sono pochi i sedili liberi in Formula 1 e, negli ultimi anni, pochi talenti di Formula 2 hanno trovato modo di salire nella massima categoria. Per questo gli organizzatori della serie cadetta non vogliono nemmeno esagerare con il numero di partecipanti in griglia, in modo che si formi una sorta di imbuto con tantissimi piloti fermi in Formula 2 in attesa di un’opportunità molto difficile da centrare.

La partenza della gara Sprint

La partenza della gara Sprint

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Di fatto, quindi, un posto sulla griglia di partenza della F2 o della F3 è tutt'altro che garantito, con Michel che ha dichiarato che l'espansione della griglia di partenza della F3 oltre le 30 vetture è "completamente fuori questione". Pur ammettendo la possibilità di aggiungere altre vetture in Formula 2, il responsabile della categoria ha aggiunto: "Al momento non sono propenso ad aumentare il numero di squadre”.

La soluzione, a meno di eventuali opportunità in futuro, sarebbe quella di legarsi con un team esistente: "Tutto ciò significa che, per tornare ad Andretti, possono cercare di fare un accordo con un team esistente o possono fare domanda. Se si candidano, c'è sempre la possibilità che un team non continui o che un team non abbia fatto un lavoro adeguato e, in questo caso, c'è la possibilità di entrare".

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