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Ferrari al lavoro sulla 296 Challenge EVO: "Pronti per un ulteriore salto"

Durante la stagione 2026 la Casa di Maranello continuerà a raccogliere informazioni per sviluppare il pacchetto di novità da introdurre sulla sua vettura monomarca, coinvolgendo anche i piloti clienti che daranno il loro contributo alla causa. E intanto si pensa ad una nuova serie da avviare tra qualche anno.

Ferrari 296 Challenge

Foto di: Ferrari Media Center

In casa Ferrari non ci si ferma mai e anche quando le cose vanno bene è doveroso guardare sempre al futuro, come gli addetti ai lavori del Challenge stanno infatti mettendo in pratica per portare aggiornamenti sulla 296.

La vettura dedicata al monomarca di Maranello era stata presentata un paio d'anni fa e oggi i modelli venduti e in attività sono numerosissimi, come confermano anche le grandi presenze nelle varie serie dedicate.

Ma al Mugello, in occasione delle Finali Mondiali 2025, la conferenza stampa tenuta da Andrea Mladosic per parlare dell'evento e dei campionati del Cavallino Rampante, è stata anche l'occasione ghiotta per capire come procedono i lavori riguardo appunto alle novità previste per il futuro.

"La 296 Challenge è sicuramente una vettura di successo e graditissima dai clienti, ha dato il via ad un salto generazionale rispetto al modello precedente perché facile da guidare e dalle straordinarie prestazioni e clamorose, anche grazie alla libertà di espressione e all'assenza di restrizioni regolamentari", ha detto il Capo del Ferrari Challenge ai giornalisti presenti, tra cui Motorsport.com.

"Per una versione EVO diciamo che i tempi sono ormai maturi ed imminenti, ne riparleremo alle prossime Finali Mondiali per tutti i dettagli. Chiaramente abbiamo un rapporto continuo e costante sui nostri piloti gentlemen, sui quali la serie è focalizzata, oltre naturalmente ad accogliere sia professionisti che di livello PRO/AM".

"Lo scambio di impressioni e informazioni è costante, alcuni di questi hanno parlato con i nostri tecnici. Dobbiamo considerare che i modello EVO sono un lavoro di affinamento generale, andando a migliorare quegli aspetti che i clienti ci domandano".

"Per questo li coinvolgiamo, oltre oviamente a contare su una bella formazione di piloti ufficiali dedicati allo sviluppo. Comunque la 296 Challenge attuale è una ottima base, con la EVO faremo un ulteriore salto".

Nel corso della passata settimana è stato lanciato anche il nuovissimo Ferrari Challenge Middle East, che va ad aggiungersi alle due serie più 'anziane' del lotto, Europa e North America, e alle più recenti United Kingdom, Japan e Australasia.

Ma per il futuro potrebbe arrivare anche la settima perla di questo incredibile panorama di campionati ferraristi, anche se tutte le valutazioni sono in corso d'opera.

"Abbiamo lanciato la serie Middle East, che è una evoluzione di quella che negli ultimi anni era la Winter Series disputata tra dicembre e febbraio. La richiesta c'è e il mercato lo richiedeva, con tanti piloti e team che volevano gareggiare con noi".

"Abbiamo ancora qualche idea, ma è il naturale completamento di quello che è il nostro panorama di campionati regionali. Siamo a 250 clienti-piloti attivi nei vari Ferrari Challenge, quindi ci aspettiamo che ci sia una ulteriore crescita".

"Attualmente abbiamo tre serie concentrate nell'area asiatica, che vanno a compensare quel campionato Asia Pacific fermato dal Covid e che diventava difficile far ripartire coi vari protocolli. Oggi siamo contenti di quello che stiamo facendo, c'è un paese che teniamo d'occhio e forse fra un paio d'anni si potrà parlarne, ma per ora ci fermiamo".

Su questo punto è intervenuto anche Antonello Coletta, che in quanto Capo di Corse Clienti ha voluto ribadire che ogni cosa verrà valutata a tempo debito.

"Per ora ci concentriamo sul Middle East e quando si parte con un campionato nuovo come questo è necessario pensarci e valutarlo molto tempo prima di avviarlo. Siamo sempre molto prudenti, sono dell'idea che se si parte, poi non si torna più indietro".

"Non possiamo rischiare di non avere successo o che possa vivere coi numeri necessari per far sì che la serie sia di rilievo. Ma è altresì vero che non stiamo fermi e guardiamo sempre al futuro; il Middle East era nei nostri pensieri da tempo, oggi i tempi sono maturi, mentre per il futuro stiamo già iniziando a studiare qualcosa".

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