Wolff: "Troppi 25 GP per i team, i motori resteranno ibridi"
Il direttore di Mercedes Motorsport, dopo l'analisi sulle dinamiche all'interno del team della Stella, apre l'orizzonte: è incuriosito della F.E, promuove Liberty Media, ma auspica un aumento degli introiti e non un taglio alle squadre più ricche.
Toto Wolff oltre ad avere una lucida visione su come si conduce una squadra campione del mondo di F.1 per tre anni di fila, è un personaggio che contribuisce in maniera fattiva allo sviluppo del Circus. In questa seconda parte dell'intervista con Motorsport.com emerge di più il manager, rispetto al team principal.
La Formula 1 sta vivendo un buon momento?
“Penso che sia in un momento interessante. Si è lavorato senza lasciare nulla di intentato. Abbiamo una generazione di vetture che trasmette emozioni, con l'unico punto di domanda legato ai sorpassi. Vedremo come andrà nel prossimo paio di gare e se ci sarà bisogno di intervenire penso che saremo tutti disponibili a discutere. Ma in generale penso che sia in un momento interessante”.
Ha destato curiosità il vostro interesse per la Formula E…
“Credo che gli organizzatori abbiano fatto davvero un buon lavoro. Non è facile creare una nuova serie e farla crescere, ed è quello che hanno fatto al meglio negli ultimi due anni. Hanno puntato su una tecnologia innovativa concretizzando grandi collaborazioni".
"La tecnologia elettrica è di grande interesse, e nei prossimi anni sapremo se sarà possibile combinare il tutto con le corse automobilistiche. E’ un contesto a cui guardiamo con interesse per farci un'opinione precisa in merito”.
Credi che la Formula 1 debba mantenere un legame rilevante con la produzione di serie?
“La bella iniziativa voluta da Jean Todt è stata quella di far sedere intorno ad un tavolo tutti i Costruttori di motori, non limitandoci solo alla presenza dei Costruttori di motori già in Formula 1. Abbiamo bisogno di imparare la lezione dagli errori che abbiamo fatto in passato e discutere di sviluppo a lungo termine. Se si guarda il formato attuale della power unit, vediamo una tecnologia molto interessante ed un trasferimento bidirezionale con la tecnologia di serie”.
“Non possiamo ignorare che il mondo intero sta andando verso l’ibrido, e non solo per ragioni di marketing. Noi stiamo ottenendo più potenza dalla parte ibrida che da quella a combustione, quindi se dobbiamo guardare al futuro non possiamo ignorare queste componenti tecnologiche. Ma senza dimenticare che dobbiamo fornire uno spettacolo agli appassionati di corse, considerando anche il sound dei motori, aspetto che non è stato valutato in modo attento nell’attuale ciclo tecnico. Ci sono tanti aspetti che valuteremo per definire il motore 2020”.
Come sta procedendo il rapporto con i rappresentanti di Liberty Media?
“Bene. Pongono domande, e sono le domande giuste. Ci hanno mostrato una buona prospettiva di ciò che hanno in programma, una presentazione molto trasparente da parte di Shaun, Chase e Ross, con un sacco di aspetti interessanti. E finora tutto sta andando in una buona direzione”.
Siete disposti a valutate una distribuzione più equa dei proventi destinati alle squadre?
“Piuttosto che discutere di come dividere le fette, credo che sia necessario lavorare per aumentare le dimensioni della torta. E’ nella natura di qualsiasi sport avere squadre con più risorse di altre, perché ci sono grandi organizzazione e team privati: i punti di partenza sono completamente diversi, e quindi anche la capacità di generare reddito sarà diversa. Ci sarà sempre disuguaglianza per la natura stessa dei progetti”.
Intanto però anche il margine in pista tra i top-team ed il resto del gruppo sembra essere aumentato di parecchio…
“Abbiamo visto Red Bull, Ferrari, Mercedes sullo stesso piano. Penso che la Renault, McLaren, Williams non saranno lontano, un po' come è stato in passato. Non vedo grandi differenze, e alcuni che sono più indietro del previsto recupereranno in futuro. McLaren è un nome top anche se non è probabilmente nel suo miglior momento, ma il rapporto con la Honda, se insisteranno, di sicuro è destinato a riportare il team al vertice. Non sempre sono rose e fiori ed è necessario accettarlo”.
Si è parlato di un calendario di 25 gare: è realistico?
“Se garantisce un profitto maggiore ad ogni squadra è qualcosa di cui si può discutere. Ma avrebbe sicuramente delle conseguenze sulla struttura dei team, perché il personale che abbiamo oggi non può affrontare 25 Gran Premi, è troppo. E credo lo sarebbe per tutti gli addetti ai lavori, quindi bisogna prestare attenzione. Poi c’è anche un aspetto legato all’esclusività. Credo che non dobbiamo sovraccaricare i nostri tifosi con troppe gare. Non si può avere un Super Bowl ogni mese, perché non sarebbe il Super Bowl. Mi piace guardare lo sci in occasione dei giochi Olimpici, ma nel corso di una lunga stagione si perde interesse ed è un umano che sia cosi”.
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