Webber: "La F.1 deve concedere più tempo all'Halo"

L'ex pilota di Formula 1, Mark Webber non se la sente di bocciare la nuova protezione della testa sperimentata dalla Ferrari nei test di Barcellona: l'australiano ritiene che la sicurezza viene davanti a tutto.

Mark Webber, campione del mondo Endurance con la Porsche, ex pilota di Formula 1 che sarà fra gli esperti di Channel 4 nel commentare il mondiale 2016, pensa che sia sbagliato esprimere le proprie opinioni sull’Halo, perché la nuova protezione per la testa ha bisogno ancora di un lavoro si sviluppo.

La prima apparizione pubblica dell’Halo è avvenuta nei test pre campionato che si svolti a Barcellona la scorsa settimana sulla Ferrari SF16-H. La Rossa ha effettuato solo un installation lap con Kimi Raikkonen al giovedì e con Sebastian Vettel al venerdì. La soluzione ha subito scatenato le discussioni del paddock con alcuni piloti che appoggiano l'idea e altri che la criticano.

Lewis Hamilton è stato fra i più duri contestatori: l’inglese si è spinto fino a definire l’Halo come la peggiore soluzione che si è vista nella storia della F.1.

L’australiano Webber, alla presentazione dello staff di Channel 4, non si è stupito che il gruppo dei piloti si sia diviso in due blocchi…

"Sono divisi al 50%, vero? E la cosa non mi sorprende - ha risposto Mark a Motorsport.com - abbiamo appena vissuto un periodo davvero difficile con brutti incidenti che sono finiti tragicamente. Quindi non possiamo stare con le mani in mano, ma dobbiamo trarre un insegnamento da questi drammi”.

"Con l'Halo c’è un primo tentativo per cercare di proteggere meglio la testa del pilota. Dobbiamo domandarci se sarebbe servito a evitare delle tragedie”.

"Poteva proteggere Felipe dalla molla che lo ha colpito in Ungheria? Chi lo può escludere? E il passo successivo sarà finalmente un abitacolo completamente chiuso? Potrebbe anche essere. Ma credo che i piloti andranno sempre divisi su questo argomento".

La sicurezza prima di tutto

Webber, che è stato fra i piloti che hanno portato la bara di Justin Wilson al funerale, sostiene che la sicurezza deve venire prima di qualsiasi divisione nel dibattito, perché arriveranno altre idee che cercheranno una soluzione del problema nel breve termine.

"Sono un purista - ha detto - se si guarda ai motociclisti, è facile pensare che non capiscano cosa stiamo facendo. Ma alla resa dei conti bisogna guardare al futuro”.

"Ho portato la bara di Justin Wilson, e non voglio che ciò accada ancora, ma ... capisco cosa possa significare avere l’Halo all’Eau Rouge: parlo a ragion veduta perché nei Prototipi la visuale è molto critica in certe angolazioni”.

"Credo che la situazione sia in evoluzione. L’Halo evidentemente è un tema caldo. Penso che si potranno fare dei passi in avanti anche dal punto di vista estetico. Magari si penserà una soluzione a metà strada, anche se trovare un equilibrio sarà difficile".

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