Vettel: "Voglio vincere per chiudere bene. E per il 2019 serve un pacchetto più forte"

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Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
22 nov 2018, 17:12

Il tedesco insegue il successo ad Abu Dhabi pensando al 2019: "Alla fine è una questione di performance: quest’anno in certe occasioni ci è mancata la velocità. Stiamo lavorando duramente in vista del prossimo anno, le motivazioni per compiere l’ultimo passo ci sono tutte”.

Sebastian Vettel, Ferrari, durante la conferenza stampa
Sebastian Vettel, Ferrari e Kimi Raikkonen, Ferrari, nella foto di gruppo del team Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari, e Kimi Raikkonen, Ferrari, durante la conferenza stampa
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, in griglia di partenza
Sebastian Vettel, Ferrari ed Esteban Ocon, Racing Point Force India
Sebastian Vettel, Ferrari, viene spinto in griglia di partenza
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H pit stop
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari, nella drivers parade

Un occhio guarda al weekend, un altro va oltre e scruta già il 2019. C’è aria di ultimo giorno di scuola ad Abu Dhabi, e Sebastian Vettel spera in un colpaccio per mettere l’ultimo sigillo su un Mondiale vissuto con tutte le tipologie di pressione come compagne di viaggio.

Prima l’esaltazione, poi lo stress ed infine la delusione. Lo sguardo, però, inizia a puntare lontano, e le domande dell’ultima conferenza stampa dell’anno si dividono tra i quesiti di tappa e quella che mirano già ai temi 2019. Un futuro che sembra lontanissimo, ma che sarà anticipato già la prossima settimana da un piccolo ma significativo antipasto della stagione che sarà.

Seb, quanto è importante finire il 2018 con un gran risultato?
“Penso che sia ciò che tutti cercheranno di fare, e sicuramente dopo una stagione tra alti e bassi, sono convinto che sarebbe un bel finale concludere in alto. Vorrei vincere ad Abu Dhabi".

Guardando oltre, cosa credi debba fare la Ferrari per candidarsi al titolo 2019?
“Penso che abbiamo bisogno di un pacchetto più forte. Ovviamente già in questa stagione abbiamo vissuto dei momenti in cui ci siamo confermati molto competitivi, gare in cui abbiamo lottato per vincere ed abbiamo vinto. Ma ci sono stati anche Gran Premi in cui non siano stati in grado di ambire alle primissime posizioni, perché non eravamo abbastanza veloci".

"Alla fine è una questione di performance, e quest’anno in certe occasioni ci è mancata la velocità. Stiamo lavorando duramente in vista del prossimo anno, le motivazioni per compiere l’ultimo passo ci sono tutte”.

Cosa pensi in merito a quanto accaduto tra Esteban e Max in Brasile?
“Non lo so, anzi, ho un'opinione ma non sono sicuro di dover dire quello che penso”.

Qualcosa però potresti dire…
“Penso che alla fine abbiamo emozioni, siamo esseri umani, e le emozioni vanno in entrambe le direzioni. Siamo colmi di gioia quando succede qualcosa di bello, e viviamo sensazioni opposte quando le cose non vanno come speravamo. Siamo qui per lottare nella speranza di riuscire ad ottenere qualcosa che per noi piloti vuol dire tutto, non so quanto significhi per la maggior parte delle persone che ci guardano, perché capisco che venga percepito come uno spettacolo".

"Per noi è un lavoro, ma non solo: è la nostra vita, abbiamo iniziato a correre quando eravamo bambini in go-kart e riuscire un giorno a guidare una monoposto di Formula 1 era un sogno pazzesco. Quando lo realizzi inizi a lottare per vincere, e capisci che c’è tanto in palio, e questo spiega le emozioni che vivi in ogni situazione. Molte di queste sono comuni a tutti gli sport, e saranno sempre così”.

Tornando al 2019, ti aspetti di avere più pressione avendo Charles Leclerc come vicino di box?
“In questi anni penso di aver provato a battere Kimi, e Kimi ha cercato di battermi. Ma di base provi a vincere, e se ci riesci sai che hai battuto anche il tuo compagno di squadra, e questo aspetto non cambia mai. Ovviamente Charles è diverso da Kimi, quindi vedremo come sarà, ma penso che sia un bravo ragazzo".

"Una cosa che ho apprezzato molto negli ultimi quattro anni è stato il rispetto che c’è sempre stato tra me e Kimi, non abbiamo mai dovuto affrontare caz...te tra noi, e questo credo abbia reso molto più facile il lavoro di gruppo. Non mi aspetto nulla di diverso da Charles in questa direzione, penso sia un bravo ragazzo e la squadra lo conosce già molto bene essendo cresciuto nella Ferrari Driver Academy”.

Puoi dirci qualcosa che ti mancherà di Kimi?
“Il suo silenzio!”

Kimi: “Anche i meeting molto brevi, dai…”
“Si, Esattamente!”

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