Vettel in pole in Germania: è ufficialmente chiusa l'era del "bottone magico" Mercedes

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Vettel in pole in Germania: è ufficialmente chiusa l'era del
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
21 lug 2018, 17:42

La massima sovralimentazione del motore Mercedes non è bastata a Valtteri Bottas per contrastare la partenza al palo della Ferrari. Per Toto Wolff a Maranello hanno trovato qualcosa per far crescere la potenza.

Il poleman Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia nel parco chiuso
Il poleman Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia nel parco chiuso
Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia la pole position
Il poleman Sebastian Vettel, Ferrari, parla con Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1
Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1, Sebastian Vettel, Ferrari e Kimi Raikkonen, Ferrari, nella conferenza stampa
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, torna ai box sul retro di uno scooter
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1, torna ai box durante le qualifiche
La monoposto di Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 W09 viene riportata ai box
Toto Wolff, Direttore del Motorsport, Mercedes AMG F1

Al termine delle qualifiche disputate oggi ad Hockenheim possiamo dichiarare ufficialmente conclusa la storia (gloriosa) del celebre ‘bottone magico’ della Mercedes.

Il weekend della gara di casa del team campione del Mondo doveva essere quello della riscossa, ad iniziare ovviamente dall’exploit in qualifica, come ai vecchi tempi: un 1-2 in qualifica con cui ipotecare la gara di domani.

Ma dopo quattro anni in cui la mappatura più estrema della power unit Mercedes annichiliva la concorrenza, il ciclo si è concluso. Arriveranno ancora pole position di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, ma non diventerà scontato vedere le due Mercedes abbassare di colpo i parziali tra la Q1 e la Q3 facendo il vuoto.

Ad aver cambiato uno scenario che sarà stato entusiasmante per i tifosi del team campione del mondo, ma anche noioso per altri appassionati vista la ripetitività dei verdetti, è stata la Ferrari, che ha completato un recupero sul fronte motoristico tutt’altro che semplice.

Giusto per restare sulla pista di Hockenheim, nel 2014 (prima stagione delle power unit ibride) la pole era andata a Nico Rosberg, con la prima Ferrari di Fernando Alonso a 1”109 e la seconda con Kimi Raikkonen che non era passata al taglio della Q2. Un abisso, legato alla falsa partenza di Maranello nell’era della power unit, ma dopo una rincorsa decisamente in salita (iniziata con un corposo avvicinamento nel 2017) ora il divario è stato colmato.

La quinta pole position stagionale di Sebastian Vettel è arrivata senza l’annunciato testa a testa con Lewis Hamilton, che ha clamorosamente abbandonato la sua monoposto a bordo pista nel corso della Q1. Seb ha dovuto regolare la Mercedes di Bottas, e c’è riuscito con un margine di due decimi.

La domanda rimasta senza risposta è scontata: cosa sarebbe riuscito a fare Hamilton? È lecito pensare che Lewis ci avrebbe messo qualcosa in più di Bottas, ma è anche vero che la pole di Vettel è arrivata al termine di un giro non proprio perfetto, a conferma che in caso di necessità qualcosa in più forse Seb (che ha perso due decimi nel terzo settore nel confronto di Bottas) avrebbe potuto tirare fuori. Nel gioco delle ipotesi, anche Hamilton avrebbe comunque dovuto sudare, e parliamo comunque di centesimi, come abbiamo già visto due settimane fa a Silverstone.

Le cattive notizie per la Mercedes non si sono limitate ad una performance sul giro secco non più leader assoluta, perché il fronte affidabilità inizia a preoccupare. A bloccare Hamilton è stato un problema al sistema idraulico che ha bloccato l'idroguida e poi l’intero sistema della monoposto, bloccando il cambio in quarta marcia: un guasto identico a quello che ha costretto al ritiro Valtteri Bottas nel Gran Premio d’Austria.

È una Mercedes in piena corsa per tutti i traguardi stagionali, ma che allo stesso tempo sta confermando i limiti di chi per la prima volta dal 2014 è costretto a dare il cento per cento su tutti i fronti. Non ci sono più margini, ed il confronto tra la W09 e la SF71H sarà sul filo del centesimo, sfruttando tutto il possibile. E quando si spreme al massimo, il rischio di imprevisti aumenta esponenzialmente.

“È stata una sessione di qualifiche dura per noi oggi – ha commentato Toto Wolff – da quello che abbiamo visto nei nostri dati, c’è stato un guasto idraulico che ha compromesso il funzionamento del servosterzo, ed è stato allora che abbiamo visto l'auto rimbalzare nelle immagini televisive".

"È un problema che abbiamo nelle piste ad alto carico in cui si sale molto sui cordoli, e qualcosa su cui dobbiamo investigare a fondo ed arrivare presto ad una soluzione. Valtteri ha fatto un mega ultimo giro che lo ha messo in pole provvisoria grazie ad un ottimo terzo settore, ma Sebastian e la Ferrari oggi erano un po' più forti di noi, soprattutto nel settore centrale. È chiaro che nelle ultime gare hanno trovato qualcosa per fare un passo avanti sul fronte della potenza, ora sta a noi recuperare il terreno perso”.

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