Vettel: "Il mio primo avversario non è Hamilton, sono io stesso, ma abbiamo una gran macchina!"

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Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
13 set 2018, 13:39

Il tedesco è convinto che il cammino mondiale della Ferrari non sia in mano a Lewis, ma il risultato finale possa dipendere dalle sue capacità e dal potenziale superiore della Rossa. Ammette di aver fatto un grave errore in Germania, ma ora preferisce guardare avanti.

Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, Kimi Raikkonen, Ferrari and Sebastian Vettel, Ferrari on the grid
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, Max Verstappen, Red Bull Racing RB14 Tag Heuer, and the rest of the field at the start of the race
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H facing the wrong way after making contact with Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 while Lance Stroll, Williams FW41, Sergey Sirotkin, Williams FW41
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Charles Leclerc, Sauber
Sebastian Vettel, Ferrari

È un Sebastian Vettel molto analitico e trasparente, quello che ha aperto il weekend di Singapore. Confermando che Monza è ormai un lontano ricordo, il tedesco non si è nascosto dietro risposte eccessivamente diplomatiche. Seb ha spiegato il risultato della sua analisi post Gran Premio d’Italia, sottolineando che il suo primo avversario è  sé stesso, così come il primo avversario della Ferrari è, secondo Seb, la squadra stessa.

È un atto di fiducia, ovvero c’è tutto per vincere con le proprie forze, senza sperare in passi falsi altrui. Quei passi falsi che né Vettel, né la Ferrari possono più permettersi, perché il -30 in classifica (a sette gare dalla fine della stagione) inizia a diventare un numero importante.

Più ci si avvicina ad Abu Dhabi e più la lente d’ingrandimento ingigantisce vantaggi e svantaggi. Serve arrivare quanto prima alla singola cifra, e secondo Seb c’è tutto quello che serve per poterlo fare, a patto di saper sfruttare al meglio ciò che si ha a disposizione.

Cosa cambia per te l’arrivo nel team di Charles? Sei felice di dargli il benvenuto?
“Sì, ovviamente è sempre un cambiamento quando arriva un nuovo pilota nel team, ma ad essere sinceri in questo momento non cambia nulla, sono più concentrato sulle prossime gare da affrontare piuttosto che sul prossimo anno. Indubbiamente è una grande opportunità per lui, è da diverso tempo nel programma junior della squadra, quindi è bello vedere che abbia completato un bel percorso. È un bravo ragazzo e spero che si integri bene. Sono sicuro che tutti gli daranno una mano”.

È stato molto commentato l’aiuto che Bottas ha garantito a Lewis nel GP di Monza. Credi che gli ordini di squadra saranno un aspetto cruciale nella parte finale di stagione?
“È difficile da prevedere, perché dipende sempre dallo svolgimento delle gare. Tutti i team sono liberi di fare come pensano sia meglio, quello che hanno fatto a Monza (riferimento alla Mercedes) non è la prima volta che lo abbiamo visto fare, anche lo scorso anno abbiamo assistito ad un episodio simile, quindi non è stata una sorpresa. Ma ovviamente la cosa non mi ha coinvolto direttamente perché ero nelle posizioni retrostanti”.

Mancano ancora sette gare alla fine del Mondiale, ma questa in particolare sembra essere quella che si sposa meglio con la vostra monoposto. Senti la pressione di dover vincere?
“Non lo so, vedremo. Alla fine della stagione si sommano tutti i tuoi punti conquistati e a posteriori capisci quali erano le gare in cui c’era potenziale per vincere e quali no. Non possiamo cambiare ciò che è stato, ma possiamo cambiare ciò che ci aspetta, quindi al momento siamo totalmente focalizzati sulla gara che ci aspetti qui a Singapore, e se saremo in grado di vincere, proveremo ovviamente a farlo, è ciò che vogliamo”.

Kimi è stato finora il tuo migliore compagno di squadra?
"Sì. Assolutamente. Ci sono cose che si possono esprimere in numeri, in risultati, altre invece no. La cosa più importante con il proprio compagno di squadra è il rispetto che si ha reciprocamente. Non ci sono state ‘cazzate’ tra noi, sin dall’inizio, e credo che sarà così fino alla fine. Come ho detto è una grande occasione per Charles, ma sono anche triste nel pensare che Kimi non sarà più nel box. Andiamo molto d'accordo e ci rispettiamo”.

Hai ripensato ai punti persi a Monza?
“Sono ovviamente deluso. Se inizi una gara partendo dalla prima fila e dopo un paio di curve ti ritrovi nei problemi non è una buona notizia. Dopo quanto è accaduto è stato comunque positivo essere tornato in zona punti, ma ovviamente la delusione è stata molta. Poi realizzi che non puoi far nulla per cambiare quanto accaduto, non ha molto senso continuare a ripensare all’accaduto, ma al contrario è giusto investire tutte le energie per preparare al meglio questo weekend”.

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Pensi che nella tua attuale situazione non possa più permetterti di perdere alcun punto?
“Credo che il mio più grande nemico sia me stesso, abbiamo una grande macchina, ed abbiamo tutte le possibilità far bene. Lewis è il leader in questo momento, è lui il più avanti e lui è il pilota da battere, ma penso che abbiamo tutte le possibilità per giocarci le nostre chance. Abbiamo ancora ottime possibilità di far bene, e come ho detto, saremo noi il nostro primo nemico e non lui, inteso come pilota, o loro come squadra. Dobbiamo prenderci cura di noi stessi, e se lo facciamo al meglio, abbiamo buone possibilità di fare bene e di vincere le gare che restano in calendario”.

Hai commesso errori nelle gare di Baku, Paul Ricard, Hockenheim e Monza. Sei insoddisfatto del lavoro svolto in queste quattro gare?
“Ovviamente non sono contento, ma se penso al giorno e al momento in cui è stato commesso un errore è una storia diversa. Penso che sia normale quando si disputano molte gare che qualcosa non vada nel verso giusto, c’è sempre qualcosa che avresti potuto fare in modo differente, in modo migliore".

"Ci sono anche altre gare in cui non avremmo dovuto fare molto bene ed invece abbiamo ottenuto ottimi risultati. Di sicuro la gara peggiore è stata il GP di Germania. Ora la cosa più importante è che so cosa è successo, e posso spiegarlo, poi ognuno è libero di avere le proprie opinioni su quello che è accaduto. Avrei voluto vincere in Germania, ma non voglio concentrarmi su cosa avrebbe potuto essere ed invece non è stato”.

Charles ci ha detto che non ha ricevuto messaggi di congratulazioni da te. È perché non hai il suo numero?
“Corretto, non ho il suo numero. Ma in questi ultimi giorni sono certo che sia stato molto impegnato, e se riuscirò a vederlo in questo weekend, sono sicuro che troverò le parole giuste. E poi avremo abbastanza tempo da passare insieme per poterci scambiare i nostri numeri di telefono”.

Credo che non ci siano controindicazioni nell’arrivare in Ferrari così giovane?
“Se sei veloce e hai talento, l'età non conta. Puoi essere veloce anche quando sulla carta sei ‘vecchio’, penso che Kimi sia l'esempio migliore in questo senso. Charles merita di essere in F1 ed è fantastico che abbia l’opportunità di correre in una grande squadra: faremo del nostro meglio per dargli il benvenuto, e vogliamo lavorare insieme come una squadra. Ma per ora non è così importante, lo sarà il prossimo anno”.

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