Vettel: "Dobbiamo mettere sotto pressione la Mercedes qui e ad Abu Dhabi"

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Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
08 nov 2018, 15:41

Appena arrivato ad Interlagos, il pilota della Ferrari ha dribblato le domande sul 2019: vuole rimanere concentrato sulle ultime due gare del 2018 e fare tutto il possibile per provare a rubare ai rivali della Mercedes almeno il titolo Costruttori con quello piloti già di Hamilton.

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari e Roberto Chinchero, Motorsport.com
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Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
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Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H

Dopo la trasferta Usa-Messico, Sebastian Vettel non è rientrato in Europa, restando in America. Un modo per staccare la spina, dopo una stagione intensa che si avvia al termine nelle due settimane che includono i Gran Premi di Brasile ed Abu Dhabi. "È stato piacevole allontanarsi un po' – ha chiarito Seb – un modo per preparare al meglio le ultime due gare che ci attendono, e devo dire che adesso non vedo l’ora di tornare in pista. Ma non è ancora il momento per fare le valutazioni finali sul Mondiale, lo faremo dopo Abu Dhabi".

Credi che sarà importante riuscire a tornare al successo in queste ultime due tappe del Mondiale?
"Sì, certo, mi sarebbe piaciuto vincere anche prima, ma proveremo a farlo qui e ad Abu Dhabi. Se fosse stato semplice non ci saremmo mai fatti mancare una vittoria, ma le ultime gare sono state migliori in termini di ritmo, quindi speriamo di confermarci anche qui a Interlagos".

Hamilton si è laureato campione in Messico, come nel 2017. Questa stagione è sembrata un po' copia/incolla dello scorso anno, e dodici mesi fa rispondesti subito con una vittoria qui a Interlagos…
"Non posso sapere se questo weekend vinceremo oppure no. Ci concentreremo per riuscirci, e non dimentichiamo che abbiamo l’obiettivo di provare a far nostro il Mondiale Costruttori. Quindi sarà importante strappare più punti possibili alla Mercedes".

Si è parlato molto di statistiche dopo il quinto titolo Mondiale di Hamilton. Credi che sia tu che Lewis potrete provare ad avvicinarvi ancora di più alle cifre record della carriera di Schumacher?
"È difficile rispondere, come è difficile accostare il presente con il passato. Si può confrontare, ma in questo sport ogni periodo fa storia a sé. Forse fare dei paragoni con il periodo di Michael ci può stare, ma andare più indietro è difficile. Non so cosa accadrà nei prossimi anni, quanto saremo competitivi noi e quanto lo sarà Lewis, è impossibile prevederlo, ma continuo a pensare che i numeri di Michael siano ancora abbastanza lontani".

Avrete qualcosa di nuovo sulla monoposto questo weekend?
"No".

È ancora intatta la motivazione che serve per riprovare l’assalto alla Mercedes nel 2019? 
"Abbiamo ancora due gare da disputare, e ora dobbiamo pensare a fare il meglio che possiamo in questo finale di stagione, poi penseremo al futuro. Al momento conta questo, e come ho detto, c’è ancora un titolo Mondiale in ballo, quindi dobbiamo essere competitivi questo weekend e ad Abu Dhabi per cercare di mettere la Mercedes sotto pressione. Qui a Interlagos c’è sempre qualcosa di magico, sono accadute tante cose in passato, e vedremo cosa accadrà questo weekend. La variabile meteo è sempre in agguato, mi aspetto un fine settimana impegnativo ma anche molto aperto".

Cosa avete imparato, come team, dal calo di forma che avete avuto durante questa stagione?
"È una buona domanda. Lungo il percorso qualcosa non ha funzionato come ci aspettavamo, e dobbiamo far tesoro di questa esperienza e capire cosa è successo. Lo sviluppo (della monoposto) non è andato nella giusta direzione, ci siamo persi qualcosa per strada, e non credo che ci sia stato un errore di base. Dobbiamo scoprire cosa non ha funzionato e assicurarci che non accada di nuovo. È semplice da dire, ma molto meno semplice da scovare e capire".

In Messico hai perso matematicamente il Mondiale, ma hai reso onore ai tuoi avversari. Credi che sia stato apprezzato dal pubblico?
"Forse, non lo so, non seguo i commenti. Ovviamente non scopro nulla nel dire che non è bello perdere, ma se succede trovo che sia giusto rispettare gli avversari, fa parte dello sport. Nella vita ci sono cose più importanti di ciò che facciamo, ma per noi queste sono sfide importanti perché fanno parte delle nostre vite. Credo che sia normale avere rispetto per un avversario che è stato migliore".

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