Vettel: ci sarà lunedì 3 luglio il processo della FIA. Ecco cosa rischia...

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Vettel: ci sarà lunedì 3 luglio il processo della FIA. Ecco cosa rischia...
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
28 giu 2017, 17:35

Il fallo di reazione di Vettel su Hamilton nel GP di Azerbaijan non è stato chiuso dai provvedimenti presi dai commissari a Baku: la FIA ha riaperto il caso per accertare se saranno necessari ulteriori provvedimenti.

Tanto tuonò che alla fine piovve. La FIA ha aperto un'inchiesta su Sebastian Vettel. Il fallo di reazione che il tedesco ha commesso ai danni di Lewis Hamilton durante la ripartenza dalla safety car del GP d'Azerbaijan non è stato archiviato con lo stop and go di 10 secondi che è stato affibbiato al quattro volte campione del mondo insieme ai tre punti tolti dalla patente. Ora è ufficiale che ci sarà una coda che potrebbe prendere una brutta piega per Sebastian.

Matteo Bonciani, responsabile della comunicazione della Federazione Internazionale ha emesso un comunicato nel quale si legge che "...a seguito del recente incidente al GP d'Azerbaijan, nel quale la vettura numero 5 (Sebastian Vettel) è stata coinvolta in una collisione con la vettura numero 44 (Lewis Hamilton). Lunedì 3 luglio la FIA esaminerà ulteriormente le cause dell'incidente per valutare se saranno necessari altre azioni. Un comunicato sulle decisioni di questo processo sarà disponibile prima del GP d'Austria".

Il presidente della FIA, Jean Todt, aveva perdonato Sebastian Vettel dopo gli insulti che il ferrarista aveva riservato via radio in Messico a Charlie Whiting, direttore di prova della Formula 1. Il vaffa del tedesco, trasmesso in mondovisione dalla FOM, non fu punito con una sanzione esemplare solo perché arrivarono le scuse scritte di Vettel che riuscì a evitare la squalifica nel successivo GP del Brasile, a patto che il nervoso germanico non ricadesse più in episodi sconvenienti.

Ma ancora una volta Vettel si è fatto prendere dai nervi: in Azerbaijan ha rifilato una ruotata a Lewis Hamilton dopo aver pensato che l'inglese gli aveva frenata davanti alla Ferrari prima della ripartenza dalla Safety car. Una reazione che è stata punita dal collegio dei commissari sportivi per "guida pericolosa".

Un testimonial della campagna sulla sicurezza stradale che Jean Todt promuove e sostiene in tutto il mondo non può essere un esempio negativo e recidivo. Ecco perché il presidente FIA, tirato per la giacchetta da più parti, ha deciso di riaprire il caso.

E le conseguenze potrebbero essere molto pesanti per Sebastian perché il caso è stato riconsiderato pare non per aver infranto il Regolamento di Formula 1 (per il quale è già stato punito), ma il Codice Sportivo della FIA che all'articolo 151 C dice che i licenziati devono avere un comportamento rispettoso.

Il pilota tedesco in quattro giorni non ha mai mostrato alcun ravvedimento per quanto è accaduto domenica: forse anche per questo potrebbe rischiare l'esclusione da una gara con la sospensione temporanea della Superlicenza.

La sensazione, però, è che l'effettiva portata del gesto ora sia stata esageratamente gonfiata e Vettel possa diventare un simbolo da mettere sull'altare. Ma che gusto può avere Hamilton a vincere un titolo che sarebbe condizionato da un ulteriore provvedimento disciplinare? Zero...

Stando alle indiscrezioni il presidente Sergio Marchionne avrebbe avuto un incontro con Vettel già lunedì pomeriggio quando a Maranello era programmato il consueto debriefing della gara azera con il team principal, Maurizio Arrivabene, e il responsabile tecnico, Mattia Binotto: il tedesco ha avuto l'opportunità di chiarire la sua posizione con il numero 1 del Cavallino rampante. Ma dal meeting non sono usciti commenti...

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