Verstappen perde la pole per aver ignorato la bandiera gialla

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Verstappen perde la pole per aver ignorato la bandiera gialla
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26 ott 2019, 22:42

Il pilota della Red Bull commette un clamoroso errore, non alzando il piede con la pole già in tasca e ammettendolo in conferenza. Prende una penalità di 3 posizioni e quindi domani sarà prima fila tutta Ferrari in Messico.

Per ottenere qualcosa che non avrebbe cambiato nulla in termini di bottino di giornata Max Verstappen ha perso ciò che aveva già in tasca, ovvero la pole position del Gran Premio del Messico. L’olandese e la Red Bull sono stati sorprendenti sul fronte della performance, riuscendo ad ottenere sul campo una pole position insperata alla vigilia della trasferta messicana.

Sarebbe stato un giorno perfetto, per Max e la Red Bull, ma tre ore dopo la bandiera a scacchi sventolata al termine delle qualifiche, è stata ufficializzata la decisione del Collegio dei Commissari Sportivi, penalità che retrocede Verstappen dalla prima alla quarta posizione della griglia di partenza. Come spesso accade in questi casi, chi subisce la penalità ha pronto il libro delle giustificazioni, ma quanto accaduto oggi sul circuito Hermanos Rodriguez lascia poche scappatoie sia a Verstappen che alla Red Bull.

Verstappen ignora la bandiera gialla

Nel pomeriggio messicano Max si è confermato al meglio della forma sul fronte della performance, ma quando si guida una Formula 1 serve anche testa, autocontrollo e una visione del contesto. Nel primo ‘run’ della Q3 Max aveva stampato il crono di 1’14”910, un tempo che lo ha portato in prima posizione e che gli avrebbe consentito di ottenere la pole position, visto che nessuno dei rivali è riuscito (a fine giornata) a far meglio.

In piena trance agonistica l’olandese si è rilanciato per l’ultimo giro veloce, ignorando la bandiera gialla esposta alla curva Peraltada. Verstappen ha ignorato la bandiera (ai commissari sportivi ha negato di aver visto sventolare la bandiera gialla) ha tenuto giù il piede sfilando a pochi metri dalla monoposto di Bottas. Max ha migliorato il suo crono (1’14”758) ottenendo anche il miglior tempo assoluto nel terzo settore.

Quando poco dopo il termine delle qualifiche è arrivato in conferenza stampa, a Verstappen è stato chiesto se avesse o meno rallentato in prossimità della monoposto di Bottas: “Vi sembra che abbia alzato il piede?”, è stata la sua risposta. Purtroppo per Verstappen il piede in quelle circostanze va alzato, a dispetto di chi ha voluto provare una difesa improbabile legata ai minisettori. Max non ha effettivamente migliorato nell’ultimo minisettore, ma nel precedente ha stampato un ‘purple’, ovvero migliore prestazione in assoluto.

 

Il confine tra i due tratti? Non è dato sapere, ma questione di centimetri nella zona in cui era parcheggiata la monoposto di Bottas. Quanto avrebbe rallentato nell’ultimo minisettore? Non si sa, ma di certo non più di qualche centesimo considerando che in quel giro Max ha ottenuto il miglior terzo settore del weekend.

Difesa impossibile

Una difesa sterile a dispetto di una situazione molto chiara, che tra l’altro è uno dei punti cardine del motorsport, spiegati nell’articolo ‘2.4.5.1 b’ del codice sportivo internazionale: “In prossimità di una bandiera gialla un pilota deve ridurre la velocità, non sorpassare, ed essere pronto a cambiare direzione”. In un giro da pole position è difficile pensare che un pilota possa essersi attenuto a queste indicazioni.

C’è poi un altro aspetto. In alcune piste abbiamo visto dei piloti costretti a rallentare in regime di bandiera gialla a causa di monoposto parcheggiate ben lontane della sede stradale, al termine di vie di fuga molto ampie. Il regolamento parla chiaro e non fa distinzioni, ma in effetti ci sono stati episodi in cui la richiesta di rallentamento è sembrata quasi eccessiva. Non è stato il caso oggi a città del Messico, visto che nel punto in cui Bottas ha colpito le barriere non c’è via di fuga, e la Mercedes è rimasta ferma in pista e a pochi metri dalla traiettoria seguita abitualmente dalle monoposto.

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La svista del muretto Red Bull

Verstappen ha indubbiamente sbagliato, ma anche il suo muretto box non è stato esente da errori. Nell’ultimo ‘run’ della sessione Q3 l’ordine con cui i ‘big’ si sono lanciati per l’ultimo giro veloce è stato il seguente: Albon, Leclerc, Bottas, Hamilton, Vettel e Verstappen. Albon e Leclerc, transitati per primi sotto la bandiera a scacchi, non hanno abbassato il crono ottenuto da Verstappen nel primo ‘run’, poi è arrivato l’incidente di Bottas.

A quel punto era chiaro che nessuno avrebbe potuto migliorare il tempo dell’olandese, essendo state esposte immediatamente le bandiere gialle. Max è passato nel punto in cui si era schiantato Bottas circa 15 secondi dopo, un lasso di tempo in cui dal muretto box delle Red Bull avrebbero potuto avvisare il loro pilota di alzare il piede, ma il messaggio non è arrivato, e Verstappen è passato nel punto incriminato ‘full-throttle’, ovvero acceleratore aperto al 100%, condannandosi alla penalità arrivata qualche ora dopo.

Anche la FIA deve riflettere

In questo caso sono due le mancanze della Federazione Internazionale. La prima, perdonabile, è la mancanza della bandiera rossa che alcuni addetti ai lavori auspicavano. Il tempo a disposizione per valutare l’accaduto è stato effettivamente ridotto, e meno di venti secondi dopo l’incidente tutte le monoposto erano transitate sotto la bandiera a scacchi. Col senno di poi, la bandiera rossa avrebbe concluso la sessione evitando polemiche e discussioni.

Ha fatto discutere di più il posizionamento delle barriere ‘tech pro’, che nel caso di Bottas hanno rappresentato l’ostacolo contro cui ha impattato dopo aver percorso diversi metri strisciano contro le protezioni esterne della ‘Peraltada’. L’impatto è stato di 17G, e il finlandese ha atteso un minuto prima di uscire dalla monoposto. I danni sono stati solo materiali, e la Mercedes ha confermato che riuscirà a riparare la monoposto prima della gara, ma quanto accaduto merita una riflessione sul posizionamento delle barriere (efficientissime) che però possono diventare un problema se mal collocate lungo la pista.

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

Max Verstappen, Red Bull Racing RB15
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, arrives on the grid after Qualifying

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, arrives on the grid after Qualifying
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, arrives on the grid after Qualifying

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, arrives on the grid after Qualifying
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, arrives on the grid after Qualifying

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, arrives on the grid after Qualifying
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, celebrates on the grid after Qualifying

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, celebrates on the grid after Qualifying
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari, pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, and Sebastian Vettel, Ferrari, after Qualifying

Charles Leclerc, Ferrari, pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, and Sebastian Vettel, Ferrari, after Qualifying
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari, congratulates Max Verstappen, Red Bull Racing, on pole

Charles Leclerc, Ferrari, congratulates Max Verstappen, Red Bull Racing, on pole
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, and Charles Leclerc, Ferrari, after Qualifying

Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, and Charles Leclerc, Ferrari, after Qualifying
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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

Max Verstappen, Red Bull Racing RB15
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari, il poleman Max Verstappen, Red Bull Racing e Charles Leclerc, Ferrari, nel parc chiuso

Sebastian Vettel, Ferrari, il poleman Max Verstappen, Red Bull Racing e Charles Leclerc, Ferrari, nel parc chiuso
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Il poleman Max Verstappen, Red Bull Racing

Il poleman Max Verstappen, Red Bull Racing
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

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Max Verstappen, Red Bull Racing

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

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Max Verstappen, Red Bull Racing firma un autografo ad un fan

Max Verstappen, Red Bull Racing firma un autografo ad un fan
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Max Verstappen, Red Bull Racing firma un autografo ad un fan

Max Verstappen, Red Bull Racing firma un autografo ad un fan
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Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing
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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

Max Verstappen, Red Bull Racing RB15
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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

Max Verstappen, Red Bull Racing RB15
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