Verstappen: "Per lo show servono meno carico e più potenza"

Il più giovane dello schieramento Max Verstappen ha la sua ricetta per migliorare lo spettacolo in Formula 1. L'olandese non boccia l'Halo e si aspetta di fare bene con la Toro Rosso. Collabora con Sainz per fra crescere la STR11.

Il bambino prodigio è cresciuto, e promette di proseguire il suo cammino verso il vertice della Formula 1. Non è una sparata, la sostanza sembra proprio esserci tutta. Dodici mesi fa di questi tempi ci si interrogava sulla scelta fatta da Helmut Marko e dalla Red Bull di affidare una loro Formula 1 ad un minorenne, Max Verstappen.

La FIA è corsa ai ripari, e in futuro non accadrà più, ma a dirla tutta il risultato della scommessa è stata una netta vincita. Ora, se la Toro Rosso motorizzata Ferrari lo renderà possibile, non è da escludere che quello relativo alla consacrazione del talento di Verstappen possa diventare uno dei temi del Mondiale 2016. E a sperarci non è solo il pilota olandese e la Red Bull, ma un po’ tutta la F.1.

Lo scorso anno hai trascorso tutto il periodo pre-campionato rispondendo a chi ti chiedeva del… pilota senza patente. È stato noioso?
“Fortunatamente queste domande me lo sono messe alle spalle. Oggi ho più esperienza, sono rilassato e direi che sono entrato in Formula 1 senza problemi. Quest’anno mi sono dedicato ai test pre-campionato pensando solo al lavoro da fare sulla macchina, senza dover dimostrare altro che fosse lavorare bene. E direi che il lavoro che abbiamo fatto sul setup è stato buono”

Tra pochi giorni partirai alla volta di Melbourne. Ti sei posto degli obiettivi da raggiungere in questo tuo secondo Mondiale di Formula 1?
“Non è semplice perché non sappiamo ancora quanto potrà dare la nostra monoposto e non conosciamo il livello degli avversari. Il feeling è buono, ma credo che avremo un quadro migliore a Melbourne per capire dove siamo e a cosa potremo puntare.

Che sensazioni ti ha dato la power unit Ferrari rispetto a quella Renault che hai utilizzato la scorsa stagione?
“Ho sentito più potenza, e soprattutto più guidabilità. Siamo contenti del rapporto instaurato con i tecnici della Ferrari, c’è un’ottima collaborazione".

In Italia il tuo nome è già stato accostato alla Ferrari…
“Fa piacere, chissà potrei tornare in Italia come ai tempi del karting! Ammetto che fa piacere sentire il tuo nome accostato ad una realtà così importante, perché credo che testimoni come finora sia stato fatto un buon lavoro. Ma al momento sono contento di essere dove sono, e la mia concentrazione è tutta focalizzata sul migliorarmi. Poi vedremo cosa accadrà in futuro”.

C’è un aspetto della Formula 1 che ti ha un po’ deluso?
“A dire il vero no. Volevo arrivare in Formula 1 e mi sto godendo tutto quello che faccio”.

Nel 2015 hai vissuto la tua prima stagione con il casco in testa in cui non hai vinto una gara. Che effetto ti ha fatto?
“Sotto certi aspetti è stato strano. Ma devo anche dire che sapevo che non avrei vinto, quindi non c’è stata delusione né frustrazione. Sapevo già prima di iniziare la stagione che non sarei salito suo gradino più alto del podio, così come nelle stagioni precedenti sapevo che avrei potuto vincere”.

Si sta parlando molto del futuro della Formula 1. Tu come vorresti che fosse il “Circus” dei prossimi anni?
“Meno carico aerodinamico, più potenza e più difficoltà di guida. Oggi usiamo il sistema DRS perché non possiamo restare vicino alla monoposto che ci precede. Se diminuissimo parecchio la downforce generata dalle ali, sarebbe a tutto vantaggio dello show in gara”.

Cosa pensi del nuovo sistema di qualifica?
“Serve la verifica in pista. Magari nelle prime gare potremo vedere qualche errore da parte dei team. Bisognerà essere tutti in pista subito al via della sessione, altrimenti si rischia di essere eliminati. Sarà interessante”.

A Barcellona ha esordito in pista il sistema Halo. Che impressione ti ha fatto?
“Sembra un dispositivo che avvicina la Formula 1 allo stile Endurance. Bisognerà valutare pro e contro. Per quanto mi riguarda se non è un disturbo alla guida va bene, ma credo sia ancora un po’ presto per dare dei giudizi definitivi. Comunque se serve per la sicurezza va assolutamente valutato”.

Lo scorso anno i tuoi colleghi dopo poche gare hanno capito che avere Max Verstappen alle spalle non è proprio motivo di tranquillità.
“Mi è sempre piaciuto sorpassare, e quando riesci a fare una manovra bella e corretta è sempre motivo di soddisfazione. Devo dire che c’è sempre da lottare quando si vuole guadagnare una posizione, ma finora ho sempre avuto molto rispetto, ed è così che deve essere in pista. Ho impostato delle buone relazioni con i miei colleghi nel paddock, e credo di dare ed avere la giusta considerazione”.

Red Bull è nota per dare ai suoi giovani piloti la chance della vita ma anche per improvvisi licenziamenti da cui poi è difficile riprendersi per proseguire la propria carriera. Ti senti sotto pressione?
“No, non tanto. Come ho detto, il mio obiettivo è migliorarmi. Potrei restare in Toro Rosso anche nel 2017, mi trovo benissimo e mi hanno accolto davvero come in una famiglia. Ma il mio obiettivo è senza dubbi quello di passare in Red Bull, e provare a vincere delle gare”.

Ma pensi sia un affare? Al momento almeno sul fronte power unit sembra che Toro Rosso sia messa meglio di Red Bull.
“Lo so, ma Red Bull è una squadra che lavora per tornare a lottare per il Mondiale, e credo che ce la farà”.

Come procede il tuo rapporto con Carlos Sainz?
“Lavoriamo bene insieme, e condividiamo l’obiettivo di far crescere il più possibile la monoposto. Posso dire che è una buona relazione”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Max Verstappen
Team Toro Rosso
Articolo di tipo Intervista