Verstappen: "Dal passaggio in Red Bull non ho avuto un minuto libero"

Max ha concesso alcune interviste in Olanda, nelle quali ha spiegato che l'ultima settimana è stata davvero impegnativa per preparare il debutto sulla Red Bull a Barcellona. Il figlio d'arte però dice di non sentire la pressione di un top team.

Anche se ha solo diciotto anni, Max Verstappen ha già convissuto (e con successo) con diversi momenti di stress nel corso della sua giovane carriera. Il fine settimana del Gran Premio di Spagna sarà molto speciale per il giovane olandese, chiamato a sorpresa al passaggio in Red Bull dopo le prime quattro gare stagionali disputate con la Toro Rosso. Un altro esame per Verstappen, ma il meno preoccupato sembra proprio essere Max. Dopo l’annuncio che ha ufficializzato la sua promozione, il baby della Red Bull ha concesso in Olanda alcune interviste televisive di cui riportiamo una sintesi.

Sei stato sorpreso da questa chance?
“Non mi aspettavo che sarebbe arrivata in questa stagione”.

Raccontaci come è stato il tuo intenso post-Sochi...
“Dopo il Gran Premio di Russia siamo andati in Austria e, naturalmente, abbiamo parlato con Helmut Marko. L’accordo è stato raggiunto abbastanza rapidamente”. 

Era già concordato il tuo passaggio in Red Bull dopo due anni in Toro Rosso?
“Era il mio obiettivo, assolutamente”.

Era già previsto dal tuo contratto?
“Alla fine, sì”.

Che cosa ti ha detto Marko in merito alla decisione di fare questo passo ora e non l'anno prossimo come concordato?
“Penso che sia stato determinato delle circostanze, probabilmente a causa di quello che è successo in Russia (in Red Bull). La mia passata stagione è stata positiva, e non era semplice confermare nel secondo anno un altro passo avanti. Ma alla fine tutto è andato bene, ed abbiamo ottenuto dei buoni risultati che penso mi abbiano aiutato”.

Come ti senti?
“Per essere onesti… Mi sento come se non avessi dormito per tre giorni. Ero molto esaltato dall’idea di andare nella sede della squadra. Parliamo di un top team con il quale si ha una migliore possibilità di salire il podio. Da quando finalmente sono arrivato a Milton Kynes non ho più avuto un minuto libero, dal lavoro al simulatore alla conoscenza di ogni componente della squadra”.

Come ti hanno accolto?
“Nella sede Red Bull ci andavo normalmente come pilota della Toro Rosso per lavorare al simulatore. Ma adesso è stato diverso. Sono arrivato come pilota Red Bull ed un sacco di persone provenienti dai vari dipartimenti di lavoro sono venute direttamente da me per confrontare informazioni, spiegarmi delle procedure, ad iniziare dal volante fino ai settaggi della monoposto”.

È stato fatto un nuovo sedile?
“Si, non avevo mai provato la Red Bull in precedenza. Il tutto ha richiesto tempo e lavoro, ma ho visto persone che sapevano bene cosa stavano facendo ed sono stato abbastanza rilassato”.

Senti di avere più doveri ora che non sei più nel “junior” team?
“Li sentivo anche prima. Vuoi sempre fare del tuo meglio con qualsiasi auto guidi. Avrò un compagno di squadra che ha già dimostrato quanto sia veloce, e cercherò di imparare il più possibile perché non è facile dover familiarizzare con una nuova monoposto a stagione in corso. Ma so che potrò contare con tanti ingegneri che mi aiuteranno, e nell’arco di un paio di weekend contro di poter ottenere dei buoni risultati”.

Ora ti attende il confronto con Ricciardo...
“Non ci penso. So che sto andando a confrontarmi con un compagno di talento, ma alla fine è un’ottima chance per prepararmi in vista del prossimo anno”.

Hai avuto modo di notare cosa stava succedendo in Red Bull?
“La scorsa gara per la Red Bull non è andata secondo i piani, poi ho sentito qualche conversazione e ho visto Marko che si muoveva nella mia direzione…”.

Ci sono grandi differenze tra il posto guida ed i comandi Red Bull e quello che hai utilizzato in Toro Rosso?
“Si tratta di una monoposto completamente diversa a causa dell’aerodinamica. Il posto guida è un po' più piccolo, e la posizione del sedile è diversa. Ho avuto bisogno di abituarmici un po’, ma poi alla fine la posizione era buona. Però è ancora presto per dare un giudizio definitivo, perché non ho ancora guidato la vettura”.

Hai notato differenze tra i comandi di gestione della power unit Ferrari e quella Renault?
“Fortunatamente ho guidato una power unit Renault lo scorso anno, e ricordo i comandi. Ma il modo in cui si opera in Red Bull non è uguale a quello Toro Rosso. Nel mio primo giorno in fabbrica ho dovuto familiarizzare con molte procedure e molte altre le sto ancora studiando. Ho passato un sacco di tempo nel simulatore per far pratica”.

Senti una pressione maggiore?
“Quale pressione? Come ho detto, un pilota da il cento per cento indipendentemente dal potenziale della monoposto”.

I riscontri della power unit Renault non sembrano ancora essere dei migliori...
“Non so, al momento non ancora, ma penso che sia stato fatto un buon passo avanti rispetto allo scorso anno. Se entro un paio di gare ci sarà un aggiornamento importante, speriamo di poter lottare con la Ferrari e di avvicinarsi alla Mercedes”. 

Non ti aspetta una vita facile. Kvyat è stato mandato via dopo aver ottenuto il podio a Shanghai….
“Credo che finché spingi sul gas non hai nulla di cui preoccuparti, ed è quello che devo fare. E ovviamente sappiamo che se non lo fai, ti ritroverai fuori dal team”.

Il tuo ingegnere di pista in Toro Rosso non ti ha seguito in Red Bull. È un aspetto di cui avete discusso?
“Ho avuto un ottimo rapporto con il mio ingegnere, ed è un aspetto importante. Ma anche in Red Bull hanno ottimi ingegneri. Da un certo punto di vista è un peccato, ma d'altra parte è importante anche iniziare una nuova avventura con nuove persone”. 

Se alla fine della stagione non avrai conquistato il tuo primo podio in Formula 1 sarai deluso?
“Non lo so. Penso che sia difficile rispondere in questo momento, perché anche le altre squadre stanno migliorando. Penso che sarà determinante continuare a lavorare gara dopo gara”.

Cosa dice tuo padre? Credete nella possibilità di puntare al podio?
“Questo è sempre stato il nostro obiettivo. Sin da quando ho iniziato con il karting abbiamo corso per vincere ed andare avanti. È stato il mio bersaglio ed anche quello di mio padre. Credo proprio che papà non veda l’ora di festeggiare il mio primo podio”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP di Spagna
Circuito Circuit de Barcelona-Catalunya
Piloti Max Verstappen
Team Red Bull Racing
Articolo di tipo Intervista