Verstappen attacca: “A chi piace questa nuova F1 non capisce nulla delle corse. È una barzelletta”
Sin dai test pre-campionato, l'olandese non ha nascosto la sua insoddisfazione verso i nuovi regolamenti. Dopo il GP della Cina, chiuso con un ritiro, ha ribadito nuovamente questo concetto, sottolineando che chi apprezza questi nuovi regolamenti non capisca nulla di cosa sia il vero motorsport. Un attacco diretto, a suo modo rivolto anche alla F1.
“Magari a qualche tifoso [questa Formula 1] piace, ma non capiscono le corse. Speriamo di liberarci di questa cosa il prima possibile”. Non è un segreto che Max Verstappen sia un pilota diretto, senza filtri e che nel momento in cui deve far sentire la sua opinione, non cerca mezze misure, ma forma un pensiero che va al punto senza girarci attorno.
Ecco, le sue parole dopo il Gran Premio della Cina, concluso con un ritiro per un problema tecnico sulla sua RB22, vanno esattamente in quella direzione. Sin dai test pre‑campionato, il quattro volte iridato non ha nascosto la propria insoddisfazione verso questi nuovi regolamenti, che fanno della distribuzione paritaria al 50% tra potenza elettrica e termica il loro punto cardine.
È chiaro che aumentare la componente elettrica possa garantire dei vantaggi, anche sul fronte prestazionale. Allo stesso tempo è logico che, per far funzionare un salto così importante come quello introdotto da queste regole, con un MGU-K dalla potenza triplicata rispetto al passato, serva un supporto adeguato alla parte ibrida. Un supporto che, al momento, sembra mancare.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
Un problema che alcune piste riescono in qualche modo a "mascherare", ma che su determinati tracciati tenderà a emergere in maniera ancora più evidente, perché ci sarà meno energia per compensare. In quei casi le differenze di velocità diventeranno più marcate, con duelli fatti di sorpassi e controsorpassi legati soprattutto al fatto che uno dei due piloti si ritrova con la batteria scarica, come in Australia.
C’è chi ha apprezzato questo tipo di spettacolo, molto movimentato e quasi in stile Formula E, dove non è raro assistere a numerosi sorpassi proprio perché, soprattutto con la Gen3, l’efficienza nella gestione dell’energia è determinante. Dall’altra parte c’è chi questi regolamenti non li ha digeriti fin dal primo istante, complice la sensazione che possano snaturare la Formula 1, tra cui lo stesso Verstappen.
"Non è positivo per lo sport, ma dimostra solo quanto sia tutto complicato. Beh, potevamo aspettarcelo già molto tempo fa, e naturalmente ognuno cerca sempre di preparare la macchina nel miglior modo possibile", ha commentato l’olandese, dando inizio a un lungo botta e risposta che ha messo in evidenza tutta la sua insoddisfazione verso questi nuovi regolamenti.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
"È terribile. Se a qualcuno piace questa roba, allora davvero non sa cosa siano davvero le corse. Non è per niente divertente. È come giocare a Mario Kart. Questo non è racing. Guarda cosa succede: superi con il boost, poi finisci la batteria nel rettilineo successivo e loro ti risuperano con il loro boost. Per me è semplicemente una barzelletta”.
Un pensiero che, in qualche modo, riprende le sensazioni già emerse in Australia. Quando si ha energia a disposizione, il boost può generare una differenza di velocità notevole, perché consente di sfruttare tutti i 350 kW del motore elettrico. Il problema è che, con batterie così piccole, l’energia si consuma rapidamente: se ci sono due allunghi consecutivi, il rischio è quello di ritrovarsi senza la possibilità di difendersi nel tratto successivo.
Questo accadeva già in passato quando vi erano due zone DRS consecutive, ma con le nuove PU questa dinamica di azione in pista sembra ancora più frequente e marcata. “Penso di parlare a nome della maggior parte dei piloti. Alcuni, ovviamente, diranno che è fantastico perché stanno vincendo le gare, e ci sta. Quando hai un vantaggio, perché dovresti rinunciarci?”
“Non sai mai se avrai di nuovo una vettura competitiva. Ma se parli con la maggior parte dei piloti, non è questo che ci piace. E non credo sia ciò che piace ai veri fan della F1. Magari ad alcuni fan piace, ma non capiscono cosa siano le corse. Spero solo che possiamo liberarci di questa cosa il prima possibile”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Lars Baron / Getty Images
“Alla fine, stanno vincendo solo Kimi o George. Sono anni luce davanti al resto del gruppo. È solo che a volte la Ferrari parte bene, si mette davanti e poi servono un paio di giri per rimettere tutto in ordine. Questo non ha nulla a che fare con le corse. Direi le stesse cose anche se stessi vincendo io, perché mi interessa il prodotto sportivo. Non è frustrazione per la mia posizione, anzi: ora sto lottando ancora di più, quindi capisci ancora meglio cosa devi fare e di cosa si tratta. Per me è una barzelletta”.
Se da una parte c’è un Verstappen senza filtri, dall’altra c’è una Formula 1 che deve difendere i propri interessi commerciali. È evidente che bollare subito un ciclo tecnico appena iniziato, e nato proprio per attrarre grandi costruttori, non rientri nei piani della FOM. Inoltre, non è un mistero che una parte del pubblico apprezzi questo tipo di azione in pista, caotica e ricca di sorpassi, un po' come accade in Formula E.
Tuttavia, Max ha un parere diverso, rivolto soprattutto a lungo termine, e non deve sorprendere dato che l’olandese ha fatto dell’amore per il motorsport la sua ragione di vita: “Spero che non la pensino così, perché alla lunga rovinerà lo sport. Prima o poi gli si ritorcerà contro. Ma per quanto mi riguarda, finché possiamo parlarne con loro e assicurarci di lavorare su alcune soluzioni, questo aiuterà molto”.
“Ma sarà anche molto difficile mettere tutti d’accordo, ovviamente. Non serve che siano tutti d’accordo, ma la maggior parte sì, per poter cambiare qualcosa. Però, come ho detto, è politica, no? Alcuni sentono di avere un vantaggio adesso e vogliono ovviamente sfruttarlo. E ci sta, lo capisco. Non sono stupido. Ma allo stesso tempo, se guardi al bene dello sport, non va bene”.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments