Vergogna GP Brasile: Hamilton in pole non è investigato, Vettel invece sì!|

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Vergogna GP Brasile: Hamilton in pole non è investigato, Vettel invece sì!|
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
10 nov 2018, 18:25

Lewis regala alla Mercedes la 100esima pole siglando il record della pista in 1'07"281 e lasciando Vettel con la Ferrari a 93 millesimi. Ma sono altri i fatti che faranno discutere: Hamilton ha chiuso Sirotkin in Q2 e l'ha passata liscia, Vettel invece è di nuovo investigato...

Lewis Hamilton centra una contestatissima decima pole position stagionale che è anche la 100esima della Mercedes: l'inglese è riuscito a inventare uno dei suoi giri magici nell'ultimo run della Q3 del GP del  Brasile e si è assicurato anche il record della pista in 1'07"281. Il campione del mondo ha lasciato ad appena 93 millesimi di secondo Sebastian Vettel con una Ferrari che è parsa molto competitiva su una pista che era particolarmente scivolosa per la pioggia che era caduta all'inizio della sessione. Questo è il sunto dell'aspetto sportivo, ma questa qualifica è stata pesantemente condizionata da altri fatti che sono stati giudicati in modo vergognosamente diverso.

Lewis Hamilton in Q2 ha commesso due irregolarità: prima chiudendo Kimi Raikkonen e poi creando un grave impedimento a Sergey Sirotkin che ha dovuto scartare violentemente sul lato sinistro per evitare la Mercedes del campione del mondo che era rimasta pericolosamente in traiettoria. E' vero che il russo era nel suo giro di lancio, ma siccome le sue gomme non andavano in temperatura sulla Williams, ha deciso di tirare come se fosse in un giro lanciato. Hamilton, quindi, non è stato avvisato dal team dal sopraggiungere a "bomba" di Sergey, ma il britannico con il suo comportamento ha rischiato di creare un bruttissimo incidente con il suo atteggiamento degno di un pivello.

La FIA ha deciso di non investigare Hamilton perché Sirotkin non ha subito un impedimento nel suo giro veloce perché era in quello di lancio. Ma la situazione di pericolo l'ha creata lo stesso, per cui la decisione è davvero inaccettabile, visto che per molto meno Sebastian Vettel si era visto penalizzare di tre posizioni in griglia nel GP d'Austria.

Dall'altra parte si registra la segnalazione di Jo Bauer al collegio dei commissari sportivi perché, sempre in Q2, dopo un giro con le Supersoft, il tedesco aveva deciso di rientrare ai box per tentare di passare la tagliola con le gomme Soft con cui  contava di partire in gara.

Vettel, invece, è stato invitato alla verifica del peso in un momento molto concitato della qualifica. E già questa è sembrata una scelta scellerata, visto il momento ad alta tensione, con il rischio pioggia a pochi secondi. La Ferrari ha tentato di giocare un carta e c'è chi all'improvviso la voleva togliere dal mazzo...

Sebastian, comunque, ha commesso un errore per precipitazione: non ha spento il motore per salire sulle bilance e poi sbracciandosi voleva essere liberato per tornare subito al suo box per effettuare il cambio gomme. Vettel evidentemente nervoso, ripartendo, ha urtato un cono e danneggiato le bilance. Ma è stato messo sotto inchiesta perché la verifica del peso con il motore in moto non può essere accurata. Giusta, giustissima la segnalazione se si leggono le regole, ma ogni tanto bisognerebbe tenere conto della situazione emotiva che vivono i piloti quando sono in pista e stupisce la clamorosa differenza di valutazione su due fatti molto diversi che evidenziano, però, come la FIA usi due pesi e due misure. Vettel merita un richiamo, ma Hamilton non può restare impunito. Punto!

Valtteri Bottas ha chiuso terzo ad appena 160 millesimi dal compagno di squadra, ma non è mai stato in partita: il finlandese però si è messo dietro Kimi Raikkonen di 15 millesimi di secondo. Iceman potrà partire in gara con le gomme Soft e avrà un grande vantaggio proprio come Vettel che sarà il grande favorito per òa corsa (se non riceverà delle punizioni!).

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Hanno deluso le Red Bull: Max Verstappen ha pagato mezzo secondo e si è dovuto accontentare del quinto posto. Al suo fianco l'olandese avrà Marcus Ericsson eccellente con la Sauber, alla sua migliore qualifica della carriera, perché Daniel Ricciardo, sesto in pista, dovrà schierarsi 11esimo per la penalizzazione di cinque posizioni a causa della sostituzione del turbo.

Fantastica anche la prestazione di Charles Leclerc  ottavo con l'altra Sauber: alla fine del Q2 il monegasco era stato invitato a rientrare ai box perché aveva ricominciato a piovigginare, ma il ragazzo ha voluto tentare la qualificazione e con un giro eccellente ha saputo entrare in Q3 dando un saggio di quello che è il suo talento. La Ferrari ha scelto bene!

La top ten è stata completata dalla Haas di Romain Grosjean nona davanti alla Toro Rosso di Pierre Gasly sprinta da un motore Honda che sembra aver trovato la cavalleria necessaria.

Non entra nella top ten Kevin Magnussen con la Haas: il danese è sempre stato a ridosso dei top team e non si è adattato all’asfalto viscido della pioggia. Non hanno impressionato le due Force India che sono in sofferenza a Interlagos: Sergio Perez è 12esimo davanti al compagno Esteban Ocon che però deve pagare cinque posizioni a causa della sostituzione anticipata del cambio Mercedes: scenderà al 18esimo posto.

Ha deluso anche la Renault con Nico Hulkenberg che si è aggrappato al 14esimo posto con la R.S.18, precedendo un bravo Sergey Sirotkin con la Williams: il russo è riuscito a passare il primo taglio con la FW41. Sergey nel giro di lancio dell’ultimo run si è visto chiudere brutalmente la strada alla Curva 12 da Lewis Hamilton che era rimasto in traiettoria in modo molto pericoloso.

Una fine pioggerellina, specie alla Curva 12, ha condizionato la Q1 dalla quale non è riuscito a venire fuori Carlos Sainz con la Renault: lo spagnolo, alle prese con un sottosterzo che lo condiziona da inizio weekend, si è dovuto accontentare del 16esimo tempo davanti a

Brendon Hartley con la seconda Toro Rosso. L’australiano non ha saputo sfruttare nel giro secco la maggiore potenza dell’ultima evoluzione del motore Honda, ma quasi sicuramente è sfiduciato dal fatto di aver saputo che il suo posto nel 2019 verrà preso da Albon.

Male anche le due McLaren: Fernando Alonso, 18esimo, si toglie la piccola soddisfazione di stare davanti a Stoffel Vandoorne che ormai ha la testa alla Formula E e si accomoda all’ultimo posto. Fra le due monoposto arancione si è infilato Lance Stroll che non vede l’ora di andare alla Force India.

Cla # Pilota Chassis Motore Tempo Gap km/h
1 44 United Kingdom Lewis Hamilton  Mercedes Mercedes 1'07.281   230.561
2 5 Germany Sebastian Vettel  Ferrari Ferrari 1'07.374 0.093 230.243
3 77 Finland Valtteri Bottas  Mercedes Mercedes 1'07.441 0.160 230.014
4 7 Finland Kimi Raikkonen  Ferrari Ferrari 1'07.456 0.175 229.963
5 33 Netherlands Max Verstappen  Red Bull TAG 1'07.778 0.497 228.870
6 9 Sweden Marcus Ericsson  Sauber Ferrari 1'08.296 1.015 227.134
7 16 Monaco Charles Leclerc  Sauber Ferrari 1'08.492 1.211 226.484
8 8 France Romain Grosjean  Haas Ferrari 1'08.517 1.236 226.402
9 10 France Pierre Gasly  Toro Rosso Honda 1'09.029 1.748 224.722
10 20 Denmark Kevin Magnussen  Haas Ferrari 1'08.659 1.378 225.933
11 3 Australia Daniel Ricciardo  Red Bull TAG 1'07.780 0.499 228.863
12 11 Mexico Sergio Perez  Force India Mercedes 1'08.741 1.460 225.664
13 27 Germany Nico Hulkenberg  Renault Renault 1'08.834 1.553 225.359
14 35 Russian Federation Sergey Sirotkin  Williams Mercedes 1'10.381 3.100 220.406
15 55 Spain Carlos Sainz Jr.  Renault Renault 1'09.269 1.988 223.944
16 28 New Zealand Brendon Hartley  Toro Rosso Honda 1'09.280 1.999 223.908
17 14 Spain Fernando Alonso  McLaren Renault 1'09.402 2.121 223.515
18 31 France Esteban Ocon  Force India Mercedes 1'08.770 1.489 225.569
19 18 Canada Lance Stroll  Williams Mercedes 1'09.441 2.160 223.389
20 2 Belgium Stoffel Vandoorne  McLaren Renault 1'09.601 2.320 222.876
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