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F1 | Il Parlamento britannico attacca Ben Sulayem: "Scortese e non professionale"

Il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem è stato criticato da un membro della Camera dei Lord per essere stato "profondamente scortese e non professionale" nel non rispondere alle preoccupazioni del Parlamento britannico sui diritti umani.

Mohammed bin Sulayem, President, FIA

Paul Scriven, deputato liberaldemocratico a vita, ha scritto a Ben Sulayem per esprimere le proprie preoccupazioni sia per la repressione della FIA nei confronti dei piloti che si espongono in dichiarazioni politiche, sia per la mancata risposta da parte del Presidente alle lettere inviate lo scorso anno.

Nella lettera, di cui una copia è stata visionata da Motorsport.com, Lord Scriven spiega di essere stato uno dei 90 legislatori che lo scorso marzo hanno scritto all'organo di governo dell'automobilismo per esprimere la loro ansia riguardo alle implicazioni legate ai diritti umani per le gare di F1 svolte nei Paesi del Golfo e a quello che, a loro avviso, rappresenta un tentativo di sportwashing.

Non avendo mai ricevuto una risposta da Ben Sulayem, Lord Scriven ha ora espresso formalmente il suo disappunto per la questione.

"È passato quasi un anno da quando avete ricevuto questa lettera, eppure non abbiamo ancora avuto la cortesia di una vostra risposta. La vostra mancata risposta alle nostre serie preoccupazioni è profondamente scortese e poco professionale", ha scritto Lord Scriven.

"Perché pensate di poter ignorare i parlamentari? Pensate che le preoccupazioni sollevate sui diritti umani e sulle politiche della FIA debbano essere al di sopra di ogni controllo? Vi abbiamo scritto per sollevare preoccupazioni di interesse pubblico e ci aspettiamo apertura e trasparenza da parte della FIA".

"Per chiarezza, mi aspetto ancora di ricevere una risposta alla nostra lettera del 16 marzo 2022 e la sto rendendo pubblica per motivi di trasparenza e interesse pubblico".

Nella lettera si esprimevano anche le preoccupazioni per la recente decisione della FIA di vietare ai piloti di esporsi in dichiarazioni politiche, cosa che Lord Scriven ritiene fosse rivolta a specifici individui.

"È con grande preoccupazione che ho appreso della decisione della FIA di impedire ai piloti di F1 di esprimersi in quelle che voi considerate dichiarazioni politiche, una scelta che servirà a proteggere i Paesi che ospitano la F1 dal controllo delle ingiustizie", ha scritto.

 

"Mi sembra molto chiaro che questa politica prenda di mira Sir Lewis Hamilton, il vostro pilota più schietto, i cui commenti su Paesi con problemi nel riconoscere i diritti umani, in particolare Bahrein e Arabia Saudita, non sarebbero stati senza dubbio ben accolti da questi regimi corrotti e abusivi".

Oltre a scrivere una lettera a Ben Sulayem, Lord Scriven ha sottolineato sui social media come vi sia stata una mancanza di risposte da parte dell'organo di governo dell'automobilismo.

In risposta a un tweet di Ben Sulayem che ringraziava il personale della FIA per l'impegno profuso nell'ultimo anno, Lord Scriven ha scritto: "Sarebbe stato più d'impatto se aveste avuto la cortesia di rispondere ai 90 parlamentari europei che vi hanno scritto nel marzo 2022 sulle questioni dei diritti umani, invece di ignorarci!".

La lettera di Lord Scriven a Ben Sulayem arriva dopo una settimana intensa per il presidente della FIA, che ha ricevuto un'altra missiva molto accesa da parte dei proprietari della F1, Liberty Media, in merito ai post pubblicati sui suoi canali social media.

 

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Dopo aver affermato che il prezzo ipotizzato di 20 miliardi di dollari per la F1 sarebbe stato "gonfiato", l'ufficio legale della F1 ha sottolineato che Ben Sulayem abbia sbagliato a parlare di questioni commerciali.

La lettera affermava che: "La FIA si è impegnata in modo inequivocabile a non fare nulla che possa pregiudicare la proprietà, la gestione e/o lo sfruttamento di tali diritti".

"Riteniamo che questi commenti, fatti dall'account ufficiale del Presidente della FIA sui social media, interferiscano con questi diritti in modo inaccettabile".

La FIA ha rifiutato di commentare la lettera della F1 ed è stata contattata in merito alle dichiarazioni di Lord Scriven.

 

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