Tost: "Per la prima volta la Toro Rosso ha due piloti di esperienza"

Franz Tost, team principal della Toro Rosso, parla di Carlos Sainz e Daniil Kvyat, due piloti che sono stati confermati nella squadra che, almeno finora, si è proposta solo di allevare i giovani talenti da lanciare in orbita Red Bull.

Una delle novità di spicco della stagione 2017 della Toro Rosso è che potrà contare su un tandem di piloti con un’esperienza molto maggiore rispetto alla media storica della squadra.

La coppia Sainz-Kvyat piace molto al team principal Franz Tost, che prevede per loro un gran 2017 e, soprattutto, un futuro importante in Formula 1. Ma, ricorda Tost, la palla è sempre in mano alla Red Bull quando si tratta di scelte strategiche sul fronte piloti.

E di scelte il boss Helmut Marko a fine 2017 ne dovrà fare in ogni caso, visto che Sainz scalpita per una chance che tarda ad arrivare, e Kvyat spera di poter costruirsi un futuro più stabile. Ma intanto Tost si gode una vigilia di stagione i cui ci sono state meno problematiche del previsto sul fronte “piloti”, visto che sia Carlos Sainz che Daniil Kvyat sanno molto bene ciò che dovranno fare.

I due piloti della Toro Rosso 2017 avranno alle spalle cinque mondiali. Quasi un record per la vostra squadra...
“Sono convinto che abbiamo a disposizione una coppia con un grande futuro in Formula 1. Carlos ha una velocità fantastica e lo ha già mostrato in un paio d’occasioni quando è stato compagno di Max (Verstappen). In precedenza ha vinto molto nelle formule minori, ed anche l’anno scorso a San Paolo ha dimostrato grande talento sul bagnato".

"Carlos è un ragazzo che, se avrà a disposizione una buona macchina, potrà andare lontano. Così come credo possa farlo Daniil Kvyat, anche lui molto veloce, con un fantastico talento naturale. Anche lui dovrebbe avere un futuro in Formula 1, perché abbina alla velocità la capacità di saper lavorare in modo professionale con la squadra”.

Quello che è ritenuto un po’ il rischio per i giovani piloti del programma Red Bull è che una volta fuori dal progetto, non ci siano più alternative in Formula 1, com'è stato finora. Ritiene che questa tendenza possa cambiare con Sainz e Kvyat?
“Da tempo sostengo che debuttare in Formula 1 sia una storia, rimanerci è un’altra. E arrivare a vincere un’altra ancora. Quando in Toro Rosso arrivano dei giovani per prepararsi all’esordio dico sempre loro: «Ecco, signori, ora comincia il vero lavoro". E’ sempre difficile stimare quanto un pilota possa crescere, e non mi riferisco alla capacità di guida. La si dà quasi per scontata, visto che oggi i piloti iniziano ad essere in pista a 7 o 8 anni in karting, e proseguono la loro carriere tra molti campionati minori".

"Ma il punto è come si sviluppa la loro crescita mentale, come riesce un giovane a progredire gara dopo gara imparando dai propri errori. Ci sono piloti che hanno ripetuto sempre gli stessi sbagli, altri che non hanno raggiunto la performance attesa, magari semplicemente perché la Formula 1 è un livello troppo alto per loro, e naturalmente non hanno avuto un futuro nel Circus”.

Quindi è una selezione “naturale”…
“Non ho mai incontrato un pilota straordinariamente veloce e mentalmente forte, che non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi. A volte tra i giovani sento le solite scuse: “Oh, se avessi avuto più soldi a disposizione avrei sicuramente raggiunto grandi traguardi”… ma io credo che se un pilota è davvero veloce, ci sono persone in giro che lo aiutano. Gli altri, non sono semplicemente abbastanza veloci. E’ molto semplice”.

Che idea si è fatto del tempo necessario a un pilota esordiente per essere padrone del difficile contesto Formula 1?
“Dipende dalle esperienze che ha fatto in precedenza. Kvyat è arrivato in Formula 1 proveniendo da un anno vincente in GP3, mentre Sainz aveva più esperienza maturata anche al voltante di monoposto più performanti. Un pilota che giunge dalla Formula 3 alla Formula 1, avrà bisogno di alcune stagioni per mettere tutto insieme e arrivare alla capacità di saper spingere al limite una monoposto come la Formula 1. Io dico sempre che un pilota ha bisogno di tre stagioni per assimilare al meglio un contesto così difficile come il nostro, e Daniil ha completato questo processo. Credo che lui abbia un futuro in Formula 1”.

Nella fase finale del Mondiale 2016 alcune squadre erano interessate a Sainz, ma non lo avete lasciato andare via...
“Sono decisioni che prende la Red Bull, poiché tutti i nostri piloti sono contrattualizzati da Red Bull. Se il team maggiore è il lotta per il campionato del Mondo, che è quello che ci auguriamo, è necessario avere sempre a disposizione anche dei piloti giovani di alto livello, perché se succede qualcosa devi farti trovare pronto. Questo è uno dei motivi per cui Dietrich Mateshitz e Red Bull anni fa hanno acquistato la Minardi e fondato la Toro Rosso. Questo è semplicemente il nostro ruolo. E penso che attualmente abbiamo quattro fantastici piloti con Ricciardo, Verstappen, Kvyat e Sainz. Ognuno di loro è in grado di vincere dei Gran Premi se gli si mette a disposizione una monoposto competitiva”.

L’impressione però è che Sainz non voglia fare la riserva ancora a lungo...
“E’ una decisione che spetta alla Red Bull. Posso capire che Carlos voglia essere in una squadra che possa garantirli una monoposto in grado di fargli vincere delle gare, e ovviamente credo che voglia vincere un campionato, prima o poi".

"Vedremo cosa accadrà alla fine della stagione, se ci sarà o meno un posto disponibile in un top team, io onestamente ancora non lo so. Per ora Carlos ha un contratto Red Bull, e alla fine, ripeto, si tratta di una decisione della Red Bull”.

Dopo la vittoria nella GP2 Series, Pierre Gasly sarà impegnato nella Super Formula giapponese. Avete previsto la possibilità che possa essere in pista in qualche sessione del venerdì con la Toro Rosso?
“Vedremo. È un po' presto per parlare di questo aspetto, perché quando si usano le sessioni di venerdì per provare nuovi piloti normalmente lo si fa a fine stagione. Il motivo è che le prime gare sono fondamentali per capire la nuova monoposto, dobbiamo usare ogni minuto durante le sessioni di prove libere per imparare qualcosa sul comportamento della vettura".

"Anche i piloti devono abituarsi a questa nuova vettura, ed è per questo che ad inizio stagione non è mai stata valutata la presenza del terzo pilota. Ma verso la fine del Mondiale potrebbe esserci, è una possibilità”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP d'Australia
Circuito Albert Park Circuit
Piloti Carlos Sainz Jr. , Daniil Kvyat
Team Toro Rosso
Articolo di tipo Intervista