Tost: "La Toro Rosso è pronta per entrare nella top 5"

condivisioni
commenti
Tost:
16 feb 2016, 11:14

Il team principal della Toro Rosso, Franz Tost, spiega come sia cresciuto il potenziale tecnico della squadra romagnola nella nuova e modernissima factory di Faenza.

Scuderia Toro Rosso
Franz Tost e James Key, Scuderia Toro Rosso
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica
L'uffico della Scuderia Toro Rosso
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica
L'uffico della Scuderia Toro Rosso
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica
La stanza dove il team della Toro Rosso si allena al pit stop
Scuderia Toro Rosso, la fabbrica

La Toro Rosso ha cambiato casa. Si è spostata solo di un isolato per fare un salto nel… futuro. La nuova factory di Faenza è la summa della trasformazione di una piccola squadra, come era la Minardi, in una struttura che comincia a nutrire delle ambizioni importanti.

Franz Tost punta al quinto posto nel mondiale Costruttori con due piloti giovanissimi e una squadra motivata che adesso dispone di una sede modernissima: un complesso di 15 mila mq su tre livelli dotato di innovative macchine a controllo per le lavorazioni meccaniche, mentre al primo piano c’è il reparto compositi che potrebbe sembrare una clinica, mentre stupisce il fatto che l’area montaggio delle monoposto sia stato allestito proprio al secondo piano e sia necessario un grande montacarichi per far scendere le vetture da mandare poi in pista.

Il team principal, Franz Tost, può contare su un organico che arriva a 500 persone quando si allestisce la nuova monoposto e che in stagione si stabilizzerà sui 380 dipendenti. Un centinaio sono operativi a Bicester nell’antenna tecnologica inglese che ruota intorno alla galleria del vento. In un ristretto incontro con i giornalisti, l’austriaco di 60 anni ha fatto il punto della situazione dopo che ci è stata concessa l'interessante visita della sede.

Il passaggio dal motore Renault a quello Ferrari è un passo avanti?ù
“Sono convinto di avere grazie alla Ferrari un buon motore, perché ci piace lavorare con loro e speriamo di raggiungere dei risultati con la Ferrari quest’anno. Sono ottimista. So che la decisione è stata presa tardi di dotarci del 6 cilindri turbo di Maranello, ma gli ingegneri delle due parti hanno lavorato sodo per arrivare a montare in tempo la vettura perché sia in pista nel primo test di Barcellona”.

Girerete senza la grafica ufficiale?
“La vettura sarà blu. La presentazione è stata fissata al 29 febbraioperché siamo un po’ in ritardo con tutto. Vogliamo mostrare la vettura nella colorazione definitiva ed è per quello che non ci sarà la presentazione prima”.

La STR11 l’ha vista?
“Sì, la monoposto mi piace: di anno in anno le vetture sono sempre più complicate con soluzioni sofisticate, ma questa è la Formula 1…”.

Marchionne vi ha mai proposto di rinominare il motore con il marchio Alfa Romeo?
“Al momento noi abbiamo un contratto con la Ferrari e lavoriamo con loro. Il resto sono solo rumors…”.

Quanto è importante la nuova struttura nella crescita della squadra?
“La nuova factory rappresenta un grosso salto in avanti. Ci siamo trasferiti qui nell’agosto dello scorso anno e sicuramente rappresenta un vantaggio per tutti i nostri dipendenti di essere sotto lo stesso tetto e per questo motivo mi aspetto che ci sia una maggiore collaborazione fra i reparti: l’obiettivo, ovviamente, è far funzionare la monoposto al massimo delle sue potenzialità che ora speriamo di sfruttare. Lo vedremo in pista…”.

In quale area ritiene ci sia stato il maggiore sviluppo?
“Soprattutto nell’ufficio tecnico perché i disegnatori possono lavorare fianco a fianco, cosa che non accadeva in passato. I tecnici devono poter parlare e discutere insieme, mentre in precedenza erano ubicati in spazi diversi per cui non era così semplice scambiarsi delle informazioni in tempo reale”.

L’anno scorso l’obiettivo che vi eravate dati era il quinto posto nel mondiale Costruttori, ma non l’avete raggiunto. E quest’anno?
“Vogliamo conquistare il quinto posto nel campionato. L’anno scorso non ci siamo riusciti non perché la monoposto non fosse competitiva, ma per i troppo problemi di affidabilità che ci hanno fermato. Non abbiamo finito dodici Gp ed erano veramente troppi: nel 2016 vorremmo vedere la bandiera a scacchi di tutte le gare e sono convinto che la posizione del team alla fine possa essere nella top cinque. Primo, i dati ci dicono che la nuova macchina possa essere competitiva in un griglia con un undici team: i valori aerodinamici che emergono dalle simulazioni sono molto interessanti. Secondo: disponiamo del motore Ferrari che è un passo avanti rispetto allo scorso anno. Terzo: abbiamo due giovani piloti molto forti che possono sfruttare l’esperienza maturata l’anno scorso alla loro seconda stagione in F.1. Ora conoscono le piste, il modo di lavorare della squadra, e più in generale il mondo della Formula 1. Quarto: abbiamo lavorato sodo sui difetti della squadra, per esempio abbiamo migliorato i pit stop, ma in generale abbiamo cercato di ottimizzare le nostre procedure per essere più reattivi nelle scelte. Per tutte queste ragioni ritengo che la Toro Rosso possa fare un salto di qualità importante”.

Verstappen è stato il rookie dell’anno nel 2015: dove potrà arrivare?
“Max Verstappen è un talento, ha un grande capacità nella guida, e ci si aspetta che possa vincere delle gare e poi il mondiale. È un giovane che ascolta e capisce in fretta: in Formula 1 non si finisce mai di imparare. Anche i piloti più esperti come Kimi Raikkonen o Jenson Button all’inizio di ogni stagione nuova si devono rimettere in gioco perché cambiano alcuni parametri del gioco: le gomme, piuttosto che le strategie o le regole. Max apprende in fretta perché può contare su una velocità naturale che associa al talento e alla formazione in karting. Sono convinto che possa fare una grande carriera nei giusti tempi e sulla giusta macchina”.

E cosa pensa di Carlos Sainz?
“Carlos Sainz è un pilota sottostimato, che ha lavorato bene con la squadra l’anno scorso. I media si sono focalizzati su Max perché era il più giovane a debuttare in Formula 1, ma se si analizzano le prestazioni in qualifica e nella prima parte di gara di Carlos emerge che era molto veloce. Sono convinto che le prestazioni dei due piloti si avvicineranno quest’anno. Carlos l’anno scorso ha patito più guai tecnici e, quindi, più ritiri per problemi della squadra”.

Il secondo anno è il più difficile per un pilota di Formula 1?
“Sì, perché deve confermare quello che ha fatto vedere al debutto e deve mostrare quale è il suo vero potenziale con una maggiore pressione e attesa. Entrambi i nostri piloti hanno avuto una stagione di approccio che è stata ad un altissimo livello, ma potranno contare sull’esperienza per fare meglio. Starà alla squadra supportarli al meglio perché possano crescere ancora. I test invernali saranno molto importanti per prendere confidenza con la nuova monoposto e con le procedure della squadra: si devono creare degli automatismi che facilitano il lavoro durante la stagione”.

Chi sarà il terzo pilota?
“Lo avremo in condivisione con la Red Bull e penso sia Pierre Gasly”.

I team principal parlano, parlano ma non trovano un accordo sulle regole 2017…
“Avremo un meeting della F1 Commission il 23 febbraio, c’è stato uno Sporting Regulation meeting a Parigi seguito da quello tecnico. Martedì o mercoledì dovrebbe esserci uno Strategy Meeting e poi si dovrebbe arrivare a definire una sintesi per le regole 2017”.

Ritiene lecita la richiesta della Pirelli di svolgere dei test in pista per sviluppare le gomme 2017?
“Certo, è importante per lo sviluppo di gomme che siano prestazionali e sicure come ci aspettiamo. Sono convinto che la Pirelli farà una valida proposta che i team cercheranno di supportare”.

Prossimo Articolo
Carica commenti