Todt: "Ho messo tanta pressione sullo staff FIA sul caso Ferrari"

Jean Todt ha rivelato di aver messo "molta pressione" sui tecnici della FIA per andare a fondo di ciò che la Ferrari stava facendo con il suo motore l'anno scorso, ma ha dovuto accettare il fatto che non hanno mai potuto dimostrare che la squadra italiana abbia infranto le regole.

All'inizio di quest'anno, la FIA ha annunciato di aver raggiunto un accordo privato con la Ferrari sulla scia dei sospetti che avesse trovato un modo per aggirare le restrizioni sul flusso di carburante con il suo propulsore.

Questo accordo segreto ha fatto arrabbiare i rivali della Ferrari, convinti che una potenziale violazione del regolamento sia stata spazzata sotto al tappeto.

La FIA ha sostenuto, tuttavia, di aver deciso di non portare la questione in un'udienza disciplinare perché non poteva dimostrare con certezza che la Ferrari avesse violato le regole e voleva evitare una causa dannosa.

Parlando per la prima volta della questione in un'intervista esclusiva con Motorsport.com, il presidente della FIA, Jean Todt, ha rivelato di aver fatto pressioni sugli ispettori tecnici della F1 per cercare di capire cosa stesse succedendo.

"C'è stato un suggerimento da parte di alcuni concorrenti che la Ferrari potessere essere fuori dalle regole" ha spiegato Todt.

"Così, per mesi, i nostri tecnici sono stati sulle spalle della Ferrari per cercare di capire se quello che stavano facendo era regolare: legale o non legale".

"Devo dire che ho fatto molta pressione sul nostro staff (FIA) per fare tutti i controlli necessari".

"Dicendo che non avevamo bisogno di farlo solo perché ce lo avesse detto una specie di informatore. Ma perché dobbiamo assicurarci che ogni singolo team gestisca le cose in modo legale".

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Todt ha detto che i controlli sulla Ferrari sono stati effettuati durante tutta la scorsa stagione, e hanno incluso il Gran Premio di Abu Dhabi dello scorso anno, dove la Ferrari è stata multata per aver fornito una dichiarazione di carburante inesatta prima della gara.

"Volevamo venire a capo del problema" ha aggiunto Todt. "Così abbiamo fatto delle verifiche molto, molto complesse per cercare di capirlo".

"Anche quando abbiamo fatto un controllo sulla vettura di Leclerc ad Abu Dhabi e i commissari hanno deciso che si trattava di un errore umano, abbiamo imposto una multa. Avremmo potuto dire 'OK, va bene', ma abbiamo comunque spinto molto per avere una piena comprensione di questa situazione".

Todt ha spiegato che mentre i sospetti della FIA sono rimasti fino alla fine della stagione, c'è stato poco da fare per portare la questione oltre, perché la Ferrari è stata irremovibile sul fatto di essere nel rispetto del regolamento.

Inoltre, l'organo di governo non aveva alcuna prova che le regole fossero state infrante.

Ha aggiunto: "La maggior parte delle squadre di punta ha detto: 'vogliamo capire'. Ma la cosa più importante è che qualsiasi cosa si capisca, la situazione deve essere chiara per il 2020. Così abbiamo cambiato il regolamento per il 2020 per evitare che possa essere alcun tipo di ambiguità".

"Poi quando siamo arrivati alla conclusione che pensavamo che quello che ha fatto la Ferrari non fosse legale, loro hanno contestato la cosa e ci hanno detto 'è legale'".

"Così avrei potuto decidere di passare il caso alla corte d'appello. Non sappiamo cosa sarebbe stato deciso dalla corte d'appello, ci sarebbero voluti anni, e questo non era nell'interesse della Formula 1".

Il timore di una causa dannosa ha spinto Todt a scegliere un accordo privato, con la Ferrari che ha ricevuto una sanzione che non è stata specificata.

Todt ha chiarito che sarebbe stato contento di conoscere tutti i dettagli del caso e della sanzione, ma è obbligato a rimanere in silenzio senza l'approvazione della Ferrari.

Resta inteso che la Ferrari non ha alcun interesse a rivelare dettagli tecnici sul suo motore, che potrebbero rivelarsi utili per informare i team rivali sui segreti di progettazione.

L'articolo 4.6 del Regolamento Giudiziario e Disciplinare della FIA recita: "L'organo inquirente e tutte le persone che partecipano all'indagine sono vincolati da un obbligo di riservatezza nei confronti di persone o organizzazioni non coinvolte nell'indagine".

"Tuttavia, l'organo inquirente può in qualsiasi momento rendere pubblica la sua decisione di condurre un'inchiesta disciplinare e il suo esito".

Niente reclami

Un aspetto delle lamentele delle squadre rivali che ha infastidito Todt è il suggerimento che abbia cercato di persuaderle a non presentare una protesta ufficiale.

E' chiaro che la sua opzione preferita è sempre stata quella che una delle squadre rivali avesse presentato una protesta ufficiale durante un weekend di gara.

"Questa è una delle cose più frustranti per me nella lettera delle squadre, dicono che ho detto di aver cercato di dissuaderli dal protestare" ha detto. "Abbiamo provato a fare il contrario".

"E individualmente, quando ho parlato con loro, hanno ammesso che è vero. Allora gli ho detto: 'perché l'avete scritto?'".

"Quindi penso che sia chiaro che li ho incoraggiati, anche se non erano contenti, a fare una protesta. Così avremmo potuto essere più rilassati. Ma nessuno ha fatto questa protesta".

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