Riprende la battaglia sui test, ma si troverà l'accordo

Riprende la battaglia sui test, ma si troverà l'accordo

Si tratta per avere tre o quattro sessioni nella stagione, molti sono ancora i team contrari

I test durante la stagione sono vietati. La logica del provvedimento era la riduzione dei costi. Il divieto di effettuare collaudi ha permesso un notevole risparmio nei budget delle squadre, anche se la Formula 1 ha trovato come spendere parte di quei soldi in altre fonti di ricerca: banchi dinamici, galleria del vento e simulatore di guida. La ricerca sta procedendo alla grande al punto che la Ferrari F11 dovrebbe proprio nascere al simulatore (speriamo bene), prima che in galleria del vento, ma i risultati non sono ancora così eclatanti. Per fare un paio di esempi basta ricordare il deludente debutto al Gp d'Europa della F10 con gli scarichi bassi e il flop della McLaren Mp4-25 a Silverstone che nelle prove libere aveva portato un pacchetto di novità che sono state bocciate dai piloti perché la monoposto era diventata inguidabile. Che senso ha spendere tanti soldi per studiare, sviluppare e costruire parti nuove di una monoposto se poi non c'è nemmeno l'occasione di fare una minima messa a punto della soluzione prima di arrivare al Gp? La competititività di una monoposto è data dalla rapidità con cui una squadra riesce a introdurre delle novità tecniche: è una corsa continua contro il tempo che impegna tutta la factory di un team. E in un pacchetto di sviluppo si introducono più novità che possono coinvolgere apetti molto diversi della monoposto: aerodinamica, sospensioni, elettronica, ecc... Che senso ha scendere in pista nelle libere di un Gp e scoprire all'improvviso che c'è qualcosa che non funziona e rende vana tutta la fatica fatta. Capire cosa non va diventa difficile e si finisce per vivere un Gp nel panico. Alla fine, quindi, si tratta di tanta fatica sprecata per niente. I tecnici devono giustificare ai loro capi il motivo del flop e si genera una situazione non certo positiva di lavoro. Siccome sono stati colpiti da questa sindrome non solo i team più piccoli e quindi con meno risorse, ma anche quelli più grandi, cresce l'esigenza di riaprire ai test privati. Certo non come in passato, ma con dei precisi limiti: si parla di tre o quattro sessioni nel corso di una stagione. L'occasione potrebbe essere utile non solo a verificare la qualità del lavoro tecnico, assicurando anche la piena sicurezza delle soluzioni adottate, ma permetterebbe ai piloti con minore esperienza di acquisire la necessario confidenza con la monoposto senza l'ansia di dover sviluppare delle parti o l'obbligo di cercare le prestazioni come accade nel week end di un Gp. Senza contare che qualcuno dei team piccoli potrebbe "vendere" i test a investitori interessati a vivere con i suoi clienti la Formula 1 più da vicino: in un Gp è quasi impossibile avvicinarsi alle monoposto, mentre in una sessione di collaudo ci sarebbe anche la possibilità di dare sfogo a operazioni di marketing. Nel paddock emerge la contrarietà dei team medi Williams, Force India e Sauber al ritorno dei test oltre alle perplessità dei piccoli, ma un accordo verrà trovato in fretta, perché sono in molti ad essere team clienti di squadre più grandi...
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