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Ferrari SF1000: cosa c'è davvero oltre il muro?

Anche nella seconda giornata di test a Barcellona la Scuderia ha avuto un approccio molto soft. Leclerc al mattino, Vettel al pomeriggio si sono alternati al volante della Rossa. L'arrivo del tedesco ha reso più analitica la comprensione della Rossa che dispone di più carico ma anche di un fastidioso sottosterzo.

Ferrari SF1000: cosa c'è davvero oltre il muro?

Come va la Ferrari? Questa è la domanda ricorrente nel paddock di Barcellona dopo la seconda giornata di test collettivi. Sebastian Vettel sesto e Charles Leclerc ottavo, a oltre un secondo dall’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen. I due piloti del Cavallino si sono divisi l’abitacolo della Rossa: il monegasco al mattino e il tedesco al pomeriggio.

È evidente che c’è qualcosa che non quadra: il finlandese è rimasto senza benzina nel giro di rientro, e per “sparare” il tempo ha fatto ricorso alla mescola più morbida fra le cinque della Pirelli.

La Scuderia, invece, non aveva in programma la ricerca della prestazione, perché nei piani di lavoro c’era solo ed esclusivamente la scoperta della monoposto. Niente tempi, anche se Vettel ha fatto ricorso a un treno di C4, mentre Charles non è andato oltre la C3. E alla fine i due erano sono risultati separati da appena 181 millesimi di secondo.

Ma non era quella l’unità di misura dei tecnici che, invece, vogliono scandagliare le diverse regolazioni di assetto prima di deliberare un set up base. Charles ha completato la sua giornata e mezza con diverse soste ai box, anche piuttosto lunghe, che gli hanno permesso di concludere solo 49 giri.

Nessun problema meccanico, ma solo lunghi interventi, specie sulle sospensioni posteriori. E nell’incessante monta e smonta, il monegasco ha dato la sensazione di essersi un po’ perso, nonostante il quaderno degli appunti. Quando si è obbligati ad andare piano è possibile perdere la bussola (la Ferrari gira con tanta benzina e molto spesso senza aprire l’ala mobile sul rettilineo).

Leclerc è un pilota istintivo che ha bisogno della prestazione per misurare il valore di una macchina, e in questa prima sessione è stato ‘tenuto a bada’ dalla squadra come un cane di razza al guinzaglio.

L’arrivo di Sebastian nel primo pomeriggio (il tedesco si è completamente ristabilito dal malessere di ieri) ha permesso un approccio più analitico al poco divertente lavoro di analisi della SF1000. I tempi, ovviamente, non sono cambiati, ma il feedback giunto ai tecnici ha permesso una più rapida comprensione di pregi e difetti della macchina.

Vettel ha confermato di aver sentito più carico aerodinamico, confermando che la Rossa dovrebbe aver imboccato la giusta strada per superare i problemi nel lento della SF90 dello scorso anno, ma chi ha visto il tedesco impegnato in pista non ha potuto fare a meno di osservare l’evidente sottosterzo della SF1000 che, anche oggi, è risultata nettamente la più lenta nelle velocità massime.

L’abbiamo sempre detto: questa è la Ferrari della presentazione di Reggio Emilia, mentre quella che correrà in Australia la vedremo la prossima settimana sempre a Barcellona. È probabile che con il pacchetto di Melbourne la SF1000 trovi quella brillantezza che oggi manca, ma nella squadra non si vedono facce preoccupate (se non per il DAS della Mercedes).

Non soddisfatte, ma certo non preoccupate. Forse c’è il rimpianto che il piano di lavoro dei test rovesciato per il malessere di Vettel possa aver allungato alcune risposte, ma è palese che la Rossa non può essere pari alla Williams di George Russell che, per quanto sia migliorata, l’anno scorso si dibatteva in fondo allo schieramento.

La politica dei piedi per terra voluta da Mattia Binotto ha contagiato tutti nella Scuderia: l’euforia dello scorso anno, che ha fatto da contraltare alla cocente delusione di Melbourne, ha portato ad un atteggiamento della Ferrari di basso profilo.

La sensazione è che il gap tecnico dalle frecce d’argento non possa essersi chiuso in pochi mesi invernali: nella mente dei ferraristi è ancora ben impressa la lezione di Lewis Hamilton che ad Abu Dhabi ha inferto un distacco impressionante a tutti, siglando il giro più veloce della gara con le gomme finite. Quella ferita ancora brucia, ma c’è la consapevolezza che il divario possa essere stato ridotto.

Quale Ferrari dobbiamo aspettarci? Non ha il muso stretto, né la sospensione anteriore sollevata. Non ha il famigerato DAS (Helmut Marko ha già tuonato che è illegale e va tolto), ma pare disporre di una base migliore di quella dello scorso anno. Basterà per dare del filo da torcere alle frecce d’argento? È difficile dirlo perché c’è anche una Red Bull molto in forma da non trascurare in una partita che si preannuncia a tre.

La squadra di Maranello si copre: nasconde le paure (drag e sottosterzo) o fa un’abile pretattica? Non aspettiamoci una risposta domani nell’ultimo giorno del primo turno. Le carte si vedranno la prossima settimana. Quando non ci sarà più tempo per giocare a nascondino, ma bisognerà tirare fuori gli artigli. E, allora, anche Leclerc sarà pronto a dare la sua zampata…

Charles Leclerc, Ferrari SF1000

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Il casco di Sebastian Vettel, Ferrari

Il casco di Sebastian Vettel, Ferrari
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Sebastien Vettel, Ferrari

Sebastien Vettel, Ferrari
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari in garage

Charles Leclerc, Ferrari in garage
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Dettaglio del muso della Ferrari SF1000

Dettaglio del muso della Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000 in garage

Charles Leclerc, Ferrari SF1000 in garage
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Dettaglio dell'ala anteriore della Ferrari SF1000

Dettaglio dell'ala anteriore della Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Ferrari SF1000, dettaglio del fondo

Ferrari SF1000, dettaglio del fondo
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Foto di: Giorgio Piola

Charles Leclerc, Ferrari SF1000

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Ferrari SF1000, dettaglio dell'ala anteriore

Ferrari SF1000, dettaglio dell'ala anteriore
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Foto di: Giorgio Piola

Charles Leclerc, Ferrari SF1000

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

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