Tecnica F1: il fondo con la forma a Z è la giusta via dello sviluppo?

Le squadre di Formula 1 si sono divise in due blocchi: quelle che hanno interpretato le regole aerodinamiche sul fondo tagliato applicando semplicemente la norma, e quelle che, invece, hanno rinunciato a una parte della superficie del marciapiede nel tentativo di riproporre la "minigonna pneumatica". A Imola vedremo l'evoluzione dei diversi concetti. Chi avrà preso la strada giusta e farà scuola?

Tecnica F1: il fondo con la forma a Z è la giusta via dello sviluppo?

È una questione di fondo? La Formula 1 si interroga su quale sia la soluzione migliore per ritrovare il carico aerodinamico perduto, dopo il cambiamento delle regole voluto dalla F1. Il Circus si è diviso in due blocchi che hanno interpretato in modo diverso le norme 2021 nel tentativo di recuperare una parte della downforce perduta.

Imola sarà un teatro di gara interessante per capire quale dei due concetti che la F1 ha sviluppato sarà quello giusto nell’evoluzione delle monoposto di quest’anno. Il primo GP in Bahrain ci ha mostrato, infatti, che le squadre del paddock si sono spaccate in due seguendo idee diverse: chi è sulla strada giusta e chi dovrà ricredersi magari cambiando filosofia nella ricerca in galleria del vento?

Da un lato, ci sono i team che hanno interpretato il taglio del fondo con una lettura del regolamento alla lettera, adottando un pavimento con segue una linea diagonale che si stringe verso la ruota posteriore.

Il fondo tagliato di Ferrari, Alfa Romeo, Haas, McLaren e Williams a confronto

Il fondo tagliato di Ferrari, Alfa Romeo, Haas, McLaren e Williams a confronto

Photo by: Uncredited

Ferrari, Alfa Romeo, Haas, McLaren e Williams hanno monoposto con marciapiedi che nel posteriore rispettano le misure prescritte dal regolamento, senza interpretazioni diverse e senza ricorrere a troppi deviatori di flusso o generatori di vortice posti non solo sul bordo d’entrata laterale per gestire l’andamento dei flussi.

Dall’altro lato, Mercedes, Aston Martin, Red Bull e Alpha Tauri hanno optato per una soluzione molto diversa che si è vista già in occasione dei test a Sakhir e che la Alpine ha deciso di portare sulla A521 per il GP del debutto stagionale.

Questi ultimi cinque team hanno mostrato il bordo del fondo che delinea una Z sul marciapiede: le immagini, infatti, mostrano che c’è stato un ulteriore ritaglio della sezione fino a circa 200 mm più indietro rispetto al punto in cui il pavimento inizia a stringersi.

Questa scelta avrebbe portato i tecnici a rinunciare a una parte della superficie totale disponibile, per cercare una maggiore flessibilità nel disegno del pavimento.

Il fondo dalla forma a Z di Red Bull e Mercedes a confronto

Il fondo dalla forma a Z di Red Bull e Mercedes a confronto

Photo by: Uncredited

La parte evidenziata in giallo nell’immagine  ci mostra qual è la porzione di fondo che è stata asportata rispetto alle regole che erano in vigore lo scorso anno, mentre nell’altra foto più in basso con la linea tratteggiata si visualizza quale è la superficie ulteriormente asportata dal fondo.

La squadre che hanno scelto lo scasso sul fondo con la forma a Z sono tornate essenzialmente a creare un fondo con un bordo (quasi) parallelo alla linea di mezzeria della monoposto, riproponendo dei concetti aerodinamici che si erano già visti negli anni passati, segno che avevano trovato delle difficoltà nel generare dei vortici che dessero vita alla “minigonna pneumatica” che serve a sigillare il fondo con l’asfalto.

Red Bull RB16B dettaglio del fondo con lo scasso rettangolare

Red Bull RB16B dettaglio del fondo con lo scasso rettangolare

Photo by: Giorgio Piola

Il concetto del fondo con la Z, in realtà, è stato sviluppato dai team con modalità di esecuzione diverse: in particolare, la Red Bull ha deciso di realizzare un fondo che avesse uno scasso del pavimento con un andamento parallelo al centro vettura più lungo di quello che abbiamo potuto vedere sulla Mercedes W12, sotto.

Mercedes W12 dettaglio del fondo che ha corso in Bahrain

Mercedes W12 dettaglio del fondo che ha corso in Bahrain

Photo by: Giorgio Piola

Sembra piuttosto evidente che il fondo a forma di Z possa servire a rendere più efficiente la restaurazione della “minigonna pneumatica”, evitando magari che flussi orientati dai deviatori di flusso potessero essere deviati in un percorso che non fosse quello virtuoso osservato nel wind tunnel.

Non deve stupire, quindi, se sull’Aston Martin AMR21 abbiamo visto comparire rispetto ai test una serie di generatori di vortice disposti su due diverse file che erano stati adeguatamente sagomati e arcuati nella speranza di portare i filetti proprio nel punto che si era studiato al CFD e in galleria del vento.

È evidente che sulla “verdona” qualcosa ha funzionato meno rispetto a quanto si è visto sul fondo della Mercedes e la perdita di efficienza aerodinamica è stata più evidente rispetto alla W12. Sull’Aston Martin abbiamo visto la soluzione più complicata nel tentativo di far funzionare il fondo e non è detto che abbia funzionato al primo colpo.

A Imola vedremo certamente degli altri sviluppi del concetto perché questa delicata area della monoposto sarà sicuramente una zona nevralgica dove i progettisti si giocheranno la possibilità di ripristinare la downforce perduta, cercando di sintonizzare flussi che non devono darsi fastidio uno con l’altro.

Alpine A521: ecco le varie soluzioni sul fondo provate in Bahrain

Alpine A521: ecco le varie soluzioni sul fondo provate in Bahrain

Photo by: Uncredited

In Bahrain l’ha dimostrato l’Alpine che, oltre ad essere unita alle quattro squadre con il fondo a Z, ha sperimentato in ogni sessione dei deviatori di flusso diversi: scopriremo da tutto quel lavoro di ricerca che risultato emergerà a Imola. Perché statene certi, non si è ancora toccato il… fondo.

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