F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Tecnica Alfa Romeo: la C39 ha alzato il... tiro

La monoposto di Hinwil ha girato a Fiorano in versione camouflage con Kimi Raikkonen e si è mostrara prima della presentazione ufficiale. I tecnici Alfa Romeo hanno lavorato sulle sospensioni anteriori più alte e su un retrotreno che beneficia del micro cambio della Ferrari.

Tecnica Alfa Romeo: la C39 ha alzato il... tiro
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Il cuore sportivo dell’Alfa Romeo con all’interno il Biscione sono gli stilemi che il Centro Stile della Casa di Arese ha voluto riproporre nella livrea camouflage con la quale la C39 ha fatto il suo debutto sulla pista di Fiorano nella mani di Kimi Raikkonen.

La monoposto di Hinwil è un’evoluzione della vettura che ha corso l’anno scorso e, tenuti in debita considerazione i vincoli di budget, ha cercato di estremizzare alcuni concetti che sono in linea con il pensiero del chief designare, Luca Furbatto.

L’Alfa Romeo non si è lasciata prendere dalla tentazione di stringere il muso nella speranza di ridurre la resistenza all’avanzamento, ma non sfugge il fatto che il nasino non abbia più una presa rettangolare, ma sia a forma del tradizionale scudetto del marchio.

Questo elemento ha tre supporti: uno superiore al muso e due leggermente inclinati verso i piloni dell’ala anteriore. La squadra svizzera insiste nella filosofia dell’outwash dopo esserne stata la prima ispiratrice lo scorso anno: Kimi ha guidato sulla pista della Ferrari che richiede la massima downforce, con una soluzione molto scarica e in più di un’occasione ha finito la frenata del tornantino a ruote fumanti con un forte sottosterzo.

Del resto il profilo principale, proprio nella parte più esterna, mostra un piccolo ricciolo che precede un marciapiede piuttosto esteso, diviso quasi in parti uguali dalla paratia laterale che è leggermente arcuata in uscita.

La sospensione anteriore è un’esasperazione di quella 2019: seguendo la moda imperante di quest’anno, anche sull’Alfa Romeo sono stati sollevati i triangoli. Quello inferiore è preceduto dal braccio dello sterzo e si articola al porta mozzo intorno al centro ruota, poco più in basso rispetto a quanto hanno fatto Mercedes, Red Bull e McLaren.

Il triangolo superiore, invece, è tanto alto che lamina il flusso destinato all’ala centrale inferiore, quella che copre il cono anti-intrusione. Ciò è stato possibile grazie all’adozione di un bracket molto sporgente dal porta mozzo. Anche il puntone del push rod si collega a un pivot che si protende oltre la presa d’aria dei freni.

Non passa inosservato il barge board che resta staccato dal deviatore di flusso laterale che arriva in altezza all’ala centrale, ma i due elementi non si attaccano per generare la tradizionale soluzione a ponte.

La bocca dei radiatori si trova in alto, secondo uno schema che si è generalizzato: colpisce la maggiore superficie rispetto alle altre due vetture motorizzate Ferrari, segno che non si vogliono correre rischi con l’affidabilità della power unit. Se la parte frontale delle pance è piuttosto giunonica, non si può dire altrettanto per il proseguimento della fiancata che si stringe molto verso il posteriore.

Cio è oggettivamente possibile perché alcuni radiatori non sono nelle pance, ma a differenza di Ferrari e Haas, sono stati collocati sopra al motore. Basta osservare che l’airbox di forma triangolare è sovrastato poco più indietro da due vistose orecchie che, appunto, servono a raffreddare le masse radianti che sono state impaccate sotto al cofano motore.

Nonostante questa scelta progettuale, si nota che l’engine cover che fa anche una gobba, si profila molto verso la coda, per cui la C39 si permette una pinna stabilizzatrice piuttosto generosa. Si tratta di una soluzione non bellissima da vedere, ma certamente deve essere piuttosto funzionale. La T-wing è biplana, mentre il supporto dell’ala posteriore è a doppio pilone e in mezzo c’è lo scarico centrale sovrastato dal piccolo terminale della valvola wastegate.

La sospensione posteriore pull rod riprende i concetti ferraristi e il retrotreno beneficia del cambio molto compatto del Cavallino che libera due grandi condotti che devono alimentare la parte centrale dell’estrattore.

L’ala dietro ha un profilo principale a cucchiaio e un flap mobile a corda lunga. L’Alfa Romeo si scoprirà ufficialmente nella sua veste ufficiale poco prima che si accenda il semaforo verde nei test di Barcellona: il 19 febbraio la C39 cambierà pelle, ma non sostanza.

La macchina elvetica conta di risalire qualche posizione nella classifica del mondiale Costruttori dopo l’ottavo posto del 2019. Un obiettivo condivisibile, visto che la squadra del Biscione dispone di due piloti in grado di andare a punti con una certa regolarità: Antonio Giovinazzi, infatti, non ha più niente da imparare dall’esperto Iceman…

Kimi Raikkonen, Alfa Romeo Racing
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Foto di: Davide Cavazza

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Foto di: Kimi Raikkonen

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Foto di: Alfa Romeo

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Foto di: Kimi Raikkonen

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Foto di: Alfa Romeo

Teaser livrea Alfa Romeo
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Foto di: Alfa Romeo

Logo Huski chocolate sulla monopsto dell'Alfa Romeo
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