Spa più sicura: le vie di fuga dell'Eau Rouge saranno ampliate

L'Eau Rouge, teatro recente di incidenti in diverse categorie del motorsport, non sarà rivista: saranno solo ampliate le vie di fuga e saranno adottate barriere che dovranno impedire alle monoposto di tornare in pista dopo l'impatto contro le stesse.

Spa più sicura: le vie di fuga dell'Eau Rouge saranno ampliate

Le tre categorie per monoposto presenti questo weekend a Spa hanno tutte registrato violenti incidenti alla Eau Rouge. Il più pericoloso è stato indubbiamente quello accaduto venerdì nel campionato Formula W (una violenta carambola che ha coinvolto più monoposto) mentre ieri a impattare violentemente contro le barriere è stato Lando Norris, seguito qualche ora più tardi da un’altra carambola multipla nella seconda gara di Formula 3. Il ricordo dell’impatto mortale di Anthoine Hubert, avvenuto sempre in quel punto nel 2019, è ancora molto vivo, così come il più recente incidente che ha coinvolto Davide Rigon nella 24 ore.

Ma cosa succede alla Eau Rouge? Quella che è ritenuta da appassionati ed addetti ai lavori una tra le curve più famose al mondo (se non la più famosa in assoluto) negli anni ha subito modifiche all’esterno della sede stradale, lavori necessari per adattare le vie di fuga agli standard di sicurezza FIA che si sono evoluti stagione dopo stagione. Gli incidenti, però, non solo proseguono, ma sembrano anche aumentare per numero e pericolosità. A ben vedere ciò che rende pericolosi gli incidenti in quel tratto è un fattore specifico: le monoposto dopo aver impattato contro le barriere rimbalzano in pista, diventando ostacoli che chi sopraggiunge scorge solo all’ultimo momento. Questo innesca impatti violentissimi e pericolosi, poiché si tratta per lo più di una monoposto lanciata che impatta con una ferma.

Nel caso di Norris questo scenario è stato fortunatamente evitato, poiché alle spalle McLaren non c’erano monoposto a poca distanza, e chi è sopraggiunto ha potuto vedere le doppie bandiere gialle rallentando in tempo. Lando ha avuto un incidente molto violento, ma se l’è cavata con danni minori e oggi sarà regolarmente al via della gara. Il suo impatto è da catalogare come un incidente che potrebbe avvenire in molte altre curve del Mondiale, e la curva in sé non ha alcuna responsabilità.

Eppure, sull’onda emotiva che segue spesso gli incidenti, c’è chi ha posto l’interrogativo se non sia il caso di valutare delle modifiche radicali alla Eau Rouge, ovvero modificare il layout di una curva che rappresenta un’icona assoluta del motorsport, ma fortunatamente per ora si tratta di pochi addetti ai lavori. Un problema però esiste, gli stessi piloti di Formula 1 ne hanno discusso a Spa durante il consueto briefing con il personale FIA, e nel confronto è emerso che i gestori del circuito hanno nel cassetto un progetto che prevede la possibilità di ampliare le vie di fuga su entrambi i lati, con l’introduzione di barriere di ultima generazione che permettono di trattenere le monoposto evitando il pericolosissimo rimbalzo che riporta le vetture in pista.

“Questa curva ha un problema fondamentale – ha spiegato Carlos Sainz – che non è legato all’impatto contro le barriere, solitamente violento a causa dell’ala velocità. La criticità maggiore è che si rischia di rimbalzare e tornare in pista, e se il pilota che esce di strada è nelle prime posizioni, chi sopraggiunge alle sue spalle lo vede all’ultimo momento, e soprattutto se si corre sotto la pioggia, con le nubi d’acqua che limitano molto la visibilità. Noi come piloti abbiamo chiesto delle e ci è stato risposto che la FIA sta già affrontando questo problema, quindi in ottica futura siamo più tranquilli”.

“Sarebbe un vero peccato se perdessimo questa curva – ha ribadito Daniel Ricciardo – ma con la quantità e la violenza di incidenti che abbiamo visto nelle ultime stagioni credo che serva un intervento. Se si lavorerà su barriere e via di fuga non credo che la curva perderà il suo fascino”. “L'Eau Rouge è stata in più occasioni un luogo di tragici incidenti – ha spiegato Toto Wolff- è una delle più impegnativa dell’intera stagione, se non la più impegnativa in assoluto. Capisco che se ci si mette nei panni di chi in quel punto ha subito incidenti gravi tutto può sembrare inadeguato, ma è anche vero che le corse automobilistiche sono sempre state così e resterà sempre uno sport pericoloso”.

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