Sospensioni: per la FIA Mercedes e Red Bull si sono messe in regola

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Sospensioni: per la FIA Mercedes e Red Bull si sono messe in regola
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
23 mar 2017, 08:08

Charlie Whiting, direttore di prova del GP, ha spiegato che, dopo la lettera di chiarificazione regolamentare della FIA, le monoposto verificate dai delegati tecnici sono risultate conformi alle norme che vietano l'influsso aerodinamico delle sospensioni.

I sospetti emersi sul fronte “sospensioni” nei test pre-campionato non sono caduti nel vuoto. E a quanto pare non erano neanche supposizioni senza fondamento.

La FIA, tramite Charlie Whiting, ha chiarito a Melbourne che la Federazione Internazionale è intervenuta già durante i test di Barcellona per fare chiarezza sulla spinosa questione delle sospensioni, al fine di evitare reclami post-gara al termine del Gran Premio di Australia.

Ricordiamo che durante i test di Barcellona erano finite nel mirino Mercedes e Red Bull, accusate da più di una squadra avversaria di disporre di un sistema di sospensioni in grado di comportarsi in modo “innaturale”, simulando il comportamento delle sospensioni attive integrando un sistema idraulico al terzo elemento e disponendo di una mappa di informazioni in tempo reale che permettevano di controllare le altezze.

Red Bull RB13: la sospensione anteriore
Red Bull RB13: la sospensione anteriore è conforme alle norme FIA 2017

Photo by: Giorgio Piola

I delegati tecnici della Federazione Internazionale (Marcin Budkowski e Jo Bauer) durante i test di Montmelò hanno ispezionato i sistemi in uso a tutte le vetture, al fine di avere un quadro chiaro e completo della situazione.

La FIA ha poi fatto valere una norma che non è stata mai applicata, vale a dire  che tocca ai team dimostrare che i loro sistemi di sospensione non siano progettati per garantire anche un aiuto aerodinamico.

Charlie Whiting, Race Director, FIA
Charlie Whiting, direttore di prova della FIA

Photo by: LAT Images

E’ emerso chiaramente che sia a Mercedes che Red Bull è stato chiesto di apportare delle modifiche al loro sistema per evitare problemi in sede di verifica nel Gran Premio d’Australia.

“Non è permesso l’utilizzo di un sistema di sospensioni che influisca sulle prestazioni aerodinamiche della vettura se non in modo casuale – ha chiarito Whiting - questo è l'approccio che abbiamo assunto in merito a questo problema. Ci siamo concentrati molto su questo aspetto".

"Se una sospensione si abbassa ad una certa velocità e ritorna nella sua posizione originale ad una velocità differente, c’è qualcosa che non va. Se la squadra non sarà in grado di spiegarci come questo accada, non sarà autorizzata ad utilizzare il dispositivo”.

La parole di Whiting hanno chiarito un concetto molto chiaro, ma ad essere meno chiaro è quanto questa presa di posizione della FIA potrà impattare sulle performance di Mercedes e Red Bull alla vigilia della prima gara di campionato.

Nel paddock ci sono state diverse conferme in merito alle modifiche apportate ai loro sistemi da Red Bull e Mercedes, correzioni che pare abbiano soddisfatto i tecnici FIA.

“Finora direi che tutto sta andando bene – ha confermato Whiting - Marcin Budkowski e Jo Bauer hanno fatto un gran lavoro a Barcellona controllando tutti i sistemi, e quelli che abbiamo ispezionato finora qui a Melbourne si sono confermati tutti conformi. Non prevediamo alcun problema”.

Toto Wolff, direttore di Mercedes Motorsprot ha voluto commentare: " Ci tengo a dire che nella chiarificazione sulle sospensioni non c'è nulla che ci ha costretto a fare delle modifiche o che abbia influenza sulle nostre prestazioni".

Quella del manager austriaco è parsa una difesa d'ufficio, visto sulla W08 non è stato montato il sistema evoluto 2017 come aveva ammesso nei test invernali un autorevole tecnico del team di Brackley.

L'olio bruciato come benzina

Whiting ha anche chiarito che nel weekend di Melbourne saranno verificati eventuali sistemi nelle power unit che permettano la combustione di olio insieme al carburante. Red Bull aveva chiesto un chiarimento in merito a questa possibilità, sollevando il sospetto che la Mercedes possa disporre di un sistema simile in qualifica, in grado di garantire un aumento di potenza nei giri veloci che i piloti completato nelle tre sessioni che definiscono la griglia di partenza. Accuse, ovviamente, che la Mercedes ha fortemente respinto.

“Stiamo ovviamente monitorando anche questo fronte – ha specificato Whiting – abbiamo lavorato molto nelle prove di Barcellona, ispezionando tutti i sistemi di lubrificazione. Nell’arco di questo weekend controlleremo in modo causale il consumo di olio, per assicurarci che non venga utilizzato come carburante”.

L'obiettivo, infatti, sarebbe di aggiungere sostanze che sono vietate nella composizione della benzina attraverso  l'olio del motore che viene recuperato nell'impianto di alimentazione per evitare che vada disperso in pista. Il dubbio di Milton Keynes è che si usi uno speciale lubrificante, dotato di antidetonanti, che permettono alla Mercedes di elevare le prestazioni del motore in qualifica.

Due GP per valutare l’efficienza del sistema DRS

La FIA utilizzerà i primi due Gran Premi per valutare l'impatto dei regolamenti 2017 sul sistema DRS. Nelle gare di Melbourne e Shanghai saranno mantenute le zone di apertura e chiusura del DRS del 2016, poi (se sarà necessario) si valuterà se modificare nelle tappe successive i punti di utilizzo dell’ala mobile posteriore.

Whiting ha confermato che i test di Barcellona non erano un contesto ideale per simulare le condizioni di gara, quindi saranno i primi due Gran Premi a fare chiarezza in materia.

“E 'un po' difficile nei test per valutare appieno l’utilizzo del DRS - ha dichiarato Whiting - abbiamo ovviamente raccolto delle informazioni, ed al momento non abbiamo visto alcuna differenza significativa. Ma riteniamo che si debba valutare dopo le prime due gare. La pista di Melbourne non ha un rettilineo molto lungo per permetterci tutte le valutazioni del caso”.

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