Simulazione GP Cina: si lavora sul "regen" per paura dei consumi
Chi non vorrà schierarsi con il serbatoio colmo dei 105 kg di benzina dovrà prevedere la energy regeneration che permette di frenare la monoposto sfruttando al massimo la MGU-K per recuperare energia elettrica e risparmiare benzina.
La Formula 1 si presenta in Cina per il terzo appuntamento della stagione 2018 e la prima domanda che gli appassionati si fanno è se il tracciato di Shanghai si adatterà di più alla Ferrari che ha vinto i primi due appuntamenti con la SF71H guidata da Sebastian Vettel oppure se si vedrà il rilancio della Mercedes che è ancora a bocca asciutta con la W09.
A giudicare dall’albo d’oro verrebbe da dire che la pista di Shanghai è terreno di caccia delle frecce d’argento che hanno dominato dacché è stata lanciata la Formula 1 ibrida nel 2014, ma le caratteristiche del tracciato che esaltano le velocità massime e la trazione in uscita dalle curve lente farebbero pensare, invece, che ci si trovi di fronte a un altro appuntamento che potrebbe essere marchiato dal Cavallino rampante.
La sfida, dunque, è apertissima e a renderla ancora più incerta ci potrebbe essere la pioggia nel primo turno di prove libere a complicare il lavoro di valutazione e messa a punto delle novità tecniche.
Non solo, ma le temperature resteranno piuttosto basse (intorno ai 20 gradi quella dell’aria) per cui le power unit non dovranno ricorrere a carrozzerie particolarmente aperte, come in Bahrain, e ci sarà modo di vedere monoposto molto chiuse alla ricerca dell’efficienza aerodinamica, dal momento che il carico richiesto è quello medio-alto.
La Pirelli, per la prima volta quest’anno, ha deciso un salto di mescola nella fornitura delle gomme e così a medie e soft si aggiungerà la ultrasoft, in luogo della supersoft dello scorso anno. La Casa milanese sta puntando a soluzioni più morbide per cui è facile prevedere che il record di Lewis Hamilton con la Mercedes W08 in 1'31”678 ottenuto in qualifica l’anno scorso sia destinato a crollare.
Secondo i dati forniti dalla McLaren, il consumo dovrebbe essere di 1,7 kg di benzina al giro e considerato che il GP si disputerà su 56 giri sarebbero necessari 95 kg di carburante per finire la corsa, ma con l’aumento delle potenza delle power unit associate all’incremento di peso dovuto all’Halo che peggiora anche la penetrazione aerodinamica, e l’adozione di gomme con più grip, secondo la simulazione Wintax di Magneti Marelli sarà meglio schierarsi con il pieno che è di 105 kg.
I piloti saranno obbligati al lift off, vale a dire alzare il piede dall’acceleratore in fondo ai due rettilinei più lunghi e tentare il “regen” (energy regeneration), terminologia mutuata dalla Formula-E, che permette di frenare la vettura con la MGU-K recuperando energia elettrica e risparmiando carburante.
Il motore è piuttosto sollecitato in Cina visto che resta in piena potenza per il 67% del giro: c’è un lungo rettilineo di 1.250 m che si percorre in 15”4 con il gas tutto aperto: in questo frangente si affaticano molto valvole, pistoni e turbina. Secondo Magneti Marelli si dovrebbe arrivare a toccare velocità di punta di 334 km/h, tornando ai valori di eccellenza.
Il tracciato è sensibile alla potenza perché il guadagno è di 0”17 ogni 10 cavalli in più e risente meno del peso, visto che 10 kg a Shanghai valgono 0”20 contro i tre decimi che si registrano al giro a Barcellona.
La pista, inoltre, si trova in una zona industriale che vede la presenza di aziende che lavorano il cemento e che immettono molte polveri nell’aria, per cui i motoristi per questo appuntamento preparano filtri dell’aria studiati specificatamente per evitare danni alle valvole dei cilindri.
L’ERS vale fino a 2”4 per giro, corrispondenti a 19 km/h di velocità massima alla speed trap: in Cina la MGU-K può recuperare fino a 730 kJ per giro, mentre la MGU-H arriva fino a 3.350 KJ per giro per un totale di 4.080 KJ energia elettrica recuperata in una tornata.
Sul SIC (Shanghai International Circuit) il tratto veloce si alterna con quelli molto guidati che richiedono una grande trazione essendoci due punti con curve lunghissime da 270 gradi con forti sollecitazioni laterali sulle gomme che mettono in crisi in particolare l’anteriore sinistra. La massima sollecitazione laterale si registra alla Curva 7 dove si raggiungono forze di 4.2G e alla Curva 8 (4G).
Shanghai mette a dura prova i freni perché ci sono ben otto staccate: quella più severa è alla staccata della Curva 14 dove si raggiungeranno secondo la telemetria Wintax i 6 di decelerazione con la mescola ultrasoft, ma i lunghi rettilinei permettono un buon raffreddamento per cui non è prevista una grande usura di dischi e pastiglie.
La trasmissione non è particolarmente sollecitata: per completare la gara sono stati conteggiati 2.600 cambi marcia. Il rapporto più sollecitato è la settima che viene usata per il 32% del giro, mentre la terza è impiegata per il 23% della tornata.
In virtù di questa miriade di dati cosa possiamo riassumere: sulla carta la pista è favorevole alle Mercedes che non dovranno temere il caldo né per il raffreddamento della power unit, né per lo sfruttamento delle gomme, ma occhio alla Ferrari perché ha lavorato sodo sui difetti dello scorso anno e mostra ottime velocità massime e una trazione invidiabile.
In Cina ci sarà l’atteso fondo nuovo che dovrebbe risolvere i problemi di bilanciamento: nella partita vuole entrare anche la Red Bull dopo i ripetuti guai di affidabilità che l’hanno afflitta finora: il cedimento della batteria di Daniel Ricciardo sarebbe stato provocato da un corto circuito nella MGU-K…
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