Analisi
Formula 1
Sfida Ferrari - Mercedes in equilibrio, ma è Hamilton a fare la differenza
Nelle prime 11 gare del 2019 è stato il quattro volte campione del mondo a metterci del suo per riportare al comando dei due mondiali la Mercedes. Lewis si è guadagnato il principesco rinnove del contratto, ma ora tocca a Vettel reagire.

Roberto Chinchero
Modificato: 24 lug 2018, 07:45
Copia link
Condividi su Viber













“Lewis mi emoziona dal 2013. La differenza tra i buoni piloti ed i campioni la si vede nei giorni difficili, quando sono in grado di fare la differenza. E Lewis è un campione”. Le parole sono di Toto Wolff, pronunciate poco dopo l’impresa confezionata domenica scorsa da un Lewis Hamilton stellare.
I fuoriclasse non sono mai sfortunati (questa è regola infallibile) e Lewis nel Gran Premio di Germania ha avuto dalla sua una gara che ha gli ha offerto chance importanti, opportunità che il campione del Mondo ha colto al volo nel modo migliore.
In più, e serve anche questo, il ‘rimontone’ di Hockenheim è arrivato all’indomani dell’ufficializzazione del rinnovo contrattuale, e davanti a Dieter Zetsche, presidente del gruppo Daimler. Il “baffo” è salito sul podio, godendosi la doppietta della sua squadra dalla posizione migliore al prezzo di una doccia di champagne che un’ora prima era tutt’altro che prevista.
Ad Hockenheim, sin dal giovedì, si è parlato molto del rinnovo di Hamilton, e dei presunti (ma non smentiti) 45 milioni di euro a stagione che l’inglese si è assicurato per il 2019 e 2020. Quando vengono annunciati ingaggi di questa portata c’è sempre chi storce il naso, ritenendo le cifre eccessive per un ruolo (quello del pilota) che negli anni è stato sminuito da una serie di luoghi comuni le cui veridicità sono tutte da confermare.
Nell’economia di una squadra di Formula 1 la variabile pilota è sempre tra le più significative, lo è stata in passato e lo è oggi. Ci sono stati cicli contrassegnati da una superiorità tecnica assoluta, dove molti piloti della griglia di partenza avrebbero potuto lottare per il Mondiale se solo si fossero trovati al volante della monoposto del momento. È accaduto nel 2002, nel 2004, ed anche nel triennio iniziale del ciclo ibrido, in cui Rosberg ed Hamilton hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. Dal 2014 al 2016 prima che i piloti a vincere è stata la Mercedes.
Ma ci sono anche stagioni in cui il confronto è decisamente serrato, e quando si arriva a lottare per il decimo di secondo, chi siede al posto di guida diventa colui che può determinare l’esito di un campionato. Anche se la tecnologia ha automatizzato alcune delle funzioni che in passato erano a carico del pilota, chi è dento il casco fa la differenza, soprattutto quando la competizione (come oggi) è in un contesto di equilibrio tecnico.
Già nello scorso Mondiale Hamilton ha dovuto metterci parecchio del suo per avere la meglio sul binomio Ferrari/Vettel, e nella prima metà del 2018 Lewis sta ricorrendo sempre più spesso a tutto il suo miglior repertorio per arginare una concorrenza ancora più agguerrita rispetto a dodici mesi fa.
A Maranello hanno completato un aggancio tecnico che sembrava impossibile, in qualifica, in gara, sul fronte della gestione degli pneumatici ed anche sull’adattabilità alle diverse tipologie di circuiti. La variabile tecnica si è incredibilmente azzerata, e l’impressione sempre più netta è che la palla sia passata su altri fronti. Strategie, affidabilità e soprattutto….piloti.
La pressione è altissima, ma il peso della tensione sembra disegnare un habitat in cui Hamilton si trova a meraviglia. Nel girone d’andata del Mondiale, chiuso ad Hockenheim, è stato lui il valore aggiunto della Mercedes, e fa bene Wolff a coccolarsi il suo pilota, come bene ha fatto Zetsche ad avallare il suo ingaggio anche per il prossimo biennio.
Dopo le prime undici gare è estremamente difficile stabilire quale tra Mercedes W09 e la Ferrari SF71H sia la monoposto da Mondiale, ma è semplice identificare in Hamilton il pilota che ha dato di più.
Tutto è ancora apertissimo, ovviamente, lo dicono i numeri ed anche l’aria che si respira nel paddock. Gli inglesi amano dire, a proposito dei giudizi sui piloti, “as good as last race”, ovvero che la memoria di chi giudica spesso è corta, e si limita a quanto fatto nell’ultima gara disputata.
Tutto quindi può cambiare nel giro di una gara, già domenica prossima in Ungheria, ma questo Hamilton fa paura perché sembra diventato immune da errori da penna rossa, ovvero proprio quelli sbagli che Vettel ha commesso ben tre volte negli ultimi quattro Gran Premi.
Ora sta a Seb prendersi la rivincita nel girone di ritorno e mettere tutti a tacere, scrollandosi di dosso la nomea del quadricampione con gli scarichi soffiati. La monoposto nelle sue mani non gli preclude alcun risultato, e non è cosa da poco, ma dovrà avere la meglio su un mastino che sarebbe ostico per tutti, nessuno escluso.
Se ci riuscirà, la sconfitta di Hamilton sarà la caratura eccezionale di uno splendido quinto titolo Mondiale, in caso contrario non è da escludere che a Maranello possano iniziare a pentirsi dello slancio di fiducia che dodici mesi fa ha portato alla firma di un rinnovo triennale che scadrà al termine del 2020.
Vogliamo la vostra opinione!
Cosa vorresti vedere su Motorsport.com?
Partecipate al nostro sondaggio di 5 minuti.
- Il team di Motorsport.com
Leggere e inviare commenti
Leggi anche :
Condividi o salva questo articolo
Copia link
Condividi su Viber
Articolo precedente Whiting: "Non esisteva un precedente specifico per il taglio dalla pitlane di Hamilton"
Prossimo Articolo Pirelli, Isola: "In Ungheria le Qualifiche sono fondamentali. Interessante capire le reazioni delle Ultrasoft"
Top Comments
Non ci sono ancora commenti. Perché non ne scrivi uno?
Vedi di più e commenta

More from
Roberto Chinchero

F1 | McLaren, la crisi è nei numeri: 49 punti in quattro gare e Red Bull agganciata
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
7 h
F1 | McLaren, la crisi è nei numeri: 49 punti in quattro gare e Red Bull agganciata

F1 | Red Bull, il podio di Verstappen non basta più: Mekies spiega cosa manca per vincere
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
8 h
F1 | Red Bull, il podio di Verstappen non basta più: Mekies spiega cosa manca per vincere

F1 | Ferrari, ad Austin una vittoria sfuggita in qualifica: Leclerc secondo, ma resta il rimpianto
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
10 h
F1 | Ferrari, ad Austin una vittoria sfuggita in qualifica: Leclerc secondo, ma resta il rimpianto

More from
Lewis Hamilton

F1 | Hamilton 4°: “Abbiamo sbagliato il setup dell’ala, senza sarei stato in lotta. Ma ci sono aspetti positivi”
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
19 h
F1 | Hamilton 4°: “Abbiamo sbagliato il setup dell’ala, senza sarei stato in lotta. Ma ci sono aspetti positivi”

F1 | Ferrari, il mistero della Q3: Leclerc perde il passo, Hamilton accusa la power unit
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
1 g
F1 | Ferrari, il mistero della Q3: Leclerc perde il passo, Hamilton accusa la power unit

F1 | Hamilton 5° ci crede: “Resto ottimista per la gara, ma ora gli altri sono veloci quanto noi in curva”
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
1 g
F1 | Hamilton 5° ci crede: “Resto ottimista per la gara, ma ora gli altri sono veloci quanto noi in curva”

More from
Ferrari

F1 | Leclerc: "Stiamo facendo passi avanti: spero che entro fine anno vinceremo uno, due, tre o cinque GP"
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
19 h
F1 | Leclerc: "Stiamo facendo passi avanti: spero che entro fine anno vinceremo uno, due, tre o cinque GP"

F1 | Vasseur: "Era difficile pensare di fare un lavoro migliore. Ci riproveremo la prossima settimana"
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
19 h
F1 | Vasseur: "Era difficile pensare di fare un lavoro migliore. Ci riproveremo la prossima settimana"

F1 | Leclerc deluso: "Ancora problemi nel Q3, mi fa arrabbiare. Così guidiamo sul filo del rasoio"
Formula 1
Formula 1
Stati Uniti
1 g
F1 | Leclerc deluso: "Ancora problemi nel Q3, mi fa arrabbiare. Così guidiamo sul filo del rasoio"
Ultime notizie

MotoGP | Tardozzi: "Marquez ha chiesto garanzie per andare in Qatar. Altri davanti all'organizzazione tacciono"
MotoGP
MtGP MotoGP
Australia
1 h
MotoGP | Tardozzi: "Marquez ha chiesto garanzie per andare in Qatar. Altri davanti all'organizzazione tacciono"

F1 | Hadjar è rimasto nella mappa del pit stop per metà gara: non aveva potenza sotto il 40% di acceleratore
Formula 1
F1 Formula 1
Stati Uniti
2 h
F1 | Hadjar è rimasto nella mappa del pit stop per metà gara: non aveva potenza sotto il 40% di acceleratore

La leggenda del WRC Carlos Sainz in gara con la Ford Puma Rally1
Rally
Misc Rally 2 h
La leggenda del WRC Carlos Sainz in gara con la Ford Puma Rally1
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Hai due opzioni:
- Diventa un iscritto
- Disattiva il blocco delle pubblicità
Iscriviti ora Sei già iscritto? Accedi qui
Hai già disabilitato il tuo blocco delle pubblicità?
Ricarica la pagina
Gestisci gli avvisi
Iscriviti
