Vettel non è imbattibile, ma è Button l'alternativa?

Vettel non è imbattibile, ma è Button l'alternativa?

L'anacronistico Gp del Canada ci mette di fronte ad una situazione tutta nuova

Allora Sebastian Vettel non è imbattibile! Per metterlo in difficoltà serve qualcuno che sappia mettergli il sale sulla coda... Il campione del mondo a Montreal ha mostrato la sua vera natura: nell'ultimo giro ha regalato il Gp del Canada con una sbavatura in una gara perfetta. Il giovane tedeschino non ha saputo difendersi alla veemenza di un tornado con cui Jenson Button si è presentato alle sue spalle nelle battute finali di una corsa che ci ha regalato molti spunti per non essere dimenticata in fretta. Sebastian non è un mostro, per fortuna ha sembianze umane: il ragazzino che ragiona come un vecchio marpione ieri si è sentito punto nell'orgoglio. Quando alle sue spalle si è materializzato il fantasma di Jenson sulla McLaren MP4-26 non ha più saputo cambiare passo: ormai era certo di riuscire a portare in porto un'altra vittoria. Button sembrava un diavolo scatenato e il tedeschino poteva adottare due tattiche: lottare corpo a corpo per difendere una leadership che nessuno dovrebbe osare a mettere in discussione, anche a costo di un contatto visto l'enorme margine di punti che si è costruito fino ad oggi, oppure togliersi di torno platealmente, puntando a quel secondo posto che poi ha messo in carniere, nella consapevolezza che quello che conta è il risultato finale. Anche Contador ha regalato i successi di tappa più prestigiosi a chi era in fuga con lui nelle salite più dure, ma poi è stato lo spagnolo a vincere il Giro d'Italia. Vettel non ha scelto nessuna della due vie: semplicemente è incappato in un errore e si è fatto sorprendere da Button. Insomma per la prima volta nell'anno, Sebastian si è fatto trovare impreparato: quando ha impresso al suo passo un sensibile cambio di ritmo ha commesso uno sbaglio che poteva costargli ben più del successo. Direte, non è il caso di fare una tragedia per un errorino che non dovrebbe lasciare traccia in una stagione che sembra già una cavalcata trionfale. È vero, però Vettel ha lasciato intravedere una debolezza di fondo che finora non si era espressa: il tedeschino ha scoperto di essere imprenbile finché guida una moto in un gruppo di biciclette. E siccome la disarmante superiorità con cui la Red Bull Racing riesce a fare il vuoto si sta pian piano assotigliando con il trascorrere dei Gp, bene ha fatto Sebastian a mettere molta fascina nel suo granaio, perché non è detto che il mondiale 2011 resti un assolo del biondino con la faccia da bambino, ma potrebbe prendere un'altra piega se ci fosse uno sfidante vero. Potrebbe esserlo Lewis Hamilton, che dispone della stessa McLaren di Button, ma l'inglese ormai è diventato uno specializzato nei contatti ravvicinati del terzo tipo: a torto o ragione è sempre coinvolto in incidenti. E la sua mancanza di lucidità è emersa quando ha cercato a tutti i costi di riprendere la pista con una monoposto ferita nelle sospensioni e con una ruota accartocciata. Voleva ripetere forse l'impresa di Gilles Villeneuve quando a Zandvoort tornò ai box su tre ruote per poi parcheggiare e ritirarsi? L'inglese, uno dei pochi che ha la capacità di tentare un sorpasso in qualsiasi situazione, farebbe meglio a concentrarsi di più sulla messa a punto della macchina: la sensazione è che non sappia dare le giuste indicazioni al team per trarre il massimo potenziale da una monoposto che ha ancora delle risorse nascoste. Così potrebbe andare all'attacco degli avversari con la consapevolezza anche di una macchina competitiva e non con lo spirito di chi deve sempre metterci una pezza solo con il suo talento naturale. Certamente potrebbe esserlo Fernando Alonso, ma lo spagnolo deve fare i conti con una squadra che gli cambia le gomme full wet con le intermedie proprio mentre tutte le previsioni meteo della corsa annunciavano un forte temporale. E con il ritiro per la toccata di Button (ricordiamoci che poi Jenson ha vinto!) ha definitivamente dato addio al mondiale 2011, perché il divario in punti (82) ormai è improponibile. Il ferrarista, allora, sa di aver buttato alle ortiche un altro anno, ma potrà affrontare il resto della stagione con lo spirito di chi non avrà niente da perdere e scenderà in pista per riprendere confidenza con le vittorie parziali, sempreché la Rossa sappia completare una rincorsa che è in atto. E allora l'unico pretendente che può sperare di impensierire Vettel è proprio Button, vittorioso in una gara alquanto dissennata, quanto entusiasmante. L'ex campione del mondo ha pressato nel muro il compagno Hamilton, ha girato con una toccata Alonso alla chicane mentre aveva ormai subito il sorpasso all'esterno del ferrarista, ma ha agito in modo tale da non subire alcuna penalità. Si è beccato un drive through per non aver rispettato la velocità massima in pit lane dopo un cambio gomme, è stato il pilota che più spesso è entrato nella corsia dei box, eppure ha vinto con pieno merito. Jenson ha la capacità unica di sapersi adeguare al grip della pista che cambia quando le condizioni diventano critiche. Diventa un mastino che incute terrore, ma ha il pregio di saper aspettare quando portare gli attacchi con stilettate che fanno male, ma che non creano danni. Adesso la McLaren deve decidere di puntare su di lui se non vuole gettare alle ortiche un altro campionato. Ma Martin Whitmarsh avrà il coraggio di imporre delle nuove gerarchie in squadra dovendo fare i conti con un “peperino” come Hamilton, tanto più che Button non è certo un fulmine di guerra in qualifica? Nel dubbio Vettel, può dormire sonni tranquilli...
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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Jenson Button
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