Scandalo: Verstappen resta il vincitore del GP d'Austria. La Ferrari rinuncia all'appello

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Scandalo: Verstappen resta il vincitore del GP d'Austria. La Ferrari rinuncia all'appello
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30 giu 2019, 18:03

Il collegio dei commissari sportivi formato da Tom Kristensen, Silvia Bellot, Nish Shetty e Walter Jobst non ha preso alcun provvedimento contro Verstappen ritenendo quanto è accaduto al giro 69 un normale incidente di gara. Si è persa l'uniformità di giudizio con Canada e Francia.

Uno scandalo: è finita come non era lecito aspettarsi con queste regole FIA. Max Verstappen non è stato penalizzato di cinque secondi e il vincitore del GP d’Austria resta l'olandese. Così la Ferrari deve rinviare il primo successo di Charles Leclerc e della SF90. Due pesi e due misure rispetto al recente passato.

L’olandese non è stato sanzionato a seguito dell’attacco portato con la Red Bull RB15 alla curva 3 (Remus Kurve) durante il giro 69 dei 71 in programma al Red Bull Ring: Max ha accompagnato all’esterno la Ferrari dopo aver affiancato la Rossa, costringendo Leclerc ad andare ben oltre il limite della pista e il cordolo. Le due monoposto si sono anche leggermente toccate prima che la RB15 prendesse un vantaggio con cui tagliare in testa il traguardo allo sventolio della bandiera a scacchi.

Tom Kristensen, Silvia Bellot, Nish Shetty e Walter Jobst, i quattro commissari sportivi del collegio a Spielberg hanno agito in totale discontinuità con i colleghi che erano in servizio al GP del Canada (quando a essere penalizzato era stato Sebastian Vettel a vantaggio di Lewis Hamilton) e al GP di Francia (quando Daniel Ricciardo si è assicurato una doppia penalità nell’ultimo giro al Paul Ricard) sostenendo che si è trattato di un normale incidente di gara.

 

La Ferrari così passa per cornuta e mazziata: comunque si muova per la FIA ha sempre torto. E' evidente che c'è qualcosa nel sistema che non funziona se non si riesce ad avere una uguale serenità di giudizio. La Scuderia ha ufficializzato che non appellerà la decisione, ma la squadra di Maranello a questo punto farebbe bene a prendere azioni clamorose, perché è evidente che le regole si possono adeguare ad ogni situazione: il collegio dei commissari non se l'è sentita di andare contro il padrone del circuito di Spielberg e titolare della Red Bull Racing...

 

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